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Passerella di Zeller nella Feature del Mugello
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Una schiera di campioni in gara in una competizione con 18 partecipanti.
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Porsche si aggiudica la doppietta nel GT World Challenge Asia a Pechino, ottenendo ulteriori successi nella SRO GT Cup.
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FIA WEC: Genesis firma la prima pole a Barcellona, Jaubert passa alla storia a 21 anni

  • Mathys Jaubert conquista la prima pole position assoluta per Genesis Magma Racing nella stagione d’esordio del marchio nel FIA WEC.
  • Il francese diventa il più giovane poleman assoluto nella storia del Mondiale Endurance, precedendo la Toyota n.8 di Ryō Hirakawa.
  • Mathieu Jaminet completa la grande prestazione Genesis con il terzo posto, mentre Charles Milesi porta l’Alpine n.35 in quarta posizione.
  • La Ferrari 499P n.83 di AF Corse è sesta, la n.50 ottava mentre la n.51 è rimasta esclusa dalla Hyperpole.
  • In LMGT3, Tom Fleming conquista la pole con la McLaren n.10 di Garage 59; terzo posto per la Ferrari 296 LMGT3 Evo n.21 di Vista AF Corse.

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI

 

17 Ottobre 2026. Genesis Magma Racing scrive una pagina importante della propria stagione d’esordio nel FIA World Endurance Championship. Nelle qualifiche della 6 Ore di Barcellona, settimo e penultimo appuntamento del Mondiale 2026, Mathys Jaubert ha conquistato la prima pole position assoluta della storia del marchio, confermando i progressi compiuti da vettura e squadra nelle ultime gare.

Il ventunenne francese ha firmato una prestazione di grande spessore sul circuito di Barcellona-Catalunya, diventando il più giovane pilota a conquistare una pole assoluta nella storia del FIA WEC. Al volante della Genesis GMR-001 Hypercar numero 17, condivisa con André Lotterer e Pipo Derani, Jaubert ha completato il lavoro iniziato dalla squadra nelle prove libere e nella prima fase delle qualifiche.

Genesis aveva già mostrato un passo competitivo nelle sessioni di preparazione, ottenendo il secondo tempo in due delle tre prove libere. Mathieu Jaminet aveva poi confermato i miglioramenti conquistando il miglior crono nella prima parte delle qualifiche, con Jaubert terzo. Nella decisiva Hyperpole di dieci minuti, i ruoli si sono invertiti: il giovane francese ha trovato il giro giusto, riuscendo a mettere a segno due passaggi sufficientemente veloci per assicurarsi la prima casella dello schieramento.

Un risultato che premia il lavoro dell’intera squadra, capace di adattarsi anche alle condizioni della pista, differenti rispetto alle prove libere e caratterizzate da un livello di aderenza piuttosto basso.

La Genesis numero 19 di Jaminet ha completato una giornata positiva con il terzo posto, nonostante due brevi interruzioni in pista che hanno coinvolto il pilota francese, una durante le qualifiche e l’altra nella sessione Hyperpole. Tra le due vetture coreane si è inserita la Toyota n.8 TR010 Hybrid di Ryō Hirakawa, secondo e in piena corsa per il titolo mondiale insieme a Sébastien Buemi e Brendon Hartley. L’equipaggio del team giapponese potrebbe chiudere i giochi iridati già nella gara di domenica.

Alpine e Cadillac nelle prime posizioni, Ferrari in difficoltà

Alle spalle dei primi tre si è piazzata l’Alpine A424 numero 35 di Charles Milesi, autore del quarto tempo, davanti alla Cadillac V-Series.R n.12 di Will Stevens, con i colori dell’Hertz Team JOTA.

La migliore delle Ferrari 499P é stata invece la numero 83 di AF Corse, affidata a Robert Kubica, sesta al termine della Hyperpole. Un risultato che lascia le vetture ufficiali di Maranello lontane dalle prime posizioni, soprattutto considerando l’esito della prima fase di qualifica, nella quale la Ferrari ufficiale n.51, campione in carica, non è riuscita a conquistare l’accesso alla sessione decisiva.

La top ten è completata dall’Alpine n.36, dalla Ferrari n.50, dalla Toyota n.7 e dalla Cadillac n.38. Fuori dalla Hyperpole anche entrambe le Aston Martin Valkyrie, nonostante il buon potenziale mostrato nelle prove libere, e le due BMW M Team WRT, ancora alle prese con un periodo complicato.

Per Genesis, al contrario, la prima pole assoluta rappresenta una conferma concreta dei progressi compiuti nel corso della stagione. Domenica la squadra avrà l’opportunità di trasformare in risultato concreto la favorevole posizione di partenza in griglia.

LMGT3: Fleming porta la McLaren di Garage 59 in pole, la Ferrari n.21 è terza

Nella classe LMGT3, la pole position è andata alla McLaren 720S Evo n.10 di Garage 59, grazie a una prestazione eccellente di Tom Fleming. Il britannico, impegnato anche nel finale stagionale del GT World Challenge a Portimão, era arrivato a Barcellona in ritardo rispetto agli altri concorrenti e aveva saltato entrambe le sessioni di prove libere del venerdì.

Fleming ha quindi avuto a disposizione soltanto la terza sessione di prove per prendere confidenza con il tracciato catalano. Nonostante il tempo limitato, il ventiquattrenne ha sfruttato al meglio la Hyperpole, firmando i due giri più veloci della sessione e conquistando la sua seconda pole in carriera nel FIA WEC, dopo quella ottenuta a Imola in apertura di stagione. Per McLaren si tratta della quinta pole nella categoria LMGT3.

Il pilota britannico ha preceduto di appena 0”122 la Porsche 911 GT3 R n.92 del The Bend Manthey, affidata a Riccardo Pera. Terza posizione per la Ferrari 296 LMGT3 Evo n.21 di Vista AF Corse, con Simon Mann al volante, a 0”465 dal riferimento della McLaren.

La vettura italiana, condivisa da Mann con François Hériau e Alessio Rovera, aveva già mostrato un buon ritmo nelle prove libere, risultando la migliore delle Ferrari in due delle tre sessioni. Hériau aveva portato la numero 21 in Hyperpole grazie al terzo tempo nella prima fase delle qualifiche, con un crono di 1’42”678, a 0”596 dal miglior riferimento.

Nella fase decisiva, Mann ha abbassato il limite fino a 1’41”398, assicurando alla Ferrari la seconda fila. Un risultato importante per Vista AF Corse, che punta a interrompere una serie di undici gare senza vittorie.

La seconda Ferrari del team, la n.54 di Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Davide Rigon, non è invece riuscita a superare la prima fase delle qualifiche e scatterà dalla tredicesima posizione. Flohr ha chiuso con il tempo di 1’43”332, a 0”226 dalla decima posizione.

Quarta posizione in griglia per la Corvette Z06.R n.33 di TF Sport, con Jonny Edgar, dopo che il compagno Ben Keating aveva portato la vettura in Hyperpole per la prima volta in questa stagione. Un risultato prezioso per l’equipaggio, attualmente al comando della classifica di campionato, che cercherà di consolidare il proprio vantaggio nella penultima gara dell’anno.

Alle sue spalle scatteranno la Mercedes-AMG n.61 di Iron Lynx, con Rui Andrade, e la BMW M4 Evo n.32 di Team WRT, affidata a Sean Gelael. Giornata complicata, invece, per Aston Martin: nessuna delle due Vantage AMR di Heart of Racing Team è riuscita a entrare nella top ten, con la n.27, in lotta per il titolo, relegata all’ultimo posto delle diciotto vetture al via.

La 6 Ore di Barcellona scatterà domenica 18 ottobre alle ore 12,00 locali, con Genesis pronta a difendere una pole storica e la Ferrari n.21 chiamata a sfruttare la terza posizione nella categoria LMGT3.

