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Una schiera di campioni in gara in una competizione con 18 partecipanti.
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Tris di podi per DL Racing a Barcellona nel Super Trofeo
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Pole e podio per Simone Iaquinta a Barcellona nel Super Trofeo
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Porsche si aggiudica la doppietta nel GT World Challenge Asia a Pechino, ottenendo ulteriori successi nella SRO GT Cup.
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FIA WEC: Genesis firma la prima pole a Barcellona, Jaubert passa alla storia a 21 anni

  • Mathys Jaubert conquista la prima pole position assoluta per Genesis Magma Racing nella stagione d’esordio del marchio nel FIA WEC.
  • Il francese diventa il più giovane poleman assoluto nella storia del Mondiale Endurance, precedendo la Toyota n.8 di Ryō Hirakawa.
  • Mathieu Jaminet completa la grande prestazione Genesis con il terzo posto, mentre Charles Milesi porta l’Alpine n.35 in quarta posizione.
  • La Ferrari 499P n.83 di AF Corse è sesta, la n.50 ottava mentre la n.51 è rimasta esclusa dalla Hyperpole.
  • In LMGT3, Tom Fleming conquista la pole con la McLaren n.10 di Garage 59; terzo posto per la Ferrari 296 LMGT3 Evo n.21 di Vista AF Corse.

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI

 

17 Ottobre 2026. Genesis Magma Racing scrive una pagina importante della propria stagione d’esordio nel FIA World Endurance Championship. Nelle qualifiche della 6 Ore di Barcellona, settimo e penultimo appuntamento del Mondiale 2026, Mathys Jaubert ha conquistato la prima pole position assoluta della storia del marchio, confermando i progressi compiuti da vettura e squadra nelle ultime gare.

Il ventunenne francese ha firmato una prestazione di grande spessore sul circuito di Barcellona-Catalunya, diventando il più giovane pilota a conquistare una pole assoluta nella storia del FIA WEC. Al volante della Genesis GMR-001 Hypercar numero 17, condivisa con André Lotterer e Pipo Derani, Jaubert ha completato il lavoro iniziato dalla squadra nelle prove libere e nella prima fase delle qualifiche.

Genesis aveva già mostrato un passo competitivo nelle sessioni di preparazione, ottenendo il secondo tempo in due delle tre prove libere. Mathieu Jaminet aveva poi confermato i miglioramenti conquistando il miglior crono nella prima parte delle qualifiche, con Jaubert terzo. Nella decisiva Hyperpole di dieci minuti, i ruoli si sono invertiti: il giovane francese ha trovato il giro giusto, riuscendo a mettere a segno due passaggi sufficientemente veloci per assicurarsi la prima casella dello schieramento.

Un risultato che premia il lavoro dell’intera squadra, capace di adattarsi anche alle condizioni della pista, differenti rispetto alle prove libere e caratterizzate da un livello di aderenza piuttosto basso.

La Genesis numero 19 di Jaminet ha completato una giornata positiva con il terzo posto, nonostante due brevi interruzioni in pista che hanno coinvolto il pilota francese, una durante le qualifiche e l’altra nella sessione Hyperpole. Tra le due vetture coreane si è inserita la Toyota n.8 TR010 Hybrid di Ryō Hirakawa, secondo e in piena corsa per il titolo mondiale insieme a Sébastien Buemi e Brendon Hartley. L’equipaggio del team giapponese potrebbe chiudere i giochi iridati già nella gara di domenica.

Alpine e Cadillac nelle prime posizioni, Ferrari in difficoltà

Alle spalle dei primi tre si è piazzata l’Alpine A424 numero 35 di Charles Milesi, autore del quarto tempo, davanti alla Cadillac V-Series.R n.12 di Will Stevens, con i colori dell’Hertz Team JOTA.

La migliore delle Ferrari 499P é stata invece la numero 83 di AF Corse, affidata a Robert Kubica, sesta al termine della Hyperpole. Un risultato che lascia le vetture ufficiali di Maranello lontane dalle prime posizioni, soprattutto considerando l’esito della prima fase di qualifica, nella quale la Ferrari ufficiale n.51, campione in carica, non è riuscita a conquistare l’accesso alla sessione decisiva.

La top ten è completata dall’Alpine n.36, dalla Ferrari n.50, dalla Toyota n.7 e dalla Cadillac n.38. Fuori dalla Hyperpole anche entrambe le Aston Martin Valkyrie, nonostante il buon potenziale mostrato nelle prove libere, e le due BMW M Team WRT, ancora alle prese con un periodo complicato.

Per Genesis, al contrario, la prima pole assoluta rappresenta una conferma concreta dei progressi compiuti nel corso della stagione. Domenica la squadra avrà l’opportunità di trasformare in risultato concreto la favorevole posizione di partenza in griglia.

LMGT3: Fleming porta la McLaren di Garage 59 in pole, la Ferrari n.21 è terza

Nella classe LMGT3, la pole position è andata alla McLaren 720S Evo n.10 di Garage 59, grazie a una prestazione eccellente di Tom Fleming. Il britannico, impegnato anche nel finale stagionale del GT World Challenge a Portimão, era arrivato a Barcellona in ritardo rispetto agli altri concorrenti e aveva saltato entrambe le sessioni di prove libere del venerdì.

Fleming ha quindi avuto a disposizione soltanto la terza sessione di prove per prendere confidenza con il tracciato catalano. Nonostante il tempo limitato, il ventiquattrenne ha sfruttato al meglio la Hyperpole, firmando i due giri più veloci della sessione e conquistando la sua seconda pole in carriera nel FIA WEC, dopo quella ottenuta a Imola in apertura di stagione. Per McLaren si tratta della quinta pole nella categoria LMGT3.

Il pilota britannico ha preceduto di appena 0”122 la Porsche 911 GT3 R n.92 del The Bend Manthey, affidata a Riccardo Pera. Terza posizione per la Ferrari 296 LMGT3 Evo n.21 di Vista AF Corse, con Simon Mann al volante, a 0”465 dal riferimento della McLaren.

La vettura italiana, condivisa da Mann con François Hériau e Alessio Rovera, aveva già mostrato un buon ritmo nelle prove libere, risultando la migliore delle Ferrari in due delle tre sessioni. Hériau aveva portato la numero 21 in Hyperpole grazie al terzo tempo nella prima fase delle qualifiche, con un crono di 1’42”678, a 0”596 dal miglior riferimento.

Nella fase decisiva, Mann ha abbassato il limite fino a 1’41”398, assicurando alla Ferrari la seconda fila. Un risultato importante per Vista AF Corse, che punta a interrompere una serie di undici gare senza vittorie.

La seconda Ferrari del team, la n.54 di Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Davide Rigon, non è invece riuscita a superare la prima fase delle qualifiche e scatterà dalla tredicesima posizione. Flohr ha chiuso con il tempo di 1’43”332, a 0”226 dalla decima posizione.

Quarta posizione in griglia per la Corvette Z06.R n.33 di TF Sport, con Jonny Edgar, dopo che il compagno Ben Keating aveva portato la vettura in Hyperpole per la prima volta in questa stagione. Un risultato prezioso per l’equipaggio, attualmente al comando della classifica di campionato, che cercherà di consolidare il proprio vantaggio nella penultima gara dell’anno.

Alle sue spalle scatteranno la Mercedes-AMG n.61 di Iron Lynx, con Rui Andrade, e la BMW M4 Evo n.32 di Team WRT, affidata a Sean Gelael. Giornata complicata, invece, per Aston Martin: nessuna delle due Vantage AMR di Heart of Racing Team è riuscita a entrare nella top ten, con la n.27, in lotta per il titolo, relegata all’ultimo posto delle diciotto vetture al via.

La 6 Ore di Barcellona scatterà domenica 18 ottobre alle ore 12,00 locali, con Genesis pronta a difendere una pole storica e la Ferrari n.21 chiamata a sfruttare la terza posizione nella categoria LMGT3.

