FIA WEC 6 Ore di Spa: sorpresa Peugeot in qualifica ma exploit BMW in gara
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- BMW torna al successo assoluto nel Mondiale Endurance dopo 27 anni conquistando una storica doppietta alla 6 Ore di Spa-Francorchamps.
- Strategia perfetta, ritmo impeccabile e gestione magistrale della gara hanno permesso al team WRT di dominare davanti al pubblico di casa.
- Ferrari e Toyota costrette a inseguire in una corsa spettacolare e ricca di colpi di scena ma anche di incidenti che hanno portato in pista quattro safety car.
- Una penalità inflitta nel post-gara alla Ferrari AF Corse n.21 di Hériau – Mann – Rovera spalanca le porte al successo della McLaren n.10 di Garage59.
- Rimonta straordinaria per Fleming, Kirchhöfer e Antares Au, che erano partiti dalla quindicesima posizione in griglia.
di Salvatore Taronno
Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI
9 Maggio 2026. BMW ha scritto oggi una pagina importante della propria storia sportiva tornando sul gradino più alto del podio nel FIA World Endurance Championship grazie al successo ottenuto nella 6 Ore di Spa-Francorchamps, secondo appuntamento stagionale del Mondiale Endurance 2026.
Sul celebre tracciato belga delle Ardenne, davanti a oltre 100 mila spettatori accorsi per il weekend, il BMW M Team WRT – squadra di casa con sede nei pressi di Liegi – ha costruito una vittoria destinata a restare nella memoria. Partite soltanto dalla decima e undicesima posizione della griglia Hypercar, le due BMW M Hybrid V8 sono riuscite a ribaltare completamente gli equilibri della corsa grazie a una strategia aggressiva e a una gestione impeccabile delle varie fasi di gara.
Determinante si è rivelata la scelta effettuata dal team durante la prima tornata di pit-stop, al termine della prima ora: la BMW numero 20 è stata rifornita con una quantità ridotta di carburante, consentendo a René Rast di guadagnare la leadership. Il pilota tedesco ha poi consolidato il vantaggio facendo segnare anche il giro più veloce in gara prima di cedere il volante a Sheldon van der Linde dopo circa un quarto di gara.
Con pista libera davanti a sé, il sudafricano ha mantenuto un ritmo elevatissimo, permettendo alla vettura di restare saldamente al comando anche nelle fasi successive. Una delle quattro safety car entrate in pista nel corso delle sei ore ha poi favorito ulteriormente la strategia BMW, consentendo alla squadra di riallinearsi ai rivali senza perdere la prima posizione.
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Nel finale Robin Frijns ha gestito il margine sugli inseguitori mentre alle sue spalle infuriava la battaglia per il podio. Fondamentale anche il lavoro svolto da Kevin Magnussen sulla BMW numero 15 condivisa con Dries Vanthoor e Raffaele Marciello: il danese ha difeso con grande determinazione la seconda posizione dagli attacchi feroci di Ferrari e Toyota, regalando così al marchio bavarese una straordinaria doppietta.
Per BMW si tratta del primo successo assoluto in una gara endurance internazionale dal trionfo ottenuto alla 24 Ore di Le Mans del 1999, un risultato che rilancia il costruttore anche nelle classifiche iridate. Grazie alla vittoria di Spa, infatti, Rast e Frijns salgono in vetta al campionato piloti, mentre BMW conquista il primato nella graduatoria costruttori.
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Se la BMW numero 20 ha costruito il proprio successo attraverso una strategia perfetta, la gara della vettura gemella è stata decisamente più movimentata. La numero 15 è infatti sopravvissuta anche a due contatti con la Ferrari numero 51, mentre Magnussen si è reso protagonista di una prestazione estremamente combattiva sia nelle prime fasi sia nel finale, resistendo agli attacchi delle Hypercar rivali equipaggiate con pneumatici più freschi.
Alle spalle delle BMW, la Ferrari numero 50 di Antonio Fuoco, Nicklas Nielsen e Miguel Molina ha conquistato il terzo gradino del podio dopo una gara complessa. L’equipaggio ufficiale Ferrari AF Corse ha dovuto infatti fare i conti con un problema durante un pit-stop nella seconda ora di gara, quando un inconveniente a un dado ruota è costato circa venti secondi preziosi.
Toyota ha invece visto sfumare il podio nel finale: Kamui Kobayashi è stato superato a sei giri dalla conclusione dall’Aston Martin Valkyrie guidata da Tom Gamble e Harry Tincknell, che hanno così ottenuto il miglior risultato finora conquistato dalla Hypercar britannica nel FIA WEC con il quarto posto finale.