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FIA WEC: prima volta a Barcellona, Toyota vede i titoli, Ferrari chiamata alla rimonta

  • Il FIA WEC approda per la prima volta al Circuit de Barcelona-Catalunya per il penultimo round della stagione 2026.
  • Toyota potrebbe conquistare matematicamente entrambi i titoli mondiali già nella gara spagnola.
  • Ferrari a caccia di punti preziosi.
  • BMW, Alpine, Aston Martin, Genesis, Peugeot e Cadillac cercano conferme e risultati importanti.
  • In LMGT3, Corvette punta al titolo a squadre mentre Ferrari spera ancora di interrompere la serie di undici gare senza vittorie.

di Salvatore Taronno

Photo Credit:  ©2026 FIA WEC / DPPI

 

13 Ottobre 2026. Il FIA World Endurance Championship si prepara al penultimo appuntamento della stagione 2026. Dal 16 al 18 ottobre il campionato farà tappa al Circuit de Barcelona-Catalunya per la prima edizione della 6 Ore di Barcellona, settimo round del calendario che sostituisce la gara originariamente prevista in Qatar. La partenza è fissata per domenica 18 ottobre alle ore 12,00.

Inaugurato nel 1991 e situato a Montmeló, circa 20 chilometri a nord-est di Barcellona, il circuito misura 4,657 chilometri e presenta 14 curve. Il lungo rettilineo principale, alternato a tratti veloci e sezioni più tecniche, metterà alla prova l'efficienza aerodinamica e le velocità di percorrenza delle vetture.

Nonostante la lunga esperienza nell'organizzazione di competizioni internazionali e di gare endurance, l'impianto catalano non ha mai ospitato una prova del FIA WEC. L'evento rappresenta la 50ª gara europea nella storia del Campionato e introduce un nuovo circuito in calendario per la prima volta da due anni e mezzo.

Toyota vicina ai titoli, Ferrari deve recuperare

Toyota arriva in Spagna con la possibilità di chiudere anticipatamente entrambe le classifiche mondiali, dopo aver consolidato il proprio vantaggio grazie al successo conquistato al Fuji.

Nella graduatoria Piloti, la Toyota numero 8 di Ryō Hirakawa, Brendon Hartley e Sébastien Buemi precede di dieci punti la gemella numero 7. Al termine della gara resteranno soltanto 26 punti disponibili. Per Buemi, inoltre, Barcellona coinciderà con la centesima partecipazione al FIA WEC: il pilota svizzero punterà a celebrare il traguardo con il quinto titolo della carriera.

BMW, staccata di 23 punti da Toyota nella classifica Costruttori, cercherà di rilanciare le proprie ambizioni. In particolare, René Rast e Robin Frijns dovranno interrompere una fase negativa che li ha visti raccogliere appena quattro punti nelle ultime tre gare.

Anche Ferrari è chiamata a una prova convincente. Il Cavallino occupa la terza posizione nel Mondiale Costruttori con 115 punti, a 54 lunghezze dalla vetta, e dovrà sfruttare la trasferta catalana per mantenere aperta la sfida in vista della finale di casa a Monza.

Le tre 499P si presentano in Spagna con obiettivi differenti. La numero 51 ufficiale, affidata ai campioni del mondo in carica Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, vuole riscattare il decimo posto del Fuji. L'equipaggio è settimo nella classifica Piloti, con 30 punti da recuperare sui leader. La Ferrari numero 50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, ritiratasi in Giappone, occupa invece la nona posizione, a 35 punti dalla vetta.

Completa lo schieramento del Cavallino la 499P numero 83 di AF Corse, con Yifei Ye, Phil Hanson e Robert Kubica. Sedicesimo in classifica, l'equipaggio cercherà di tornare nelle posizioni di vertice dopo il risultato deludente ottenuto al Fuji.

I rivali che puntano a inserirsi nella lotta

Aston Martin arriva in Catalogna con segnali incoraggianti: la Valkyrie ha conquistato punti in tutte le gare della stagione 2026. Daniel Juncadella e Alex Riberas, entrambi spagnoli, avranno inoltre una motivazione speciale sul circuito di casa, rispettivamente con Genesis e Aston Martin.

Genesis continua il proprio percorso di crescita nella categoria Hypercar e può contare sui test effettuati a Barcellona alla fine del 2025. Alpine proverà invece a confermare i risultati ottenuti ad Austin e al Fuji, dove entrambe le A424 hanno chiuso nella top five, mentre Peugeot cercherà di dare continuità al proprio miglior risultato degli ultimi undici mesi.

Sulla Peugeot 9X8 numero 93 debutterà anticipatamente Alex Quinn, fresco campione IMSA nella categoria LMP2, al posto di Stoffel Vandoorne, insieme a Nick Cassidy e Paul Di Resta.

Cadillac ritroverà Alex Lynn, assente dall'inizio della stagione per un intervento chirurgico al collo. Il britannico tornerà sulla V-Series.R numero 12 con Will Stevens e Norman Nato, in una gara che segnerà la trentesima partecipazione del prototipo americano al FIA WEC.

LMGT3: Corvette punta al titolo, Ferrari cerca la vittoria

La classe LMGT3 potrebbe assegnare in Catalogna il titolo a squadre. TF Sport e le sue Corvette puntano a chiudere anticipatamente la contesa, ma Aston Martin, Porsche e BMW sono pronte e motivate a sfruttare ogni occasione.

La Vantage numero 27 di Heart of Racing Team è l'avversaria più accreditata, dopo aver conquistato la vittoria ad Austin e il secondo posto al Fuji. Restano in corsa anche le due Porsche del Manthey e le BMW del Team WRT.

La Ferrari 296 GT3 Evo numero 21 di VISTA AF Corse cercherà invece di interrompere una serie di undici gare senza successi nella categoria, il più lungo digiuno della Casa italiana in una classe GT del campionato. Un risultato positivo a Barcellona potrebbe rilanciare lo spirito e le ambizioni della squadra in vista della finale di Monza.

Il programma del fine settimana

Venerdì 16 ottobre sono previste due sessioni di prove libere, alle 11,30 e alle 16,30, entrambe della durata di 90 minuti. Sabato 17 si svolgeranno le Prove Libere 3, dalle 12,40 alle 13,40, seguite dalle qualifiche LMGT3 alle 11,50 e da quelle Hypercar alle 15,40, con la successiva Hyperpole.

La 6 Ore di Barcellona scatterà domenica 18 ottobre alle ore 12,00. Toyota proverà a chiudere i conti mondiali, mentre Ferrari e BMW cercheranno di rimandare ogni verdetto alla decisiva trasferta italiana.

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Toyota vince in casa la 6 Ore del Fuji e torna in testa al Mondiale

  • Toyota conquista la 6 Ore del Fuji e festeggia il decimo successo casalingo
  • Hirakawa, Buemi e Hartley balzano al comando del Mondiale Piloti
  • L’acuta strategia giapponese permette alla Toyota n.8 di ribaltare una gara dominata da Alpine
  • Ferrari in difficoltà: decima la n.51, dodicesima la n.83, ritirata la n.50
  • In LMGT3 successo del BMW n.32 del Team WRT, Ferrari Vista AF Corse quarta con la n.54

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI

27 Settembre 2026. La Toyota n.8 di Ryō Hirakawa, Sébastien Buemi e Brendon Hartley ha conquistato la 6 Ore del Fuji, sesto appuntamento del FIA World Endurance Championship 2026, al termine di una gara decisa da una svolta strategica nell'ultima ora. Per Toyota si tratta della decima vittoria sul circuito di casa e del secondo successo stagionale per l'equipaggio della n.8, che grazie ai punti conquistati in Giappone torna anche al comando della classifica Piloti.

Per gran parte della gara erano state le due Alpine Endurance Team a dettare il ritmo. Partite dalla prima fila, le A424 francesi hanno occupato le prime due posizioni per circa cinque ore, prima che l'ingresso della Safety Car, provocato dal violento incidente della McLaren n.58 di Garage 59, cambiasse completamente lo scenario.

Con il gruppo compatto, Toyota ha scelto una strategia aggressiva: mentre quasi tutti i rivali rientravano ai box, la n.8 ha mantenuto gli pneumatici e si è limitata a un breve rifornimento per Hirakawa. Una scelta analoga è stata compiuta dalla BMW n.15 di Dries Vanthoor, mentre Alpine ha optato per gomme nuove sulla n.36 di Victor Martins e per due pneumatici nuovi sulla n.35 di Charles Milesi.