Published in FIA WEC

Ford Hypercar, primi chilometri in pista a Le Castellet: comincia la corsa verso il WEC 2027

  • La nuova Hypercar Ford è scesa in pista al Circuit Paul Ricard per la prima sessione di test ufficiali
  • Dopo lo shakedown iniziale, il programma di sviluppo entra cos’ nel vivo in vista dell’esordio nel FIA WEC 2027
  • Telaio ORECA, motore V8 Coyote 5.4 aspirato e sistema ibrido alla base del nuovo prototipo LMDh
  • Sei piloti ufficiali accompagneranno lo sviluppo della vettura, con Le Mans nel mirino e l'eredità della GT40 da raccogliere

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 Ford Racing

18 Agosto 2026. La nuova Ford Hypercar ha finalmente lasciato i box per affrontare i primi chilometri di sviluppo alla luce del sole. Il progetto con cui la casa americana tornerà nel 2027 ai vertici dell'endurance internazionale è infatti sceso in pista al Circuit Paul Ricard di Le Castellet, nel sud della Francia, dando ufficialmente il via alla fase più importante del percorso che porterà al debutto nel FIA World Endurance Championship e alla 24 Ore di Le Mans.

Il test francese rappresenta un passaggio particolarmente significativo per un programma che Ford sta preparando da tempo e che, dopo le prime verifiche a porte chiuse effettuate all'inizio di agosto, entra ora nella fase di sviluppo vera e propria. La vettura, ancora priva del nome ufficiale e caratterizzata da una livrea mimetica, è stata fotografata per la prima volta in azione sul circuito francese, offrendo le prime immagini concrete della nuova arma Ford per la classe regina del WEC.

Dal primo shakedown ai test di Le Castellet

Il prototipo aveva mosso i primi passi all'inizio del mese in una sessione privata, dedicata soprattutto all'attivazione e alla verifica dei sistemi di controllo della vettura. Un passaggio preliminare necessario per accertare il corretto funzionamento dell'elettronica e delle diverse componenti prima di affrontare il programma di prove previsto sulle piste europee.

Ford Racing ha confermato che tutti i sistemi hanno risposto positivamente alle verifiche iniziali, consentendo così alla squadra di passare alla fase successiva. A Le Castellet, il programma si è concentrato sulle prime attività di sviluppo dinamico, con particolare attenzione a prestazioni, affidabilità, integrazione del sistema ibrido e validazione aerodinamica: elementi fondamentali per preparare una vettura destinata alle particolari esigenze del FIA WEC e, soprattutto, alla lunga e impegnativa sfida della 24 Ore di Le Mans.

Il circuito Paul Ricard costituisce dunque il primo vero banco di prova pubblico della nuova Hypercar. Il programma di test proseguirà anche nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, secondo una tabella di lavoro che porterà la vettura a confrontarsi con differenti tipologie di circuito e condizioni di utilizzo.

Un progetto LMDh costruito con ORECA

La nuova Ford è stata sviluppata secondo il regolamento LMDh, una delle due piattaforme tecniche attualmente ammesse nella categoria Hypercar del FIA WEC. Per il telaio, Ford ha scelto di collaborare con ORECA, uno dei più importanti costruttori e specialisti mondiali della telaistica da competizione.

La componente meccanica rappresenta invece uno degli elementi caratterizzanti del progetto. La Hypercar americana sarà spinta da un V8 aspirato Coyote da 5,4 litri, progettato e costruito internamente da Ford a Dearborn. Un propulsore che stabilisce un collegamento diretto con la tecnologia impiegata nei programmi sportivi della casa e, in particolare, con la famiglia Mustang da competizione.

Il programma è gestito direttamente da Ford Racing, nell'ambito della strategia che ha riunito sotto un'unica organizzazione le attività agonistiche globali della casa americana. L'obiettivo è accelerare il trasferimento di competenze e tecnologie tra pista e produzione, sfruttando l'esperienza maturata nelle diverse discipline del motorsport.

Sei piloti per una sfida mondiale

A guidare lo sviluppo della nuova Hypercar sarà una formazione di sei piloti ufficiali, costruita mettendo insieme esperienza nelle gare endurance, conoscenza dei prototipi e velocità.

Il gruppo comprende Matt Campbell, Nick Yelloly e Tom Blomqvist, ai quali si aggiungono Logan Sargeant, Mike Rockenfeller e Sebastian Priaulx. Campbell, Yelloly e Blomqvist sono stati gli ultimi tre nomi annunciati da Ford a completamento della formazione ufficiale.

Campbell porta in dote esperienza e successi nel FIA WEC e nell'IMSA, mentre Yelloly vanta una lunga esperienza nelle gare di durata, compresa una vittoria di classe a Le Mans, oltre ai successi alla 24 Ore del Nürburgring e alla 24 Ore di Spa. Blomqvist può invece contare su un palmarès particolarmente ricco nei prototipi, con due vittorie assolute alla 24 Ore di Daytona e il titolo IMSA DPi.

Per Sargeant il programma Hypercar rappresenterà un ulteriore capitolo della sua esperienza con Ford, dopo l'attività nella classe GT3, mentre Rockenfeller e Priaulx completano un gruppo che dovrà essere coinvolto non soltanto nelle gare ma anche nello sviluppo della vettura.

Proprio Campbell, Rockenfeller e Blomqvist erano presenti durante lo shakedown iniziale, mentre Campbell e Logan Sargeant hanno successivamente portato la vettura in pista a Le Castellet il 17 agosto. Blomqvist è atteso nei prossimi giorni per proseguire il lavoro di sviluppo.

Sessant'anni dopo la GT40, Ford torna a puntare su Le Mans

Dietro il nuovo progetto c'è naturalmente anche una componente storica impossibile da ignorare.

Nel 2027 Ford tornerà infatti nella categoria regina della 24 Ore di Le Mans a quasi sessant'anni dall'epoca della leggendaria GT40, protagonista di uno dei capitoli più celebri nella storia della corsa francese. Tra il 1966 e il 1969 la GT40 conquistò infatti quattro vittorie assolute consecutive, imponendosi come una delle vetture simbolo dell'endurance mondiale.

Il legame con Le Mans si è riacceso anche in epoca più recente: nel 2016, esattamente cinquant'anni dopo il primo trionfo assoluto, la Ford GT conquistò la vittoria nella classe LMGTE Pro, riproponendo la sfida alla Ferrari nella categoria Gran Turismo.

La prossima sfida sarà però completamente diversa. Ford non tornerà a La Sarthe con una GT, ma con una vera Hypercar destinata a competere per la vittoria assoluta. L'obiettivo è inserirsi in una classe che negli ultimi anni ha vissuto una crescita senza precedenti e che nel 2027 accoglierà anche un'altra grande casa britannica, McLaren, con la MCL-HY

Un WEC 2027 sempre più ricco

Il debutto Ford si inserirà in un FIA WEC che nel 2027 raggiungerà una nuova dimensione internazionale. Il calendario approvato dalla FIA prevede nove appuntamenti, con il ritorno della 6 Ore di Silverstone e la conferma di circuiti ormai tradizionali come Imola, Spa-Francorchamps, Le Mans, Interlagos, Austin, Fuji e Bahrain.

L'arrivo di Ford e McLaren contribuirà ulteriormente ad alimentare la crescita della categoria Hypercar, già protagonista di un'espansione senza precedenti. La FIA ha infatti evidenziato come la classe regina abbia beneficiato negli ultimi anni dell'ingresso di numerosi costruttori, con l'attuale ciclo di omologazione destinato a garantire stabilità tecnica e regolamentare.

Il ritorno di Ford avrà quindi un peso che va oltre il semplice ingresso di un nuovo costruttore. La casa americana porterà nella classe regina del WEC una delle identità più riconoscibili dell'automobilismo mondiale, mettendola alla prova contro Ferrari, Toyota, Cadillac, BMW, Peugeot, Aston Martin e, dal 2027, McLaren.

Ora comincia la vera sfida

Le immagini della Ford Hypercar a Le Castellet segnano dunque il passaggio dalla fase progettuale a quella in cui saranno i chilometri a determinare il valore reale del progetto. Il lavoro da compiere prima dell'omologazione è ancora lungo e complesso: affidabilità, gestione dell'energia, prestazioni, aerodinamica e comportamento della vettura nelle differenti condizioni rappresenteranno altrettante aree di sviluppo. Per Ford il momento atteso è finalmente arrivato. Dopo mesi di progettazione, simulazioni e preparazione, la nuova Hypercar ha iniziato a muoversi sul circuito.