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Buona prestazione anche per Genesis Magma Racing, che alla sua seconda apparizione nella categoria Hypercar è riuscita già a entrare in zona punti grazie all’ottavo posto conquistato dalla vettura affidata a Pipo Derani, André Lotterer e Mathys Jaubert.
Weekend amaro, invece, per i costruttori francesi Alpine e Peugeot. Entrambi i marchi erano in piena lotta per le posizioni di vertice prima di vedere svanire ogni possibilità di podio. L’Alpine numero 35 è uscita di scena dopo il violento incidente di António Félix da Costa a meno di trenta minuti dalla conclusione, mentre la Peugeot numero 94 – reduce dalla storica pole position conquistata da Malthe Jakobsen – ha perso terreno in seguito a un contatto con la Mercedes-AMG LMGT3 del team Iron Lynx.
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Classe LMGT3
La 6 Ore di Spa-Francorchamps ha regalato una giornata indimenticabile al team Garage 59, che nella classe LMGT3 ha conquistato una prestigiosa vittoria con la McLaren GT3 Evo numero 10 affidata a Tom Fleming, Marvin Kirchhöfer e Antares Au. Per il costruttore britannico si tratta del secondo successo nella categoria nel FIA World Endurance Championship, arrivato appena tre settimane dopo la grande amarezza vissuta a Imola.
Sul circuito italiano, infatti, lo stesso equipaggio era stato costretto al ritiro quando mancavano soltanto 35 minuti al termine mentre occupava la testa della corsa. A Spa, invece, il trio ha completato una splendida rimonta partendo addirittura dalla quindicesima posizione della griglia LMGT3 e costruendo il successo grazie a una gara intelligente e perfettamente gestita.
Determinanti sono stati i primi stint molto solidi e regolari di Antares Au, seguiti da una fase centrale particolarmente brillante da parte di Tom Fleming, autore di un ritmo elevatissimo che ha consentito alla McLaren di risalire progressivamente la classifica. Nel finale Marvin Kirchhöfer ha poi amministrato la situazione con lucidità nelle ultime decisive ore di gara.
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La vittoria in gara sembrava però destinata alla Ferrari 296 GT3 Evo numero 21 di AF Corse guidata da Alessio Rovera insieme a François Hériau e Simon Mann. L’equipaggio italiano, solidamente in testa nelle ultime frazioni di gara, aveva tagliato il traguardo davanti a tutti nella categoria, ma una penalità di cinque secondi inflitta per una “unsafe release” (una immissione pericolosa in pit lane) durante l’ultima sosta ai box ha completamente modificato la classifica finale.
La neutralizzazione provocata dall’ultima delle quattro safety car, a meno di 40 minuti dal termine, non ha inoltre consentito alla Ferrari di accumulare un margine sufficiente sulla McLaren per assorbire la penalità, consegnando così la vittoria al team Garage 59 con un vantaggio finale di 2”148.
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Alle spalle della McLaren ha chiuso l’Aston Martin Vantage LMGT3 numero 27 del team Heart of Racing con Ian James, Zacharie Robichon e Mattia Drudi, mentre il terzo gradino del podio è andato alla Porsche 911 GT3 R Evo numero 92 del team Manthey guidata da Yasser Shahin, Riccardo Pera e Richard Lietz.
Nelle prime fasi della corsa si erano messi in evidenza anche le due Ford Mustang del team Proton Competition; Eric Powell aveva addirittura portato in testa la vettura numero 77 con un sorpasso deciso ai danni della Lexus RC F GT3 numero 78 del team Akkodis ASP a Eau Rouge. Tuttavia, pochi giri più tardi, un testacoda alla curva Stavelot ha compromesso la sua gara provocando anche il primo ingresso della safety car.
La Ford Mustang gemella numero 88 di Stefano Gattuso, Giammarco Levorato e Logan Sargent aveva poi preso il comando dopo il primo ciclo di soste, candidandosi seriamente alla vittoria, prima di essere penalizzata con due drive-through per ripetute violazioni dei limiti della pista, retrocedendo così fino alla dodicesima posizione finale.
Sfortunata anche la Lexus numero 78, partita dalla pole position con Tom Van Rompuy, Hadrien David ed Esteban Masson. La vettura è rimasta in lotta per il podio fino all’ultima ora di gara, quando un problema tecnico l’ha rallentata definitivamente.
A parziale consolazione per Proton Competition è arrivato il prestigioso Goodyear Wingfoot Award assegnato a Stefano Gattuso, riconoscimento votato dai tifosi del FIA WEC per premiare la prestazione più apprezzata del weekend.
Il FIA World Endurance Championship tornerà ora protagonista con l’appuntamento più atteso della stagione: la leggendaria 24 Ore di Le Mans, in programma in Francia dal 10 al 14 giugno.