Al restart Hirakawa si è ritrovato così al comando davanti a Vanthoor, con Martins in terza posizione. Il pilota Alpine ha rapidamente superato gli avversari e, dopo aver conquistato il secondo posto, ha iniziato a ridurre il distacco dalla Toyota.

Il sorpasso sembrava ormai vicino, ma Hirakawa ha resistito alla pressione fino alla bandiera a scacchi, regalando alla Toyota n.8 la seconda vittoria stagionale e il primo successo a Fuji degli ultimi tre anni. Martins e la Alpine n.36 hanno chiuso al secondo posto, mentre la BMW n.15 ha completato il podio.

Il risultato permette a Hirakawa, Buemi e Hartley di salire in vetta alla classifica Piloti a due gare dalla conclusione del campionato.

Ferrari, un Fuji complicato

La trasferta giapponese si è rivelata invece particolarmente difficile per Ferrari. Le 499P erano partite fuori dalla Top-10 dopo la cancellazione delle qualifiche a causa delle condizioni meteorologiche, con la griglia determinata sulla base dei tempi delle prove libere.

La migliore delle Ferrari è stata la n.51, affidata ai campioni del mondo in carica James Calado, Alessandro Pier Guidi e Antonio Giovinazzi, che hanno concluso al decimo posto, a 26”443 dal vincitore. La vettura ha inoltre ricevuto una penalità di 10 secondi dopo la gara per due contatti avvenuti nelle fasi centrali.

La n.83 AF Corse di Yifei Ye, Phil Hanson e Robert Kubica ha chiuso dodicesima, con un giro di ritardo, maturato nelle fasi centrali della corsa, anche a causa del periodo di Safety Car.

Ancora più sfortunata la Ferrari n.50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, fermata da un inconveniente durante il pit stop nella terza ora e, successivamente, da un problema tecnico che ha costretto Molina a fermare la vettura a bordo pista a meno di due ore dalla fine.

Ferrari aveva cercato di differenziare le strategie sin dalla partenza anche attraverso la scelta degli pneumatici: le n.50 e n.51 hanno adottato una soluzione mista Medium-Soft, mentre la n.83 è partita con quattro gomme Medium. Le diverse strategie non hanno però permesso alle 499P di inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice.

In campionato, l'equipaggio della n.51 è settimo con 59 punti, a 40 lunghezze dalla vetta. La n.50 è nona con 54 punti, mentre la n.83 AF Corse occupa il sedicesimo posto con 31 punti. Nella classifica Costruttori, Ferrari mantiene il terzo posto con 115 punti, a 54 dalla prima posizione.

LMGT3, Team WRT beffa tutti nel finale

La classe LMGT3 ha regalato un altro finale combattuto, con il Team WRT BMW n.32 di Augusto Farfus, Sean Gelael e Darren Leung capace di conquistare la prima vittoria stagionale.

Partita dalla quattordicesima posizione, la BMW è risalita progressivamente fino alle posizioni di vertice, prima che Farfus completasse la rimonta nelle fasi decisive. La svolta è arrivata dopo l'incidente della McLaren n.58 di Garage 59, che ha provocato l'ingresso della Safety Car e ricompattato il gruppo.

Al restart, la Corvette Z06 GT3.R di Racing Team Turkey era al comando grazie alla scelta di non montare pneumatici nuovi nell'ultimo pit stop, con Charlie Eastwood davanti alla Corvette n.33 di TF Sport guidata da Nicky Catsburg.

Farfus, ripartito dalla sesta posizione, ha superato rapidamente diversi avversari e ha poi raggiunto Eastwood, completando il sorpasso decisivo alla curva 10. Alle sue spalle si è portata l'Aston Martin n.27 Heart of Racing di Mattia Drudi, protagonista di una grande rimonta.

Il brasiliano ha resistito alla pressione e ha portato la BMW n.32 alla vittoria con appena 1”062 di vantaggio su Drudi. Terza la Corvette del Racing Team Turkey con Eastwood, Peter Dempsey e Salih Yoluc. Quarta la Ferrari 296 LMGT3 n.54 di Vista AF Corse, con Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Davide Rigon.

La Ferrari n.21 di François Hériau, Simon Mann e Alessio Rovera non ha invece visto il traguardo. Rovera, autore del giro più veloce della classe LMGT3, è stato costretto al ritiro a pochi minuti dalla fine dopo un contatto con una Hypercar mentre era impegnato nella rimonta verso la zona punti.

La Ferrari n.54 porta l'equipaggio Flohr-Castellacci-Rigon a 13 punti, mentre la n.21 rimane invece ferma a 54 punti, scivolando al settimo posto della classifica, a 32 lunghezze dalla vetta.

Il successo della BMW n.32 conferma inoltre una particolare caratteristica della stagione 2026: dopo sei gare, la LMGT3 ha visto sei vincitori differenti.

Il FIA WEC tornerà in pista il 18 ottobre a Barcellona, per la 6 Ore che rappresenterà il penultimo appuntamento della stagione prima del gran finale di Monza.

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6 Ore del Fuji: la pioggia cancella le qualifiche, griglia definita sui tempi delle prove libere

  • Alpine conquista la prima fila della 6 Ore del Fuji grazie ai tempi delle prove libere
  • Victor Martins firma la prima pole della carriera nel FIA WEC con l’Alpine Hypercar n.36
  • L’Alpine n.35 completa la prima fila davanti a Genesis e Aston Martin
  • Le Ferrari n.50, n.83 e n.51 rispettivamente 11ª, 12ª e 16ª in Hypercar
  • In LMGT3 pole position alla Ford Mustang n.77 di Proton Competition, Ferrari n.21 nona e n.54 undicesima

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI; ©2026 Ferrari S.p.A.

26 Settembre 2026. La pioggia e la scarsa visibilità hanno profondamente modificato il programma della 6 Ore del Fuji, sesto appuntamento del FIA World Endurance Championship 2026. Le condizioni del tracciato, progressivamente peggiorate nel corso della mattinata, hanno infatti costretto la direzione gara a cancellare le sessioni di qualifica e Hyperpole, determinando le griglie di partenza sulla base del miglior tempo ottenuto da ciascuna vettura nelle tre sessioni di prove libere.

Una decisione che premia soprattutto l’Alpine Endurance Team, capace di conquistare l'intera prima fila e di presentarsi così nella posizione ideale per andare a caccia di un nuovo successo sul circuito giapponese, dopo quello ottenuto lo scorso anno.

Il miglior riferimento assoluto era stato realizzato venerdì nella seconda sessione di prove libere da Victor Martins, autore di un 1'29"989 al volante della Alpine A424 numero 36. Per il pilota francese si tratta della prima pole position nel FIA WEC nella classe Hypercar, ottenuta al termine di un weekend nel quale la squadra transalpina aveva mostrato un ritmo competitivo sia sul giro singolo sia sulle lunghe percorrenze.

«Abbiamo fatto un buon lavoro fin dall'inizio del weekend», ha commentato Martins, che divide la n.36 con Jules Gounon, sottolineando anche la competitività mostrata dalla vettura nelle diverse condizioni di pista. Al suo fianco partirà la Alpine n.35 di Charles Milesi, vincitore della 6 Ore del Fuji dello scorso anno, staccato di meno di un decimo.

La cancellazione delle qualifiche ha influenzato radicalmente la composizione delle prime file. L'Aston Martin THOR Team avrebbe potuto puntare a una posizione ancora più avanzata con la Valkyrie n.007, ma una penalità di due posizioni l'ha fatta scivolare dalla possibile prima fila al quarto posto. Il provvedimento è stato comminato in seguito all'incidente verificatosi in FP3 tra Harry Tincknell e Ian James, quest’ultimo alla guida della Aston Martin Vantage LMGT3 n.27.

A beneficiare della penalizzazione è stata la Genesis GMR-001 n.19, che partirà così dalla terza posizione. La casa coreana, al debutto assoluto nel FIA WEC, ha inoltre portato la seconda vettura, la n.17, al quinto posto, ottenendo il miglior risultato di sempre in qualifica. La seconda Aston Martin Valkyrie, la n.009, scatterà invece dalla sesta posizione.