Il primo obiettivo non sarà ancora vincere, ma apprendere. Ogni giro completato a Le Castellet, ogni dato raccolto e ogni chilometro dei prossimi test contribuiranno a costruire la vettura che nel 2027 dovrà affrontare la sfida più importante: confrontarsi con i migliori costruttori del mondo nel FIA WEC e tornare a inseguire, quasi sessant'anni dopo la leggendaria epopea della GT40, il successo assoluto alla 24 Ore di Le Mans. La corsa è appena cominciata. E Ford, da oggi, ha finalmente iniziato a percorrerla anche in pista.

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Il FIA WEC riparte da Interlagos ed entra nella fase decisiva

  • Il FIA WEC sbarca in Brasile per il quarto appuntamento della stagione 2026.
  • Le tre Ferrari Hypercar puntano al riscatto un mese dopo la 24 Ore di Le Mans, ma le statistiche e la storia di Interlagos non sono a loro favore
  • Toyota arriva da leader del Mondiale, Cadillac difende il successo conquistato nel 2025, BMW cerca il rilancio.
  • Semaforo verde per la 6 Ore di San Paolo domenica 12 luglio alle 11,30 (16,30 ora italiana).

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2025 FIA WEC /DPPI; ©2026 Salvatore Taronno / Mattiperlecorse

8 Luglio 2026. A quattro settimane dalla 24 Ore di Le Mans, il FIA World Endurance Championship riparte dal Brasile per il quarto appuntamento della stagione 2026. Lo storico circuito di Interlagos, ufficialmente intitolato a José Carlos Pace, ospiterà infatti la 6 Ore di San Paolo, gara che segna il giro di boa di un campionato articolato su otto prove e che potrebbe rappresentare uno snodo importante nella corsa ai titoli mondiali.

Ferrari sarà al via con tre 499P, chiamate a riscattare un tracciato che, nelle ultime stagioni, non ha mai sorriso particolarmente alle Hypercar di Maranello. Il miglior risultato ottenuto in Brasile resta infatti il quinto posto conquistato nel 2024 dall'equipaggio formato da Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, mentre dodici mesi fa la migliore Ferrari al traguardo fu la numero 83 di AF Corse, ottava con Yifei Ye, Phil Hanson e Robert Kubica.

Questi tre equipaggi ambiscono ad essere protagonisti nell'edizione 2026. I campioni del mondo in carica Pier Guidi, Calado e Giovinazzi arrivano a San Paolo dopo il quinto posto conquistato a Le Mans con la Ferrari numero 51. Sulla gemella numero 50 del team Ferrari-AF Corse torneranno invece Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, desiderosi di riscattare il ritiro nella classica francese. Completa lo schieramento Ferrari la 499P numero 83 di AF Corse, affidata a Yifei Ye, Phil Hanson e Robert Kubica, reduce dal settimo posto ottenuto alla Sarthe.

L'obiettivo della Casa di Maranello è soprattutto quello di raccogliere punti preziosi per rilanciarsi nelle classifiche iridate. Ferrari occupa infatti la terza posizione nella graduatoria Costruttori con 62 punti, a 70 lunghezze dalla vetta. Tra i Piloti, Pier Guidi-Calado-Giovinazzi sono quinti con 39 punti, mentre Fuoco-Molina-Nielsen e Ye-Hanson-Kubica occupano rispettivamente la nona e l'undicesima posizione.

Interlagos rappresenta una delle piste più iconiche del motorsport mondiale. Inaugurato nel 1940 e dedicato dal 1985 a José Carlos Pace, il circuito paulista misura 4,309 chilometri, risultando il più corto dell'intero calendario del FIA WEC. Si percorre in senso antiorario, presenta quindici curve, continui cambi di pendenza e lunghi tratti affrontati in piena accelerazione, caratteristiche che mettono a dura prova vetture e piloti. Le Hypercar raggiungono velocità prossime ai 305 km/h e trascorrono circa metà del giro con l'acceleratore completamente aperto, mentre l'altitudine di quasi 800 metri sul livello del mare aggiunge un'ulteriore difficoltà nella gestione delle prestazioni e delle temperature.

Dal punto di vista sportivo, il weekend brasiliano si annuncia particolarmente aperto. Le ultime quattro gare disputate a Interlagos sono state vinte da quattro costruttori diversi e un eventuale quinto vincitore differente rappresenterebbe un primato nella storia del Mondiale Endurance.

Toyota arriva in Sud America da leader del campionato e forte del recente successo alla 24 Ore di Le Mans, oltre a poter vantare una tradizione particolarmente favorevole sul circuito brasiliano, dove ha conquistato più vittorie di qualsiasi altro costruttore nella storia del FIA WEC. Cadillac, invece, si presenta da vincitrice in carica dopo la doppietta ottenuta nel 2025 con il team JOTA e detiene ancora i record della pista sia in qualifica sia in gara, pur non essendo più salita sul podio dopo quel successo.

Grande attenzione anche nei confronti della BMW, autentica outsider del weekend. Il costruttore tedesco ha conquistato la sua prima vittoria assoluta nel Mondiale Endurance dopo quasi ventisette anni imponendosi a Spa-Francorchamps e ha poi confermato la propria competitività con il secondo posto ottenuto a Le Mans, candidandosi ad un ruolo da protagonista anche in Brasile.

Per Ferrari, invece, Interlagos rappresenta soprattutto una sfida da vincere. La 499P non è mai riuscita a salire sul podio sul tracciato paulista e la squadra di Maranello punta finalmente a interrompere questo tabù, rilanciando le proprie ambizioni iridate nella seconda metà della stagione.

Anche la classe LMGT3 si presenta particolarmente equilibrata. Dopo il successo ottenuto nel 2025 dalla Lexus del team Akkodis ASP, il costruttore giapponese torna a Interlagos con l'obiettivo di confermarsi, forte anche del secondo posto conquistato alla recente 24 Ore di Le Mans. Tra i principali rivali figurano Aston Martin, il marchio più vincente della categoria sul circuito paulista, e Corvette, mentre BMW punta a sfruttare anche l'esperienza del pilota di casa Augusto Farfus.

Il programma del weekend prevede due sessioni di prove libere venerdì 10 luglio, una terza sessione sabato mattina, seguita dalle qualifiche e dalla Hyperpole che definiranno la griglia di partenza. La 6 Ore di San Paolo scatterà domenica 12 luglio alle ore 11,30 locali (16,30 ora italiana), quando prenderà il via una gara destinata a pesare in maniera significativa sugli equilibri del Mondiale Endurance 2026.

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Le Mans chiama, Ferrari risponde all’appello pronta alla sfida per il quarto alloro

  • La 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans va in scena questa settimana sul Circuit de La Sarthe.
  • Ferrari arriva in Francia forte di tre vittorie consecutive ottenute con la Hypercar 499P.
  • Le vetture numero 50, 51 e 83 puntano a scrivere un'altra pagina di storia per il Cavallino Rampante.
  • La classica francese assegna punteggio doppio nel FIA World Endurance Championship.
  • Oltre 330 mila spettatori attesi per la gara più prestigiosa dell'endurance mondiale.

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2025 Salvatore Taronno / Mattiperlecorse

 

8 Giugno 2026. La 24 Ore di Le Mans è molto più di una gara. È il luogo in cui si costruiscono le leggende dell'automobilismo, il banco di prova definitivo per uomini e macchine, il teatro in cui la velocità deve convivere con affidabilità, strategia e resistenza. Dal 13 al 14 giugno il FIA World Endurance Championship farà tappa sul Circuit de La Sarthe per la 94ª edizione della corsa più prestigiosa del calendario, terzo appuntamento della stagione 2026 e momento cruciale nella lotta per i titoli mondiali.

Ferrari si presenta all'appuntamento francese con un obiettivo tanto ambizioso quanto concreto: conquistare il quarto successo consecutivo alla Sarthe con la Hypercar 499P. Un traguardo che permetterebbe alla Casa di Maranello di proseguire una straordinaria serie iniziata nel 2023 e consolidare ulteriormente il ritorno al vertice dell'endurance mondiale. Con un eventuale successo nel 2026, Ferrari raggiungerebbe Audi nella classifica delle vittorie assolute a Le Mans, restando alle spalle soltanto della Porsche.

Il dominio della 499P a Le Mans

Da quando ha debuttato nella categoria Hypercar, la Ferrari 499P è rimasta imbattuta nella maratona francese. Nel 2023, anno del Centenario della corsa, e anno del debutto della Ferrari Hypercar nel Campionato, fu l'equipaggio della vettura numero 51 composto da Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi a riportare il Cavallino Rampante sul gradino più alto del podio assoluto dopo mezzo secolo di assenza.

Dodici mesi più tardi, nel 2024, il testimone passò alla numero 50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen. Nel 2025, infine, a completare la straordinaria trilogia è stata la Ferrari numero 83 schierata da AF Corse e affidata a Yifei Ye, Phil Hanson e Robert Kubica.

Tre successi consecutivi che hanno riportato Ferrari al centro della scena mondiale e confermato le eccezionali qualità della 499P su un circuito unico nel suo genere, lungo 13,626 chilometri e caratterizzato da lunghissimi rettilinei, sezioni ad alta velocità e continui cambi di ritmo. Come ha sottolineato Nicklas Nielsen, vincitore nel 2024, la capacità della vettura di adattarsi alle caratteristiche della Sarthe rappresenta uno dei suoi punti di forza più importanti.

La sfida si fa sempre più difficile

Se la tradizione recente sorride a Maranello, l'edizione 2026 si annuncia particolarmente impegnativa. La classe Hypercar continua infatti a crescere in competitività e prestigio, con una griglia che comprende alcuni dei marchi più importanti dell'industria automobilistica mondiale. Certamente si sentirà la mancanza delle Porsche nella classe Hypercar, ma Ferrari dovrà confrontarsi con rivali del calibro di Toyota, Alpine, BMW, Cadillac, Peugeot, Aston Martin e Genesis, in una categoria che viene unanimemente considerata la più competitiva nella storia recente dell'endurance.

La Casa di Maranello schiererà le due vetture ufficiali Ferrari-AF Corse, la numero 50 e la numero 51, oltre alla numero 83 del team AF Corse. L'obiettivo dichiarato è ottenere il miglior risultato possibile in quella che rappresenta la gara più importante dell'intero campionato, sia per prestigio sia per il fatto che assegna un punteggio doppio rispetto alle tradizionali gare di sei ore. Il vincitore, infatti, porterà a casa ben 50 punti.

La stagione 2026 è iniziata con segnali incoraggianti ma senza successi per Ferrari. A Imola la numero 51 di Pier Guidi, Calado e Giovinazzi ha conquistato la pole position e il secondo posto finale, mentre a Spa-Francorchamps il miglior risultato è stato il terzo posto ottenuto dalla numero 50 di Fuoco, Molina e Nielsen.

Dopo i primi due appuntamenti dell'anno, Ferrari occupa la terza posizione nel Mondiale Costruttori con 42 punti. Tra i piloti, l'equipaggio della numero 50 è sesto in classifica, mentre quello della numero 51 segue immediatamente alle sue spalle. Una vittoria a Le Mans potrebbe modificare radicalmente gli equilibri della stagione, proprio grazie al sistema di punteggio maggiorato previsto per la classica francese.

La settimana magica della corsa

La tradizionale settimana di Le Mans è già iniziata con il Pesage, le verifiche tecniche svolte nel centro cittadino, seguite dal Test Day. Le attività in pista entreranno nel vivo da mercoledì 10 giugno con le sessioni di prove libere e le qualifiche.

Giovedì sarà invece il giorno della Hyperpole, il format che assegnerà le prime posizioni sulla griglia di partenza. Infine, alle ore 16 di sabato 13 giugno, scatterà la 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans, destinata ancora una volta a catturare l'attenzione di centinaia di migliaia di appassionati presenti sul circuito e milioni di spettatori in tutto il mondo. 24 ore da seguire tutte, una per una, perché in qualsiasi momento può accadere qualsiasi cosa, e durante le quali ogni dettaglio può fare la differenza e ogni errore può costare carissimo.

Per Ferrari la sfida è chiara. Difendere una striscia vincente che dura da tre anni, confermare la competitività della 499P e continuare a scrivere una delle pagine più esaltanti della propria storia sportiva. La concorrenza non è mai stata così agguerrita, ma a Le Mans il Cavallino Rampante arriva ancora una volta da protagonista.

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Una penalità preclude la vittoria a Rovera nel FIA WEC a Spa

 

Nel secondo round del Mondiale Endurance il pilota ufficiale della Ferrari e i compagni di equipaggio Heriau e Mann conducono la 6 Ore belga per oltre metà gara al volante della 296 LMGT3 Evo di Vista AF Corse, finché il varesino taglia il traguardo in testa con tanto di giro più veloce, ma è penalizzato di 5 secondi per una unsafe release al pit-stop e retrocesso al quarto posto. In giugno il terzo atto a Le Mans 

Varese, 10 maggio 2026. Si conclude con un quarto posto in rimonta e il giro più veloce in 2’18”821 la 6 Ore di Spa di Alessio Rovera e dell’equipaggio al via sulla Ferrari 296 LMGT3 Evo numero 21 del team Vista AF Corse. Ma con un finale che non ripaga affatto quanto dimostrato in pista sia dal trio formato dal pilota ufficiale del Cavallino, dal francese François Heriau e dallo statunitense Simon Mann sia dalla squadra, ottimale nella strategia durante l’appuntamento belga valido come secondo round del Mondiale Endurance.

La formazione della squadra italiana, infatti, ha condotto le operazioni per oltre metà gara dopo aver preso il comando durante il primo stint di Mann, succeduto alla guida a Heriau, che da par suo nei suoi turni era già risalito da settimo al via a terzo. Salito in abitacolo a due ore dal termine, Rovera ha poi mantenuto la leadership, ulteriormente legittimata dal giro più veloce fra le auto LMGT3 fatto segnare alla ripartenza da una safety car per cercare di distanziare gli immediati inseguitori.

Il ferrarista, gestendo bene più ripartenze da safety car dovute a vari contatti fra altre vetture in pista, è poi rimasto in testa fino al traguardo, tagliato in prima posizione. Nella classifica finale, però, è stato retrocesso al quarto posto per una penalità di 5 secondi comminata nel finale dai commissari per un’unsafe release al pit-stop che costringe Rovera e compagni ad accontentarsi del piazzamento, che dà seguito al sesto posto centrato nella tappa inaugurale della 6 Ore di Imola tre settimane fa, mentre ora l’attenzione si sposta completamente sulla 24 Ore di Le Mans, l’appuntamento clou del FIA World Endurance Championship in programma a metà giugno. Prima della classica francese, Rovera sarà impegnato nel GT World Challenge in casa a Monza, dove il 31 maggio disputerà la 3 ore valida come secondo round della Endurance Cup.

Rovera dichiara: “Sarebbe inutile commentare l’episodio, dico solo peccato perché comunque come team è la terza gara che perdiamo da vincitori sotto alla bandiera a scacchi, poi sono tanti punti persi che ci facevano comodo in ottica classifica e su una pista in cui andiamo bene. Per quanto riguarda la gara ci mancava qualcosa nei tratti più veloci rispetto ai rivali diretti, ho cercato di gestire il più possibile. Onestamente pensavo di avere più degrado gomme, soprattutto nel primo stint quando ho spinto molto e invece è andata bene. Sarà un anno difficile perché tutti sono agguerriti, ora vediamo che cosa riusciamo a conquistare a Le Mans. Ci proviamo!”.

FIA World Endurance Championship: 19 apr. 6 Ore di Imola; 9 mag. 6 Ore di Spa; 13-14 giu. 24 Ore di Le Mans; 12 lug. 6 Ore di San Paolo; 6 set. Lone Star Le Mans (Austin); 27 set. 6 Ore del Fuji; 24 ott. 1812 km del Qatar; 7 nov. 8 Ore del Bahrain

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Il Team Peugeot TotalEnergies conquista i primi punti in una gara terrificante a Spa-Francorchamps

 

  • Essendosi qualificata in pole position, la PEUGEOT 9X8 n.94 avrebbe potuto sperare in un ottimo risultato prima di scontrarsi con una GT in pista.
  • La PEUGEOT 9X8 n.93 ha fatto segnare il giro più veloce della gara grazie a Stoffel Vandoorne, concludendo al settimo posto.
  • Il team Peugeot TotalEnergies è ora concentrato sulla 24 Ore di Le Mans, dove Peugeot celebrerà il centenario della sua prima partecipazione.