Più arretrate le vetture di alcuni dei principali protagonisti del campionato. Cadillac, che aveva conquistato la pole al Fuji nelle ultime due edizioni, dovrà partire dalla settima posizione con la n.38 e dalla decima con la n.12. Toyota, nove volte vincitrice della 6 Ore del Fuji, avrà le proprie Hypercar n.8 e n.7 rispettivamente in ottava e tredicesima posizione.

Ancora più indietro le BMW, quattordicesima e diciassettesima, mentre le due Ferrari ufficiali 499P partiranno dall'undicesima e dalla sedicesima casella.

Photo Credit: ©2026 Ferrari S.p.A.

Per il Cavallino Rampante la situazione è quindi tutt'altro che ideale. La Ferrari 499P n.50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen prenderà il via dall'11° posto con il tempo di 1'29"989, mentre la n.83 AF Corse di Yifei Ye, Phil Hanson e Robert Kubica sarà subito alle sue spalle, in 12ª posizione, grazie a un 1'30"036.

Ancora più indietro la Ferrari n.51 di Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado, che scatterà dalla 16ª posizione con il riferimento di 1'30"334. Una situazione che costringerà le tre vetture del Cavallino a impostare una gara all'attacco per recuperare terreno già nelle prime fasi della competizione.

LMGT3: Ford Mustang in pole, Ferrari in quinta e sesta fila

Anche la classe LMGT3 è stata condizionata dal maltempo. La sessione di qualifica è stata interrotta dopo pochi minuti a causa della pioggia battente, dell'acqua stagnante e della visibilità ridotta, prima che la direzione gara decidesse di cancellare definitivamente qualifiche e Hyperpole. La griglia è stata quindi definita utilizzando i migliori tempi delle tre sessioni di prove libere, ottenuti prevalentemente sull'asciutto.

A conquistare la pole è stata la Ford Mustang n.77 di Proton Competition, grazie al miglior riferimento fatto segnare da Ben Tuck in FP2. Il pilota britannico, affiancato da Sebastian Priaulx ed Eric Powell, ha preceduto di meno di cinque centesimi la Mercedes-AMG n.79 di Iron Lynx, affidata a Lin Hodenius.

La Lexus n.78 di Akkodis ASP Team e la McLaren n.58 di Garage 59 completano le prime due file, mentre la seconda Mercedes e la seconda McLaren seguono immediatamente alle loro spalle. I leader del campionato, la Corvette n.33 di TF Sport e la Ferrari n.21 di VISTA AF Corse, partiranno invece dalla quinta fila. Le due Porsche Manthey campioni in carica saranno costrette a una difficile rimonta dalle ultime posizioni.

Per VISTA AF Corse la Ferrari 296 LMGT3 Evo n.21 di François Hériau, Simon Mann e Alessio Rovera partirà dalla nona posizione con il tempo di 1'40"419. La gemella n.54 di Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Davide Rigon scatterà invece dall'11° posto, grazie al riferimento di 1'40"560.

La 6 Ore del Fuji scatterà domenica 27 settembre alle ore 11,00 locali, le 4,00 del mattino in Italia, con sei ore di gara sul tracciato giapponese.

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Il WEC fa rotta verso il Fuji: sfida a tre per il titolo

   Photo Credit: ©2025 FIA WEC / DPPI

  • Il FIA WEC torna in Giappone per il terzultimo appuntamento della stagione 2026
  • Ferrari arriva al Fuji dopo la prima vittoria stagionale conquistata ad Austin
  • Sfida serrata tra Toyota, BMW e Ferrari per il titolo Costruttori
  • In LMGT3 Corvette guida la classifica, mentre Ferrari punta ad interrompere una striscia di sei gare senza podi
  • La 6 Ore del Fuji scatterà domenica 27 settembre alle 11.00 locali

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2025 FIA WEC / DPPI; ©2026 Salvatore Taronno / Mattiperlecorse

23 Settembre 2026. Il FIA World Endurance Championship torna in Asia per il terzultimo appuntamento della stagione 2026. Da venerdì 25 a domenica 27 settembre il campionato farà tappa al Fuji Speedway per la 6 Ore del Fuji, sesto round dell'annata e appuntamento destinato ad avere un peso importante nella corsa ai titoli iridati.

La trasferta giapponese arriva a tre settimane dalla Lone Star Le Mans di Austin, dove Ferrari ha conquistato la prima vittoria stagionale nella classe Hypercar con la 499P numero 50 affidata ad Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen. Il Cavallino ha inoltre ottenuto la pole position con la vettura numero 51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi.

I risultati ottenuti in Texas hanno consentito a Ferrari di consolidare il terzo posto nel Campionato del Mondo Costruttori e di ridurre a 26 punti il distacco dalla vetta. Tra i piloti, Pier Guidi, Calado e Giovinazzi occupano il quinto posto con 58 punti, a 17 lunghezze dalla leadership, mentre Fuoco, Molina e Nielsen sono settimi con un distacco di 21 punti. Più indietro, al 13° posto, si trovano Ye, Hanson e Kubica, a -44 dalla vetta.

Una sfida a tre nella Hypercar

Dopo cinque appuntamenti, la classifica Costruttori propone una situazione particolarmente equilibrata. Toyota mantiene la leadership con un margine di nove punti su BMW, mentre Ferrari è tornata pienamente nella lotta grazie al successo di Austin.

Toyota arriva in Giappone con una motivazione particolare. La casa nipponica ha conquistato nove vittorie al Fuji, pari al 75% delle gare disputate dal FIA WEC sul circuito, anche se l'ultimo successo risale al 2023.

Photo Credit: ©2026 Salvatore Taronno / Mattiperlecorse

La nuova TR010 Hybrid, già vincitrice quest’anno a Imola e a Le Mans nella sua prima stagione agonistica, punta ora a proseguire questa tradizione. Mike Conway, Kamui Kobayashi e Sébastien Buemi arrivano al Fuji a pari punti in testa alla classifica Piloti con i due portacolori BMW Robin Frijns e René Rast. Buemi è inoltre il pilota in attività con il maggior numero di vittorie assolute sul circuito, quattro.

Photo Credit: ©2026 Salvatore Taronno / Mattiperlecorse

BMW, dopo aver sofferto ad Austin, può però contare su precedenti incoraggianti: la M Hybrid V8 ha concluso seconda e ottenuto il terzo posto in qualifica nella sua prima apparizione al Fuji nel 2024, centrando proprio in quell'occasione il primo podio del marchio nella classe Hypercar.

Ferrari, invece, non è mai salita sul podio giapponese con la 499P. Nelle tre annate precedenti il miglior risultato del prototipo di Maranello è stato il nono posto, ottenuto sia nel 2024 con Fuoco, Molina e Nielsen, sia nel 2025 con Ye, Hanson e Kubica.

Ferrari rinnova con Nielsen e Ye

Alla vigilia della trasferta giapponese Ferrari ha annunciato il rinnovo pluriennale dei contratti di Nicklas Nielsen e Yifei Ye, il primo pilota ufficiale della Casa di Maranello, il secondo pilota della 499P di colore giallo affidata ad AF Corse. I due hanno conquistato la 24 Ore di Le Mans, rispettivamente nel 2024 e nel 2025, e continueranno quindi a rappresentare Ferrari nelle principali competizioni endurance internazionali.

Per il Cavallino il Fuji costituisce ora un'importante opportunità per dare continuità al risultato di Austin e cercare di avvicinarsi ulteriormente alla vetta delle classifiche mondiali.

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LMGT3: Corvette al comando, Ferrari cerca il riscatto

La classe LMGT3 propone una situazione altrettanto interessante, con Corvette al comando della graduatoria con la vettura numero 33 affidata a Jonny Edgar, Nicky Catsburg e Ben Keating. Il successo ottenuto alla 24 Ore di Le Mans ha permesso alla Corvette di portarsi al vertice della classifica e il Fuji rappresenta una tappa particolarmente favorevole alla marca americana e al suo partner TF Sport, già vincitore tre volte sul circuito giapponese, l'ultima proprio nel 2025.

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A contendere la leadership c’è la Ferrari n.21 di Alessio Rovera, Simon Mann e François Hériau, al terzo posto la Porsche n.92 del team The Bend Manthey. La Ferrari, tuttavia, ha alle spalle una striscia di sei gare senza un piazzamento sul podio in LMGT3. Un digiuno che assume un significato particolare proprio guardando alla storia recente della categoria sul circuito giapponese: nel 2024 la 296 LMGT3 di Vista AF Corse conquistò infatti il primo successo di classe della vettura nel FIA WEC, con Davide Rigon, Thomas Flohr e Francesco Castellacci. Nel 2025, invece, la Ferrari numero 21 fu privata della vittoria da una penalità, consentendo a TF Sport di imporsi.

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Il Fuji rappresenta dunque un'importante occasione per interrompere la serie negativa delle 296 LMGT3. Alle spalle di Corvette sono pronte a inserirsi anche le due BMW M4 GT3 di Team WRT, entrambe già capaci di conquistare un piazzamento tra i primi tre nelle precedenti apparizioni giapponesi, mentre Mercedes-AMG arriva da un positivo appuntamento di Austin. Grande attenzione sarà inoltre rivolta alla Lexus RC F di Akkodis ASP Team, particolarmente attesa davanti al pubblico di casa.

Il programma della 6 Ore del Fuji

Il programma scatterà venerdì 25 settembre con due sessioni di prove libere da 90 minuti. Sabato 26 settembre si svolgerà la terza sessione di prove libere, dalle 2,30 alle 3,30 ora italiana, seguita dalle qualifiche LMGT3 alle ore 7,00 e dalle qualifiche Hypercar alle 7,40. L’Hyperpole della classe Hypercar scatterà alle 8,00 ora italiana. La 6 Ore del Fuji prenderà il via domenica 27 settembre alle 11,00 ora locale, le 4,00 del mattino in Italia, con la bandiera a scacchi prevista sei ore più tardi.

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FIA WEC: Ferrari torna al successo al COTA, Toyota si arrende a dieci minuti dal termine

  • La 499P numero 50 di Fuoco, Molina e Nielsen conquista la prima vittoria Ferrari del 2026
  • Toyota domina a lungo, ma la numero 7 si ritira a dieci minuti dalla fine per un problema idraulico
  • Cadillac JOTA seconda, Alpine sul terzo gradino del podio
  • In LMGT3 successo di Heart of Racing con l’Aston Martin numero 27
  • Quarto posto per la Ferrari-Vista AF Corse di Hériau, Mann e Rovera, ora terzi in campionato
  • Il WEC torna in pista a fine settembre con la 6 Ore del Fuji

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI

7 Settembre 2026. La Ferrari torna sul gradino più alto del podio nel FIA World Endurance Championship. Al termine delle sei ore della Lone Star Le Mans, disputata sul Circuit of The Americas di Austin davanti a quasi 70.000 spettatori, la 499P numero 50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen ha conquistato la prima vittoria stagionale, approfittando nel finale del ritiro della Toyota numero 7.

La vettura giapponese di Nyck de Vries, Kamui Kobayashi e Mike Conway aveva infatti condotto gran parte della gara, con il pilota olandese autore di una prestazione particolarmente convincente. Quando mancavano poco più di dieci minuti alla bandiera a scacchi, però, la Toyota, in vantaggio di sei secondi sulla Ferrari, è stata costretta al ritiro per un problema alla pressione idraulica.

La Ferrari numero 50 era rimasta costantemente nelle posizioni di vertice grazie anche a una strategia aggressiva. Molina, partito quinto, era risalito fino al terzo posto nelle fasi iniziali, prima che un pit-stop anticipato, dopo circa 50 minuti, permettesse alla 499P di guadagnare ulteriormente terreno. Nel corso della gara, caratterizzata da due Safety Car e tre Full Course Yellow, Fuoco e Nielsen hanno mantenuto il ritmo necessario per rimanere in corsa per il successo.

Nella fase conclusiva Nielsen è salito al secondo posto superando l’Alpine di Charles Milesi e, dopo il ritiro della Toyota, ha ereditato la leadership portando la Ferrari alla vittoria.

Per la 499P si tratta dell’ottavo successo dal debutto nel 2023, il secondo ad Austin dopo quello del 2024 e il primo della stagione 2026. Per l’equipaggio composto da Fuoco, Molina e Nielsen è invece il terzo successo insieme, dopo Le Mans 2024 e Qatar 2025.

Cadillac seconda, Alpine terza

Alle spalle della Ferrari ha concluso la Cadillac dell’Hertz Team JOTA numero 38 di Jack Aitken, Sébastien Bourdais ed Earl Bamber, protagonista di una gara costante dopo la partenza dalla prima fila.

Terza l’Alpine numero 35 di Charles Milesi, António Félix da Costa e Ferdinand Habsburg, penalizzata nel finale per un unsafe release durante una sosta ai box. Per Alpine si tratta comunque del primo podio stagionale.

Quarta l’Aston Martin Valkyrie di Harry Tincknell e Tom Gamble, che eguaglia così il miglior risultato ottenuto finora dal prototipo britannico nel WEC. Seguono la seconda Alpine e la Toyota numero 8 di Sébastien Buemi, protagonista di una rimonta nel finale. La top-10 è completata da Genesis, BMW, Cadillac e Peugeot.

Giornata decisamente più difficile per le altre Ferrari. La 499P numero 51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, partita dalla pole e al comando nelle prime due ore con il pilota italiano, è stata rallentata da un inconveniente durante la seconda sosta ai box e ha concluso undicesima. La numero 83 di AF Corse, affidata a Yifei Ye, Phil Hanson e Robert Kubica, ha invece dovuto sostituire il frontale dopo un contatto, chiudendo tredicesima.

Il risultato texano modifica sensibilmente la situazione in campionato. L’assenza di punti della Toyota numero 7 e della BMW numero 20 lascia infatti appaiati in vetta alla classifica Piloti il trio della Toyota De Vries-Kobayashi-Conway e i due della BMW René Rast-Robin Frijns, mentre la Ferrari si inserisce nella lotta per il titolo Costruttori passando al terzo posto della classifica.

In LMGT3 due Aston Martin sul podio

In LMGT3 la vittoria è andata alla Aston Martin Vantage LMGT3 Evo numero 27 di Heart of Racing, condotta da Ian James, Zacharie Robichon e Mattia Drudi. Il team statunitense torna al successo nel WEC dopo due anni e festeggia anche una significativa doppietta sul podio, con la numero 23 di Gray Newell, Eduardo Barrichello e Jonny Adam al terzo posto.

La gara sembrava inizialmente controllata dalle Ford Mustang GT3 Evo di Proton Competition, protagoniste di un avvio in 1-2. La numero 77 di Eric Powell è però stata penalizzata con un drive-through per un'infrazione durante una Full Course Yellow, mentre la numero 88 di Stefano Gattuso è stata costretta ai box dopo un contatto con la Corvette numero 34 di Salih Yoluc.

Successivamente è stata la Porsche numero 91 di Manthey DKR Engineering, con James Cottingham, Timur Boguslavskiy e Ayhancan Güven, a prendere il comando. Una penalità di cinque secondi per aver tratto vantaggio da un'uscita di pista ha però restituito la leadership alla Aston Martin.

Nel finale Mattia Drudi ha imposto un ritmo molto elevato, riuscendo a costruire un margine sufficiente per controllare la Porsche. Il pilota italiano ha dovuto anche fare i conti con il malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione dell’abitacolo, ma ha comunque portato la vettura al successo.

Per Drudi e Robichon è la prima vittoria nel WEC, mentre Ian James festeggia la seconda dopo quella del 2024. 

Quarto posto per la Ferrari 296 LMGT3 Evo numero 21 di VISTA AF Corse, con François Hériau, Simon Mann e Alessio Rovera. Partita ottava, la vettura ha disputato una gara regolare nelle posizioni di vertice, con Rovera autore della rimonta finale che ha portato la Ferrari a soli cinque decimi dal podio.

Il risultato è particolarmente importante per il campionato: Hériau, Mann e Rovera salgono infatti al terzo posto con 56 punti, a 20 lunghezze dalla vetta.

La Ferrari numero 54 di Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Davide Rigon ha invece concluso decima, conquistando il primo punto stagionale. La Mercedes-AMG numero 61 di Iron Lynx, nonostante un buon ritmo, è stata condizionata da una serie di penalità e ha terminato sesta.