10 Maggio 2026. La 6 Ore di Spa-Francorchamps non ha premiato il Team Peugeot TotalEnergies, ma bisogna ricordare gli aspetti positivi di questa gara preparatoria per la 24 Ore di Le Mans: la prima pole position della PEUGEOT 9X8 nel Campionato del Mondo Endurance FIA ​​WEC, l'ottima partenza della vettura numero 94 e il giro più veloce della gara per la numero 93 a fine corsa.

Partendo dalla pole position davanti a 101.608 spettatori, Loïc Duval ha difeso il suo vantaggio al tornante di La Source prima di portarsi in testa alla curva Raidillon. Durante il suo doppio stint, il francese ha mantenuto il ritmo prima di cedere il volante della PEUGEOT 9X8 numero 94 a Théo Pourchaire. La vettura si trovava nel gruppo di testa e aveva ottime possibilità di ottenere un buon risultato. Tuttavia, poco dopo l'inizio del suo stint, Malthe Jakobsen non è riuscito a evitare una GT3 ferma in pista a Les Combes. Trovandosi nel posto sbagliato al momento sbagliato, la vettura numero 94 è stata costretta al ritiro.

La PEUGEOT 9X8 numero 93 è partita dalla nona posizione con Paul di Resta al volante, che ha completato un primo stint senza problemi. A metà gara, dopo diversi pit stop con Nick Cassidy che ha effettuato un doppio stint, era risalita fino alla quattordicesima posizione. Nell'ultima ora, davanti al pubblico di casa, il pilota belga Stoffel Vandoorne ha fatto segnare il giro più veloce della gara (2:04.177) e ha sfruttato diversi incidenti per riportare la PEUGEOT 9X8 in classifica, concludendo al settimo posto.

Un premio modesto per il Team Peugeot TotalEnergies, che tuttavia lascia il Belgio con i primi punti in campionato e insegnamenti positivi in ​​vista della prossima gara, che sarà nientemeno che la 24 Ore di Le Mans.

Peugeot celebrerà il centenario della sua prima partecipazione a questa leggendaria gara. La corsa prenderà il via sabato 13 giugno alle ore 16:00. Ma prima, le PEUGEOT 9X8 torneranno sul circuito completo di 13,626 km domenica 7 giugno per la giornata di test, prima delle varie sessioni di prove libere e qualifiche che si terranno nella settimana precedente l'evento.

Emmanuel Esnault (Team Principal)

“È una sensazione contrastante al termine di questo weekend. Sabato abbiamo conquistato la pole position, abbiamo avuto un'ottima partenza con un buon passo in pista per la #94, ma è anche una grande delusione perché avremmo potuto sperare in un piazzamento tra i primi 5. Abbiamo chiuso al 7° posto con la #93, che ha anche fatto segnare il giro più veloce. Ora la nostra attenzione è rivolta a Le Mans, e c'è ancora del lavoro da fare da qui ad allora.”

Malthe Jakobsen (PEUGEOT 9X8 n.94)

“Sono molto, molto deluso e mi dispiace per la squadra. Una vettura GT è andata in testacoda davanti a me alla curva 5 e non sono riuscito a evitarla. Ero doppiato, con le gomme fredde, non avevo soluzione. L'impatto è stato piuttosto violento e la vettura numero 94 ha subito troppi danni per poter continuare. È una giornata deludente.”

Théo Pourchaire (PEUGEOT 9X8 n.94)

“Stavamo disputando un'ottima gara fino alla fine del mio doppio stint. Eravamo tra i primi 5 a due ore dalla fine. Purtroppo, Malthe non è riuscito a evitare una vettura GT uscita di pista, ma non è stata colpa sua. L'aspetto positivo è che ingegneri e meccanici sono riusciti a migliorare molto la vettura durante il weekend, e questo fa ben sperare per Le Mans.”

Loïc Duval (PEUGEOT 9X8 n.94)

“Dopo la pole position di Malthe, non eravamo sicuri di come sarebbe andata la partenza della gara. Ho fatto un doppio stint pulito, eravamo a circa quattro secondi dal leader. È stato molto positivo. Théo ha mantenuto le prestazioni prima dello sfortunato giro di rientro di Malthe. Queste sono le corse.”

Paul di Resta (PEUGEOT 9X8 n.93)

"È stato difficile lottare per i punti nel traffico, con tutte le Safety Car e il caos, ma abbiamo comunque raggiunto il nostro obiettivo con questo settimo posto. Siamo già concentrati su Le Mans."

Nick Cassidy (PEUGEOT 9X8 n.93)

"Dopo una Imola difficile per me, sono contento perché ho fatto un buon doppio stint, mi sentivo bene in macchina, è stata una buona esperienza in vista di Le Mans."

Stoffel Vandoorne (PEUGEOT 9X8 n.93)

“Abbiamo conquistato i primi punti della stagione, quindi non è male. Nel complesso, la gara è stata difficile; siamo rimasti un po' bloccati nel gruppo e il traffico non è stato facile da gestire. Verso la fine della gara, con il calo della temperatura, la macchina si è animata e ha reso meglio, il che mi ha permesso di realizzare il giro più veloce in pista, nella mia gara di casa.”

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FIA WEC 6 Ore di Spa: sorpresa Peugeot in qualifica ma exploit BMW in gara

  • BMW torna al successo assoluto nel Mondiale Endurance dopo 27 anni conquistando una storica doppietta alla 6 Ore di Spa-Francorchamps.
  • Strategia perfetta, ritmo impeccabile e gestione magistrale della gara hanno permesso al team WRT di dominare davanti al pubblico di casa.
  • Ferrari e Toyota costrette a inseguire in una corsa spettacolare e ricca di colpi di scena ma anche di incidenti che hanno portato in pista quattro safety car.
  • Una penalità inflitta nel post-gara alla Ferrari AF Corse n.21 di Hériau – Mann – Rovera spalanca le porte al successo della McLaren n.10 di Garage59.
  • Rimonta straordinaria per Fleming, Kirchhöfer e Antares Au, che erano partiti dalla quindicesima posizione in griglia.

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI

9 Maggio 2026. BMW ha scritto oggi una pagina importante della propria storia sportiva tornando sul gradino più alto del podio nel FIA World Endurance Championship grazie al successo ottenuto nella 6 Ore di Spa-Francorchamps, secondo appuntamento stagionale del Mondiale Endurance 2026.

Sul celebre tracciato belga delle Ardenne, davanti a oltre 100 mila spettatori accorsi per il weekend, il BMW M Team WRT – squadra di casa con sede nei pressi di Liegi – ha costruito una vittoria destinata a restare nella memoria. Partite soltanto dalla decima e undicesima posizione della griglia Hypercar, le due BMW M Hybrid V8 sono riuscite a ribaltare completamente gli equilibri della corsa grazie a una strategia aggressiva e a una gestione impeccabile delle varie fasi di gara.

Determinante si è rivelata la scelta effettuata dal team durante la prima tornata di pit-stop, al termine della prima ora: la BMW numero 20 è stata rifornita con una quantità ridotta di carburante, consentendo a René Rast di guadagnare la leadership. Il pilota tedesco ha poi consolidato il vantaggio facendo segnare anche il giro più veloce in gara prima di cedere il volante a Sheldon van der Linde dopo circa un quarto di gara.

Con pista libera davanti a sé, il sudafricano ha mantenuto un ritmo elevatissimo, permettendo alla vettura di restare saldamente al comando anche nelle fasi successive. Una delle quattro safety car entrate in pista nel corso delle sei ore ha poi favorito ulteriormente la strategia BMW, consentendo alla squadra di riallinearsi ai rivali senza perdere la prima posizione.

Nel finale Robin Frijns ha gestito il margine sugli inseguitori mentre alle sue spalle infuriava la battaglia per il podio. Fondamentale anche il lavoro svolto da Kevin Magnussen sulla BMW numero 15 condivisa con Dries Vanthoor e Raffaele Marciello: il danese ha difeso con grande determinazione la seconda posizione dagli attacchi feroci di Ferrari e Toyota, regalando così al marchio bavarese una straordinaria doppietta.

Per BMW si tratta del primo successo assoluto in una gara endurance internazionale dal trionfo ottenuto alla 24 Ore di Le Mans del 1999, un risultato che rilancia il costruttore anche nelle classifiche iridate. Grazie alla vittoria di Spa, infatti, Rast e Frijns salgono in vetta al campionato piloti, mentre BMW conquista il primato nella graduatoria costruttori.

Se la BMW numero 20 ha costruito il proprio successo attraverso una strategia perfetta, la gara della vettura gemella è stata decisamente più movimentata. La numero 15 è infatti sopravvissuta anche a due contatti con la Ferrari numero 51, mentre Magnussen si è reso protagonista di una prestazione estremamente combattiva sia nelle prime fasi sia nel finale, resistendo agli attacchi delle Hypercar rivali equipaggiate con pneumatici più freschi.

Alle spalle delle BMW, la Ferrari numero 50 di Antonio Fuoco, Nicklas Nielsen e Miguel Molina ha conquistato il terzo gradino del podio dopo una gara complessa. L’equipaggio ufficiale Ferrari AF Corse ha dovuto infatti fare i conti con un problema durante un pit-stop nella seconda ora di gara, quando un inconveniente a un dado ruota è costato circa venti secondi preziosi.

Toyota ha invece visto sfumare il podio nel finale: Kamui Kobayashi è stato superato a sei giri dalla conclusione dall’Aston Martin Valkyrie guidata da Tom Gamble e Harry Tincknell, che hanno così ottenuto il miglior risultato finora conquistato dalla Hypercar britannica nel FIA WEC con il quarto posto finale.

Buona prestazione anche per Genesis Magma Racing, che alla sua seconda apparizione nella categoria Hypercar è riuscita già a entrare in zona punti grazie all’ottavo posto conquistato dalla vettura affidata a Pipo Derani, André Lotterer e Mathys Jaubert.

Weekend amaro, invece, per i costruttori francesi Alpine e Peugeot. Entrambi i marchi erano in piena lotta per le posizioni di vertice prima di vedere svanire ogni possibilità di podio. L’Alpine numero 35 è uscita di scena dopo il violento incidente di António Félix da Costa a meno di trenta minuti dalla conclusione, mentre la Peugeot numero 94 – reduce dalla storica pole position conquistata da Malthe Jakobsen – ha perso terreno in seguito a un contatto con la Mercedes-AMG LMGT3 del team Iron Lynx.

Classe LMGT3

La 6 Ore di Spa-Francorchamps ha regalato una giornata indimenticabile al team Garage 59, che nella classe LMGT3 ha conquistato una prestigiosa vittoria con la McLaren GT3 Evo numero 10 affidata a Tom Fleming, Marvin Kirchhöfer e Antares Au. Per il costruttore britannico si tratta del secondo successo nella categoria nel FIA World Endurance Championship, arrivato appena tre settimane dopo la grande amarezza vissuta a Imola.

Sul circuito italiano, infatti, lo stesso equipaggio era stato costretto al ritiro quando mancavano soltanto 35 minuti al termine mentre occupava la testa della corsa. A Spa, invece, il trio ha completato una splendida rimonta partendo addirittura dalla quindicesima posizione della griglia LMGT3 e costruendo il successo grazie a una gara intelligente e perfettamente gestita.

Determinanti sono stati i primi stint molto solidi e regolari di Antares Au, seguiti da una fase centrale particolarmente brillante da parte di Tom Fleming, autore di un ritmo elevatissimo che ha consentito alla McLaren di risalire progressivamente la classifica. Nel finale Marvin Kirchhöfer ha poi amministrato la situazione con lucidità nelle ultime decisive ore di gara.

La vittoria in gara sembrava però destinata alla Ferrari 296 GT3 Evo numero 21 di AF Corse guidata da Alessio Rovera insieme a François Hériau e Simon Mann. L’equipaggio italiano, solidamente in testa nelle ultime frazioni di gara, aveva tagliato il traguardo davanti a tutti nella categoria, ma una penalità di cinque secondi inflitta per una “unsafe release” (una immissione pericolosa in pit lane) durante l’ultima sosta ai box ha completamente modificato la classifica finale.

La neutralizzazione provocata dall’ultima delle quattro safety car, a meno di 40 minuti dal termine, non ha inoltre consentito alla Ferrari di accumulare un margine sufficiente sulla McLaren per assorbire la penalità, consegnando così la vittoria al team Garage 59 con un vantaggio finale di 2”148.

Alle spalle della McLaren ha chiuso l’Aston Martin Vantage LMGT3 numero 27 del team Heart of Racing con Ian James, Zacharie Robichon e Mattia Drudi, mentre il terzo gradino del podio è andato alla Porsche 911 GT3 R Evo numero 92 del team Manthey guidata da Yasser Shahin, Riccardo Pera e Richard Lietz.

Nelle prime fasi della corsa si erano messi in evidenza anche le due Ford Mustang del team Proton Competition; Eric Powell aveva addirittura portato in testa la vettura numero 77 con un sorpasso deciso ai danni della Lexus RC F GT3 numero 78 del team Akkodis ASP a Eau Rouge. Tuttavia, pochi giri più tardi, un testacoda alla curva Stavelot ha compromesso la sua gara provocando anche il primo ingresso della safety car.

La Ford Mustang gemella numero 88 di Stefano Gattuso, Giammarco Levorato e Logan Sargent aveva poi preso il comando dopo il primo ciclo di soste, candidandosi seriamente alla vittoria, prima di essere penalizzata con due drive-through per ripetute violazioni dei limiti della pista, retrocedendo così fino alla dodicesima posizione finale.

Sfortunata anche la Lexus numero 78, partita dalla pole position con Tom Van Rompuy, Hadrien David ed Esteban Masson. La vettura è rimasta in lotta per il podio fino all’ultima ora di gara, quando un problema tecnico l’ha rallentata definitivamente.

A parziale consolazione per Proton Competition è arrivato il prestigioso Goodyear Wingfoot Award assegnato a Stefano Gattuso, riconoscimento votato dai tifosi del FIA WEC per premiare la prestazione più apprezzata del weekend.

Il FIA World Endurance Championship tornerà ora protagonista con l’appuntamento più atteso della stagione: la leggendaria 24 Ore di Le Mans, in programma in Francia dal 10 al 14 giugno.

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Peugeot shock a Spa: conquista la sua prima pole nel FIA WEC. Ferrari costrette a inseguire

  • Il danese Malthe Jakobsen conquista a Spa-Francorchamps la prima pole position Peugeot nell’era FIA WEC Hypercar
  • Giro straordinario in 2’00”653 dopo un clamoroso testacoda a Raidillon nel primo giro della sessione di qualifica
  • Cadillac e Alpine vicinissime: meno di otto centesimi separano i primi tre della Hyperpole
  • Ferrari in difficoltà: Fuoco salva la quarta fila con la 499P numero 50, eliminate dalla sessione Hyperpole le vetture numero 51 e 83
  • Toyota fuori dalla top ten e staccata di oltre un secondo e mezzo dal riferimento assoluto
  • Equilibri ribaltati anche in LMGT3, dove la Lexus conquista la pole, seguita da Aston Martin e Ford

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI

8 Maggio 2025. A Spa-Francorchamps è arrivata una di quelle storie che il FIA World Endurance Championship sa regalare meglio di qualsiasi altra categoria: un giovane talento, un errore che sembrava compromettere tutto e infine un giro perfetto, capace di riscrivere la storia recente di un marchio iconico. Malthe Jakobsen ha conquistato la pole position della 6 Ore di Spa-Francorchamps al volante della Peugeot 9X8 numero 94, regalando alla Casa francese la prima partenza al palo nel FIA WEC dal ritorno ufficiale nel mondiale endurance.

Sul leggendario tracciato delle Ardenne il ventiduenne danese ha fermato il cronometro in 2’00”653 al termine di una sessione dalle emozioni forti, sia sul piano sportivo sia su quello personale. La sua qualifica, infatti, era iniziata nel peggiore dei modi: durante il giro di uscita dai box Jakobsen ha perso il controllo della vettura nella veloce connessione di Raidillon, finendo in testacoda. Nessun impatto contro le barriere, ma abbastanza per obbligare il team a richiamare immediatamente la vettura ai box per sostituire il set di pneumatici.

Da quel momento, però, il giovane pilota Peugeot ha cambiato completamente passo. Con il tempo che scorreva rapidamente, Jakobsen è riuscito a rientrare in pista e, dopo due giri necessari per portare le gomme in temperatura, ha piazzato il secondo miglior tempo della sessione preliminare, guadagnandosi l’accesso alla Hyperpole. Nei decisivi dodici minuti finali, con basso carico di carburante e pneumatici nuovi, il danese ha poi estratto tutto il potenziale della 9X8 numero 94 condivisa con Théo Pourchaire e Loïc Duval, firmando il giro che nessuno è più riuscito a battere.