Fuji, prossimo appuntamento

La Lone Star Le Mans ha dunque restituito alla Ferrari la vittoria e riaperto gli equilibri del Mondiale. Il FIA WEC tornerà in pista dal 25 al 27 settembre per la 6 Ore del Fuji, sesto degli otto appuntamenti della stagione. Il campionato proseguirà poi con le gare di Barcellona, il 18 ottobre, e Monza, l’8 novembre.

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FIA WEC: Giovinazzi conquista una pole da record ad Austin segnando il medesimo tempo della Cadillac

  • Antonio Giovinazzi conquista la pole della Lone Star Le Mans con la Ferrari 499P n.51
  • Stesso identico tempo per Jack Aitken e la Cadillac n.38 ma l’Hyperpole è della Ferrari per aver segnato per prima il tempo
  • Per Giovinazzi è la seconda pole ad Austin dopo quella ottenuta nel 2024
  • La Ferrari n.50 di Nicklas Nielsen aveva dominato la precedente fase di qualificazione
  • In LMGT3 seconda pole stagionale per l’Aston Martin Heart of Racing n.23

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI

5 Settembre 2026. Sarà la Ferrari AF Corse n.51 di Antonio Giovinazzi a partire dalla pole position nella Lone Star Le Mans, quinto appuntamento del FIA World Endurance Championship 2026 in programma domani al Circuit of the Americas. Il pilota italiano ha firmato una delle qualifiche più spettacolari nella storia del campionato, imponendosi al termine di una Hyperpole caratterizzata da un incredibile ex aequo.

Giovinazzi ha fermato il cronometro sul tempo di 1'52”445, replicando così la pole position conquistata sul circuito texano nel 2024. Ma il dato più sorprendente è arrivato dalla Cadillac Hertz Team JOTA n.38: Jack Aitken ha infatti fatto registrare esattamente lo stesso tempo, fino all’ultimo millesimo.

A determinare la pole della Ferrari è stato quindi il regolamento, che premia il pilota ad aver realizzato per primo il tempo identico. Giovinazzi scatterà dunque davanti ad Aitken, regalando alla 499P n.51 una posizione di partenza particolarmente importante in vista della gara.

Alle loro spalle si annuncia invece una rimonta decisamente impegnativa per la coppia al comando del campionato. L’equipaggio della BMW M Hybrid V8 n.20, Robin Frijns, René Rast e Sheldon Van Der Linde, hanno vissuto delle qualifiche particolarmente difficili e saranno costretti a prendere il via soltanto dalla 13ª posizione.

Prima della Hyperpole, la prima sessione di qualifiche che ha determinato i dieci partecipanti alla fase decisiva aveva visto prevalere un'altra Ferrari: Nicklas Nielsen, al volante della 499P AF Corse n.50, aveva infatti stabilito il miglior tempo in 1'52”020, conquistando così il primo posto nella fase preliminare.

Il risultato della Hyperpole ha però completamente rimescolato le carte, con Giovinazzi capace di sfruttare al meglio la fase decisiva e di portare la Ferrari n.51 davanti a tutti.

Barrichello regala ad Aston Martin la pole LMGT3

In LMGT3 la pole position è andata invece alla Aston Martin del team Heart of Racing n.23, grazie a una prestazione maiuscola di Eduardo Barrichello.

Il brasiliano ha completato il suo giro in 2'05”160, precedendo di 0”124 la vettura gemella, la Aston Martin Vantage n.27 affidata a Zacharie Robichon. Un risultato che permette alla Casa britannica di proseguire la propria striscia positiva in qualifica: Aston Martin ha infatti conquistato tre pole consecutive nella categoria, con la n.27 a Le Mans e la n.23 protagonista a São Paulo prima del nuovo acuto texano.

Nella prima sessione di qualifiche LMGT3 la vettura più veloce era stata però la Ford Mustang n.88: Stefano Gattuso aveva infatti ottenuto il miglior crono in 2'06”331, precedendo di circa tre decimi la Mercedes-AMG LMGT3 n.61 di Iron Lynx, guidata da Martin Berry.

La Lone Star Le Mans scatterà dunque con una prima fila Hypercar caratterizzata dall’evento statisticamente raro di due vetture con il medesimo tempo di qualifica. La gara si preannuncia molto incerta con risultati che lasceranno il segno nell’andamento del Campionato.

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Il FIA WEC riparte dagli Stati Uniti: esiti del campionato in via di definizione

  • Il FIA WEC torna in pista dopo la pausa estiva per la Lone Star Le Mans
  • Toyota e BMW separate da appena cinque punti nella classifica Costruttori
  • Perfetta parità al vertice della graduatoria Piloti Hypercar
  • In LMGT3 la Corvette arriva in Texas dopo due vittorie consecutive mentre Ferrari e Aston Martin puntano al riscatto sul tracciato texano

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2025 FIA WEC / DPPI; ©2026 Salvatore Taronno / Mattiperlecorse

1° settembre 2026. Dopo la pausa estiva, il FIA World Endurance Championship torna in pista dal 4 al 6 settembre sul tracciato texano del Circuit of The Americas (COTA), sede del Lone Star Le Mans, settimo appuntamento della stagione 2026 e primo round della seconda parte di un campionato finora estremamente combattuto.

Progettato anche con il contributo dell'ex campione del mondo di motociclismo Kevin Schwantz, il COTA ha ospitato il FIA WEC per la prima volta nel 2013 ed è oggi l'impianto più moderno del calendario. Le sue variazioni altimetriche, le curve veloci, i tratti tecnici, gli avvallamenti e la caratteristica salita verso curva 1, la celebre Big Red, ne fanno uno dei circuiti più impegnativi dell'intera stagione. Altrettanto spettacolare è la sequenza delle curve 16, 17 e 18, una lunga piega a destra a triplo apice.

Il giro misura 5.513 chilometri, conta 20 curve e viene percorso in senso antiorario. Pneumatici e freni sono messi a dura prova, con le Hypercar che superano i 315 km/h. La selettività della pista è confermata dai ritiri delle ultime edizioni: otto equipaggi non completarono la gara nel 2024 e sette nel 2025.

Toyota e BMW, equilibrio totale in Hypercar

La corsa ai titoli riparte all'insegna dell'equilibrio: parità assoluta al vertice della classifica Piloti, mentre nel campionato Costruttori Toyota precede BMW di appena cinque punti. Entrambi i marchi hanno ottenuto due vittorie quest'anno, ma nessuno è mai riuscito a imporsi al COTA.

Per Toyota, Austin è uno dei soli quattro circuiti nella storia del FIA WEC ancora privi di una vittoria. Buone credenziali anche per BMW: Sheldon van der Linde, al volante della M Hybrid V8 n.20 insieme a René Rast e Robin Frijns, ha fatto segnare nel 2025 il miglior tempo del weekend di Austin durante la sessione di prove libere.

Cadillac cerca conferme davanti al pubblico di casa

Grande attenzione anche per Cadillac, reduce dal primo podio conquistato negli ultimi dodici mesi a Interlagos. La V-Series.R affidata al team JOTA ha mostrato competitività in tutti i round del 2026 e punta a confermarsi davanti al pubblico statunitense.

Norman Nato ed Earl Bamber hanno già vinto al COTA, con il neozelandese che nel 2017 conquistò proprio in quella stagione il titolo mondiale. A completare la formazione Cadillac ci sarà Ricky Taylor, due volte campione IMSA.

Tra le protagoniste attese anche Peugeot, salita per la prima volta sul podio proprio al COTA nel 2025. Nel suo equipaggio figura Loïc Duval, vincitore della prima edizione della gara con Audi e detentore dal 2016 del record ufficiale sul giro.

Ferrari punta a interrompere il digiuno

Al COTA le qualifiche potrebbero avere un peso decisivo. La gara non è mai stata vinta partendo oltre la quarta posizione, mentre in sei delle otto edizioni si è registrata una prima fila monopolizzata da un unico costruttore. Nel 2024 e nel 2025 fu la Ferrari a conquistare entrambe le prime posizioni sulla griglia di partenza. La 499P punta quindi a ripetersi anche quest'anno in qualifica, ma soprattutto ad ottenere risultati ottimali in gara che possano rilanciare la propria corsa al titolo.

Il bilancio del Cavallino sul tracciato texano è positivo: la vettura italiana ha conquistato il podio nel 50% delle edizioni, una percentuale superiore a quella di qualsiasi altro costruttore Hypercar. I campioni del mondo in carica sperano quindi in una vittoria che possa interrompere la loro più lunga striscia senza successi nella storia del FIA WEC, considerando tutte le categorie.

Corvette vuole il tris in LMGT3

In LMGT3 Corvette si presenta da leader della classifica, forte delle vittorie ottenute dalla n.33 alla 24 Ore di Le Mans e dalla n.34 a Interlagos. È la prima volta che un costruttore americano arriva alla propria gara di casa dopo due successi consecutivi.

La Corvette, tuttavia, non ha ancora vinto una gara del FIA WEC sul suolo statunitense e vanta un solo podio a COTA, ottenuto nel 2016.

Sarà inoltre un weekend storico per Ben Keating, che con la sua 45ª partenza nel FIA WEC diventerà il pilota statunitense con più presenze nel campionato. Gli USA saranno rappresentati da otto concorrenti, tra cui l'ex Formula 1 Logan Sargeant con Proton Competition; cinque hanno già ottenuto almeno un podio nel 2026.

Le due precedenti gare LMGT3 del COTA hanno premiato altrettanti costruttori britannici. Nel 2025 McLaren conquistò la sua prima vittoria nella categoria dopo la penalizzazione post-gara inflitta alla Ferrari n.54 di VISTA AF Corse. Nel 2024 era stata invece Aston Martin, con Heart of Racing Team, a imporsi.

Quella rimane l'unica vittoria LMGT3 ottenuta partendo dalla pole position e anche l'unico successo Aston Martin nella categoria. Il marchio britannico vanta comunque dieci podi al COTA, il doppio rispetto a qualsiasi rivale, e arriva in Texas dopo le pole position consecutive ottenute a Le Mans e Interlagos.

Nel 2025 le due Ford Mustang di Proton Competition monopolizzarono la Hyperpole LMGT3, ma da allora nessuna Mustang è più partita dalla prima fila. Al COTA, inoltre, la pole sembra portare poca fortuna: nessun poleman LMGT3 è riuscito successivamente a chiudere meglio dell'ottavo posto, risultato ottenuto dalla Mustang n.88 nel 2025. 

Il programma del weekend

Le attività in pista inizieranno venerdì 4 settembre con le prove libere. Sabato 5 settembre qualifiche e Hyperpole scatteranno alle 15,00 locali (22,00 ora italiana), mentre la Lone Star Le Mans, sulla distanza di sei ore, prenderà il via domenica 6 settembre alle 13,00 ora locale (ore 20,00 in Italia).

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Ford Hypercar, primi chilometri in pista a Le Castellet: comincia la corsa verso il WEC 2027

  • La nuova Hypercar Ford è scesa in pista al Circuit Paul Ricard per la prima sessione di test ufficiali
  • Dopo lo shakedown iniziale, il programma di sviluppo entra cos’ nel vivo in vista dell’esordio nel FIA WEC 2027
  • Telaio ORECA, motore V8 Coyote 5.4 aspirato e sistema ibrido alla base del nuovo prototipo LMDh
  • Sei piloti ufficiali accompagneranno lo sviluppo della vettura, con Le Mans nel mirino e l'eredità della GT40 da raccogliere

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 Ford Racing

18 Agosto 2026. La nuova Ford Hypercar ha finalmente lasciato i box per affrontare i primi chilometri di sviluppo alla luce del sole. Il progetto con cui la casa americana tornerà nel 2027 ai vertici dell'endurance internazionale è infatti sceso in pista al Circuit Paul Ricard di Le Castellet, nel sud della Francia, dando ufficialmente il via alla fase più importante del percorso che porterà al debutto nel FIA World Endurance Championship e alla 24 Ore di Le Mans.

Il test francese rappresenta un passaggio particolarmente significativo per un programma che Ford sta preparando da tempo e che, dopo le prime verifiche a porte chiuse effettuate all'inizio di agosto, entra ora nella fase di sviluppo vera e propria. La vettura, ancora priva del nome ufficiale e caratterizzata da una livrea mimetica, è stata fotografata per la prima volta in azione sul circuito francese, offrendo le prime immagini concrete della nuova arma Ford per la classe regina del WEC.

Dal primo shakedown ai test di Le Castellet

Il prototipo aveva mosso i primi passi all'inizio del mese in una sessione privata, dedicata soprattutto all'attivazione e alla verifica dei sistemi di controllo della vettura. Un passaggio preliminare necessario per accertare il corretto funzionamento dell'elettronica e delle diverse componenti prima di affrontare il programma di prove previsto sulle piste europee.

Ford Racing ha confermato che tutti i sistemi hanno risposto positivamente alle verifiche iniziali, consentendo così alla squadra di passare alla fase successiva. A Le Castellet, il programma si è concentrato sulle prime attività di sviluppo dinamico, con particolare attenzione a prestazioni, affidabilità, integrazione del sistema ibrido e validazione aerodinamica: elementi fondamentali per preparare una vettura destinata alle particolari esigenze del FIA WEC e, soprattutto, alla lunga e impegnativa sfida della 24 Ore di Le Mans.

Il circuito Paul Ricard costituisce dunque il primo vero banco di prova pubblico della nuova Hypercar. Il programma di test proseguirà anche nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, secondo una tabella di lavoro che porterà la vettura a confrontarsi con differenti tipologie di circuito e condizioni di utilizzo.

Un progetto LMDh costruito con ORECA

La nuova Ford è stata sviluppata secondo il regolamento LMDh, una delle due piattaforme tecniche attualmente ammesse nella categoria Hypercar del FIA WEC. Per il telaio, Ford ha scelto di collaborare con ORECA, uno dei più importanti costruttori e specialisti mondiali della telaistica da competizione.

La componente meccanica rappresenta invece uno degli elementi caratterizzanti del progetto. La Hypercar americana sarà spinta da un V8 aspirato Coyote da 5,4 litri, progettato e costruito internamente da Ford a Dearborn. Un propulsore che stabilisce un collegamento diretto con la tecnologia impiegata nei programmi sportivi della casa e, in particolare, con la famiglia Mustang da competizione.

Il programma è gestito direttamente da Ford Racing, nell'ambito della strategia che ha riunito sotto un'unica organizzazione le attività agonistiche globali della casa americana. L'obiettivo è accelerare il trasferimento di competenze e tecnologie tra pista e produzione, sfruttando l'esperienza maturata nelle diverse discipline del motorsport.

Sei piloti per una sfida mondiale

A guidare lo sviluppo della nuova Hypercar sarà una formazione di sei piloti ufficiali, costruita mettendo insieme esperienza nelle gare endurance, conoscenza dei prototipi e velocità.

Il gruppo comprende Matt Campbell, Nick Yelloly e Tom Blomqvist, ai quali si aggiungono Logan Sargeant, Mike Rockenfeller e Sebastian Priaulx. Campbell, Yelloly e Blomqvist sono stati gli ultimi tre nomi annunciati da Ford a completamento della formazione ufficiale.

Campbell porta in dote esperienza e successi nel FIA WEC e nell'IMSA, mentre Yelloly vanta una lunga esperienza nelle gare di durata, compresa una vittoria di classe a Le Mans, oltre ai successi alla 24 Ore del Nürburgring e alla 24 Ore di Spa. Blomqvist può invece contare su un palmarès particolarmente ricco nei prototipi, con due vittorie assolute alla 24 Ore di Daytona e il titolo IMSA DPi.

Per Sargeant il programma Hypercar rappresenterà un ulteriore capitolo della sua esperienza con Ford, dopo l'attività nella classe GT3, mentre Rockenfeller e Priaulx completano un gruppo che dovrà essere coinvolto non soltanto nelle gare ma anche nello sviluppo della vettura.