«Non è stato sicuramente l’inizio ideale della sessione»,

ha raccontato Jakobsen dopo la qualifica.

«Ho preso un bump che mi ha sorpreso e sono andato in testacoda. In quei momenti il cuore si ferma per un attimo. Fortunatamente non ho colpito nulla. Poi siamo tornati ai box per montare gomme nuove e siamo riusciti a rientrare appena in tempo. In Hyperpole guidare qui con poca benzina e gomme fresche è stato semplicemente fantastico. Sono orgoglioso di aver conquistato la prima pole Peugeot nel FIA WEC».

L’impresa assume ancora più valore considerando l’equilibrio impressionante visto in pista. I primi tre sono racchiusi in meno di otto centesimi di secondo, mentre l’intera top ten è rimasta compressa in appena 664 millesimi. A sfiorare la pole è stato Will Stevens con la Cadillac n.12 dell’Hertz Team JOTA, staccata di appena 43 millesimi dalla Peugeot. Seconda fila invece per le due Alpine A424, confermatesi velocissime anche sul giro secco grazie alle prestazioni di Charles Milesi e Jules Gounon.

Molto positiva anche la prova delle Cadillac ufficiali, con Jack Aitken quinto all’esordio nel campionato, davanti alle due Aston Martin Valkyrie. Soltanto ottava, invece, la migliore delle Ferrari 499P, quella numero 50 affidata in qualifica ad Antonio Fuoco.

Per il Cavallino Rampante è stata una sessione decisamente complicata. Fuoco era riuscito a strappare l’accesso alla Hyperpole grazie al quarto tempo ottenuto nella prima fase della qualifica in 2’01”181, ma nei dodici minuti decisivi non è andato oltre il crono di 2’01”117, pagando 464 millesimi dalla pole e chiudendo in quarta fila.

Ancora più difficile la situazione delle altre due Ferrari. La numero 83 di AF Corse, guidata da Robert Kubica, ha terminato tredicesima, mentre la vettura campione del mondo numero 51 con Antonio Giovinazzi si è fermata addirittura al quindicesimo posto, restando esclusa dalla top ten. Un risultato inatteso per la squadra di Maranello, che dopo il successo di Imola sperava di confermarsi protagonista anche sul circuito belga.

Non è andata meglio neppure alla Toyota, leader del mondiale, sorprendentemente fuori dalla Hyperpole con Kamui Kobayashi dodicesimo sulla numero 7 e Brendon Hartley solamente sedicesimo sulla numero 8 vincitrice a Imola, staccata di un secondo e mezzo dal riferimento assoluto.

LMGT3

Nella categoria LMGT3 Hadrien David ha regalato ad Akkodis ASP Team una straordinaria pole position nella classe LMGT3 della 6 Ore di Spa-Francorchamps, rilanciando le ambizioni della squadra giapponese dopo un avvio complicato della stagione 2026. Sul circuito belga, già teatro della prima pole iridata Lexus nel 2025, la RC F numero 78 è riuscita per un soffio ad accedere alla sessione di Hyperpole grazie al belga Tom Van Rompuy, bravo a qualificarsi tra i migliori dieci con appena 67 millesimi di margine.

Nella fase decisiva è poi salito in cattedra Hadrien David. Il giovane francese, campione in carica della Michelin Le Mans Cup in classe LMP3 e già protagonista a Imola con una sorprendente prima fila, ha confermato tutto il proprio talento dominando la Hyperpole con un giro impeccabile che ha lasciato tutti gli avversari alle sue spalle.

Per Lexus si tratta della terza pole position nella categoria LMGT3 nel FIA WEC, tutte conquistate dalla vettura numero 78. Un risultato ancora più significativo considerando che David è riuscito ad abbassare di oltre un secondo il tempo di riferimento ottenuto dalla squadra sul tracciato di Spa appena un anno fa.

La pole rappresenta una vera boccata d’ossigeno per Akkodis ASP Team, reduce dalla delusione di Imola, dove entrambe le vetture erano uscite di scena quasi contemporaneamente mentre occupavano posizioni molto favorevoli. Anche il weekend belga non era iniziato nel migliore dei modi: Van Rompuy aveva perso una ruota durante la seconda sessione di prove libere, mentre la Lexus numero 87 era rimasta a lungo ferma ai box nel corso della FP3. In qualifica, però, tutto ha finalmente funzionato alla perfezione.

Lexus ha anche accarezzato l’idea di monopolizzare la prima fila. Clemens Schmid, infatti, dopo l’ottimo lavoro svolto da Petru Umbrărescu nella prima fase della qualifica, è rimasto in lotta per le posizioni di vertice fino all’ultimo, salvo poi chiudere quarto.

Tra le due Lexus scatteranno l’Aston Martin Vantage numero 27 di Heart of Racing Team, con Zacharie Robichon staccato di meno di due decimi dalla pole, e la Ford Mustang numero 77 di Proton Competition, protagonista di una prestazione convincente con Ben Tuck. La Ferrari 296 LMGT3 EVO n.21 di Hériau, Mann e Rovera si è classificata sesta nella sessione Hyperpole e partirà quindi dalla terza fila.

Giornata invece molto difficile per diversi equipaggi attesi protagonisti. Sono stati eliminati già nella prima fase della qualifica tutti e tre gli equipaggi saliti sul podio a Imola: la BMW numero 69 del Team WRT, la Corvette numero 33 di TF Sport e la Porsche numero 92 di The Bend Manthey. Fuori dai giochi anche entrambe le McLaren di Garage 59, nonostante la 720S Evo numero 10 avesse conquistato la pole nella gara italiana e la numero 58 fosse stata la più veloce nelle FP3 disputate a Spa.

La 6 Ore di Spa-Francorchamps, secondo appuntamento del FIA WEC 2026, scatterà domani, sabato 9 maggio, alle ore 14.00 sullo storico saliscendi delle Ardenne, con Peugeot e Lexus davanti a tutti nelle rispettive categorie.

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Questo weekend a Spa il secondo atto del WEC 2026

  • Spa-Francorchamps, tempio storico dell’endurance, ospita il secondo round del FIA WEC 2026 in un contesto tecnico e sportivo tra i più competitivi di sempre
  • Ferrari arriva in Belgio da protagonista dopo Imola, ma deve rispondere all’offensiva Toyota nella corsa al titolo mondiale
  • La categoria Hypercar celebra cinque anni con numeri record: 17 vetture e una lotta serratissima tra otto costruttori
  • Il tracciato delle Ardenne, tra meteo imprevedibile e velocità elevate, promette una gara spettacolare e aperta a sorprese
  • Attesa anche per la LMGT3, dove Ferrari difende il dominio del 2025 in una classe sempre più equilibrata

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 Salvatore Taronno / Mattiperlecorse

5 Maggio 2026. A tre settimane dal round inaugurale di Imola, le Ferrari 499P si preparano ad affrontare la 6 Ore di Spa-Francorchamps, secondo appuntamento del FIA World Endurance Championship 2026, in programma sabato 9 maggio alle ore 14.00.

Sul leggendario circuito immerso nella Foresta delle Ardenne – uno dei templi assoluti dell’endurance mondiale – la Casa del Cavallino Rampante punta a consolidare il proprio ruolo da protagonista e a rilanciare la sfida iridata. Ferrari arriva infatti in Belgio da seconda forza nel Mondiale Costruttori con 27 punti, a 13 lunghezze dalla vetta.

La 499P numero 51, affidata ai campioni del mondo in carica Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, riparte dal secondo posto e dalla pole position conquistati a Imola. Più indietro la vettura gemella numero 50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, sesta al traguardo italiano, mentre la numero 83 di AF Corse – con Yifei Ye, Phil Hanson e Robert Kubica – ha chiuso in decima posizione.

Da oltre un secolo, Spa-Francorchamps rappresenta un punto di riferimento per il motorsport internazionale. Presente nel FIA WEC fin dalla nascita del campionato, è – insieme a Le Mans – uno dei soli due circuiti ad aver ospitato tutte le stagioni della serie, e nel 2026 raggiunge il traguardo record di 15 edizioni disputate.

Con i suoi 7.004 chilometri di curve veloci e dislivelli spettacolari, il tracciato belga è celebre per sorpassi mozzafiato e duelli ruota a ruota. Le Hypercar raggiungono velocità di punta superiori ai 315 km/h, con ben 44 cambi marcia a giro. A rendere il tutto ancora più imprevedibile contribuisce il meteo delle Ardenne, notoriamente variabile: un fattore che spesso rimescola le carte, riducendo il peso della qualifica. Non a caso, nelle edizioni 2024 e 2025 nessuna delle vetture vincitrici di classe era partita dalla prima fila.

Hypercar: sfida aperta tra Ferrari, Toyota e outsider

La 6 Ore di Spa 2026 segna anche il quinto anniversario della categoria Hypercar, oggi al massimo della sua espansione. Dai meno di quattro prototipi medi per gara nella stagione inaugurale si è passati a ben 17 vetture iscritte stabilmente, con otto costruttori coinvolti e altri due – McLaren e Ford – pronti a entrare nel 2027.

Il livello competitivo è altissimo: a Imola, appena due settimane fa, i primi quattro in Hyperpole erano racchiusi in appena 73 millesimi, mentre metà dello schieramento è rimasta entro mezzo secondo.

Toyota si presenta come riferimento, forte di otto vittorie a Spa e della leadership iridata conquistata dopo il successo proprio a Imola. Il trio composto da Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryō Hirakawa guida il campionato e punta al tris dopo aver vinto l’ultima gara del 2025 e la prima del 2026.

Ferrari, però, è pronta a rispondere. Dopo la sconfitta casalinga, il team di Maranello arriva in Belgio con determinazione e con il ricordo ancora vivo del dominio dello scorso anno: tripletta in Hyperpole e doppietta in gara con la 499P.

Attenzione ad Alpine, possibile outsider dopo il quarto posto in Italia e una tradizione positiva a Spa, dove ha centrato tre podi in quattro partecipazioni nella top class. Da tenere d’occhio anche Cadillac, competitiva a Imola prima di una penalità, e BMW che, con il team WRT correrà in casa.

Anche la classe LMGT3 promette spettacolo e incertezza. Nel 2025 Ferrari ha firmato una storica doppietta di categoria, portando a 12 il totale delle vittorie a Spa nel FIA WEC. La concorrenza però è molto agguerrita: Lexus ha mostrato grande competitività, BMW e Team WRT potranno contare sul supporto del pubblico di casa, mentre TF Sport – sempre competitivo a Spa – è a caccia della prima vittoria dopo numerosi piazzamenti.

Il team britannico, che con la sua Corvette gialla ha concluso la gara di Imola a meno di un quarto di secondo dall'equipaggio vincente della BMW n.69, è salito sul podio in tutte e sei le sue apparizioni nella categoria LMGTE Am a Spa, ma non è mai riuscito a conquistare il primo posto, per cui si impegnerà al massimo per ribaltare questo record negativo.

Il programma del weekend

Il fine settimana belga entrerà nel vivo giovedì 7 maggio con le prime due sessioni di prove libere. Venerdì 8 spazio alla terza sessione e alle qualifiche, con la decisiva Hyperpole nel pomeriggio.

La gara scatterà sabato 9 maggio alle ore 14.00, segnando un passaggio cruciale della stagione in vista dell’appuntamento più atteso: la 24 Ore di Le Mans, in programma a metà giugno.

Tra tradizione, innovazione e rivalità accese, Spa-Francorchamps si prepara ancora una volta a essere teatro di una battaglia epica. Ferrari vuole tornare a vincere, Toyota punta a confermarsi, e il resto della griglia è pronto ad approfittarne. Lo spettacolo, come sempre nelle Ardenne, è garantito.

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Ferrari beffata in casa da Toyota, come due anni fa

 

  • Alla 6 Ore di Imola la cabala aiuta la Toyota: 50ª vittoria nella sua 100ª gara del FIA World Endurance Championship
  • Strategia decisiva e gestione perfetta permettono alle Hypercar giapponesi di conquistare il primo e il terzo gradino del podio
  • Alla Ferrari, favorita della vigilia, resta il secondo gradino del podio dopo un duello serrato davanti a oltre 92.000 spettatori
  • In LMGT3 trionfo BMW del Team WRT dopo un finale al cardiopalma e il ritiro della McLaren che aveva dominato il weekend

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 Salvatore Taronno / Mattiperlecorse

19 Aprile 2026. La Toyota ha celebrato nel migliore dei modi la sua centesima partecipazione nel FIA World Endurance Championship, conquistando a Imola la 50ª vittoria della propria storia nella gara inaugurale della stagione 2026. Il successo è arrivato al termine di un’intensa sfida sul filo dei secondi contro la favorita di casa, la Ferrari.

La gara di sei ore, disputata presso l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, aveva preso il via con Toyota e Ferrari schierate in prima fila dopo una delle qualifiche più combattute nella storia del campionato. Davanti a 92.175 spettatori – un record per Imola – la partenza è stata affidata al leader del mondiale di Formula 1, Kimi Antonelli. Nelle fasi iniziali, Ferrari ha entusiasmato il pubblico portandosi al comando con la vettura n.51 guidata da James Calado, seguita dalla n.50 di Miguel Molina.

Dopo aver perso una posizione allo start, la Toyota n.8 di Brendon Hartley ha recuperato terreno già nei primi pit-stop. La svolta strategica è arrivata poco prima delle due ore di gara, quando Toyota ha deciso di non cambiare gli pneumatici durante una sosta, permettendo a Ryō Hirakawa di portarsi al comando superando la Ferrari leader.

Il confronto tra Toyota e Ferrari si è acceso ulteriormente con Alessandro Pier Guidi impegnato nel tentativo di riprendere la testa della corsa. Tuttavia, mentre la Ferrari n.50 veniva penalizzata con un drive-through per infrazione al regime di bandiera gialla, anche l’altra Toyota, la n.7, entrava in gioco grazie a una strategia efficace che consentiva a Kamui Kobayashi di superare Antonio Giovinazzi e portarsi in seconda posizione.

Negli stint finali, Kobayashi ha difeso con determinazione la sua posizione, permettendo alla Toyota n.8, condotta da Sébastien Buemi, di allungare e mettere al sicuro la vittoria. Nonostante un tentativo di Ferrari di recuperare terreno con una strategia simile durante le ultime soste, il distacco accumulato era ormai incolmabile: Toyota ha così tagliato il traguardo con oltre 13 secondi di vantaggio.

Alle spalle della vettura vincitrice, l’equipaggio Ferrari composto da Giovinazzi, Calado e Pier Guidi ha chiuso al secondo posto, mentre il podio è stato completato dall’altra Toyota di Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries. Quarta posizione per Alpine, mentre la lotta per il quinto posto si è risolta a favore della BMW n.20, davanti alla Ferrari n.50, la BMW n.15 e la Cadillac n.38, racchiuse in meno di un secondo e mezzo.

Nella classe LMGT3, la vittoria è andata al Team WRT, che ha confermato l’ottimo rendimento della BMW a Imola. La BMW M4 GT3 EVO n.69, guidata da Anthony McIntosh, Parker Thompson e Dan Harper, ha conquistato il successo con un margine di appena 0,265 secondi sulla Corvette n.33 di TF Sport.

La gara sembrava destinata alla McLaren 720S GT3 Evo n.10 di Garage 59, partita dalla pole grazie a Tom Fleming e condotta nel finale da Marvin Kirchhoefer. Tuttavia, a circa mezz’ora dalla fine, un improvviso problema tecnico ha causato una perdita di potenza sul rettilineo principale, spalancando la strada alla BMW.

Nel finale, Harper ha dovuto difendersi dagli attacchi della Corvette guidata da Nicky Catsburg, riuscendo però a mantenere la leadership fino alla bandiera a scacchi, nonostante un momento di confusione dovuto a un errore di comunicazione sul conteggio dei giri.

A completare il podio della categoria LMGT3 è stata la Porsche 911 GT3 R Evo n.92 del team Manthey Racing, con Richard Lietz, Yasser Shahin e Riccardo Pera, protagonisti di una rimonta dopo un testacoda nelle fasi iniziali.

Il campionato proseguirà con la 6 Ore di Spa-Francorchamps, in programma in Belgio dal 7 al 9 maggio.

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