Proprio Campbell, Rockenfeller e Blomqvist erano presenti durante lo shakedown iniziale, mentre Campbell e Logan Sargeant hanno successivamente portato la vettura in pista a Le Castellet il 17 agosto. Blomqvist è atteso nei prossimi giorni per proseguire il lavoro di sviluppo.

Sessant'anni dopo la GT40, Ford torna a puntare su Le Mans

Dietro il nuovo progetto c'è naturalmente anche una componente storica impossibile da ignorare.

Nel 2027 Ford tornerà infatti nella categoria regina della 24 Ore di Le Mans a quasi sessant'anni dall'epoca della leggendaria GT40, protagonista di uno dei capitoli più celebri nella storia della corsa francese. Tra il 1966 e il 1969 la GT40 conquistò infatti quattro vittorie assolute consecutive, imponendosi come una delle vetture simbolo dell'endurance mondiale.

Il legame con Le Mans si è riacceso anche in epoca più recente: nel 2016, esattamente cinquant'anni dopo il primo trionfo assoluto, la Ford GT conquistò la vittoria nella classe LMGTE Pro, riproponendo la sfida alla Ferrari nella categoria Gran Turismo.

La prossima sfida sarà però completamente diversa. Ford non tornerà a La Sarthe con una GT, ma con una vera Hypercar destinata a competere per la vittoria assoluta. L'obiettivo è inserirsi in una classe che negli ultimi anni ha vissuto una crescita senza precedenti e che nel 2027 accoglierà anche un'altra grande casa britannica, McLaren, con la MCL-HY

Un WEC 2027 sempre più ricco

Il debutto Ford si inserirà in un FIA WEC che nel 2027 raggiungerà una nuova dimensione internazionale. Il calendario approvato dalla FIA prevede nove appuntamenti, con il ritorno della 6 Ore di Silverstone e la conferma di circuiti ormai tradizionali come Imola, Spa-Francorchamps, Le Mans, Interlagos, Austin, Fuji e Bahrain.

L'arrivo di Ford e McLaren contribuirà ulteriormente ad alimentare la crescita della categoria Hypercar, già protagonista di un'espansione senza precedenti. La FIA ha infatti evidenziato come la classe regina abbia beneficiato negli ultimi anni dell'ingresso di numerosi costruttori, con l'attuale ciclo di omologazione destinato a garantire stabilità tecnica e regolamentare.

Il ritorno di Ford avrà quindi un peso che va oltre il semplice ingresso di un nuovo costruttore. La casa americana porterà nella classe regina del WEC una delle identità più riconoscibili dell'automobilismo mondiale, mettendola alla prova contro Ferrari, Toyota, Cadillac, BMW, Peugeot, Aston Martin e, dal 2027, McLaren.

Ora comincia la vera sfida

Le immagini della Ford Hypercar a Le Castellet segnano dunque il passaggio dalla fase progettuale a quella in cui saranno i chilometri a determinare il valore reale del progetto. Il lavoro da compiere prima dell'omologazione è ancora lungo e complesso: affidabilità, gestione dell'energia, prestazioni, aerodinamica e comportamento della vettura nelle differenti condizioni rappresenteranno altrettante aree di sviluppo. Per Ford il momento atteso è finalmente arrivato. Dopo mesi di progettazione, simulazioni e preparazione, la nuova Hypercar ha iniziato a muoversi sul circuito.

Il primo obiettivo non sarà ancora vincere, ma apprendere. Ogni giro completato a Le Castellet, ogni dato raccolto e ogni chilometro dei prossimi test contribuiranno a costruire la vettura che nel 2027 dovrà affrontare la sfida più importante: confrontarsi con i migliori costruttori del mondo nel FIA WEC e tornare a inseguire, quasi sessant'anni dopo la leggendaria epopea della GT40, il successo assoluto alla 24 Ore di Le Mans. La corsa è appena cominciata. E Ford, da oggi, ha finalmente iniziato a percorrerla anche in pista.

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Il FIA WEC 2026 si concluderà a Monza, rivisto il calendario alla luce degli eventi internazionali

  • Cancellati gli appuntamenti in Qatar e Bahrain a causa del perdurare dell'instabilità in Medio Oriente.
  • Fondamentale la necessità di garantire sicurezza e continuità logistica a costruttori, team e organizzazione.
  • Il Mondiale Endurance concluderà la stagione con due gare europee: debutto assoluto a Barcellona e ritorno a Monza.
  • L’Italia sarà l’unico Paese ad ospitare due prove del Mondiale Endurance 2026

di Salvatore Taronno

3 agosto 2026. Il FIA World Endurance Championship vivrà un finale di stagione completamente ridisegnato. FIA e Automobile Club de l'Ouest hanno infatti annunciato una significativa revisione del calendario 2026, confermando che gli ultimi due appuntamenti dell'anno non si svolgeranno più in Qatar e Bahrain, bensì in Europa, sui circuiti di Barcellona e Monza.

Una decisione maturata dopo settimane di attente valutazioni, rese necessarie dal perdurare delle tensioni geopolitiche nell'area mediorientale. La situazione di instabilità, che continua a influenzare i collegamenti internazionali e le operazioni di trasporto delle merci attraverso il Golfo Persico, ha reso impossibile garantire le necessarie condizioni operative per disputare regolarmente i due eventi conclusivi della stagione. Per questo FIA e organizzatori del campionato hanno preferito individuare una soluzione alternativa, capace di assicurare il regolare svolgimento del mondiale senza compromettere sicurezza e logistica.

A sottolineare l'importanza della scelta è stato il CEO del FIA WEC, Frédéric Lequien, che ha spiegato come fino a poche settimane prima si confidasse ancora nella possibilità di correre in Medio Oriente. L'evoluzione della situazione ha però imposto una decisione tempestiva, indispensabile affinché costruttori, squadre, fornitori e organizzazione potessero riprogrammare con sufficiente anticipo la movimentazione del materiale e delle vetture.

Barcellona entra nella storia del Mondiale Endurance

Il penultimo appuntamento della stagione sarà rappresentato dalla prima 6 Ore di Barcellona, in programma dal 16 al 18 ottobre sul Circuit de Barcelona-Catalunya.

Pur essendo uno degli impianti più conosciuti del motorsport internazionale, il tracciato catalano non aveva mai ospitato una gara valida per il FIA World Endurance Championship. Negli ultimi anni, tuttavia, il circuito ha dimostrato una crescente vocazione per le competizioni endurance, diventando una presenza stabile nel calendario della European Le Mans Series e della Michelin Le Mans Cup e offrendo strutture moderne e un'organizzazione ormai collaudata.

Il layout di 4,657 chilometri presenta un interessante equilibrio tra curve ad alta percorrenza, staccate impegnative e lunghi rettilinei, caratteristiche che potrebbero favorire gare molto combattute sia nella classe Hypercar sia tra le LMGT3. Per il pubblico spagnolo rappresenterà inoltre un evento storico, con il debutto assoluto del WEC sul circuito alle porte di Barcellona.

Il gradito ritorno di Monza

La stagione si concluderà invece dal 6 all'8 novembre all'Autodromo Nazionale Monza, che torna così nel calendario iridato dopo due anni di assenza.

Tra il 2021 e il 2023 il tracciato italiano è stato teatro di tre edizioni consecutive della 6 Ore di Monza, vinte due volte da Toyota e una da Alpine, prima di lasciare spazio a Imola nel calendario 2024.

Il ritorno di Monza rappresenta quindi una sorta di ritorno alle origini per il campionato, che affiderà proprio allo storico circuito lombardo l'assegnazione dei titoli mondiali 2026.

L'aggiornamento del calendario non comporta soltanto una diversa distribuzione geografica degli eventi, ma potrebbe avere conseguenze anche sul piano sportivo.

Le gare originariamente previste erano infatti la Qatar 1812 km, con durata di circa dieci ore, e la tradizionale 8 Ore del Bahrain. Entrambe assegnavano un punteggio superiore rispetto alle classiche gare da sei ore. In mancanza di informazioni ufficiali al riguardo, non è ben chiaro se la loro sostituzione con le due gare da 6 Ore comporterà una riduzione dei punti disponibili negli ultimi due appuntamenti della stagione, modificando le possibilità di rimonta nella lotta ai titoli Piloti e Costruttori.

Per i protagonisti del mondiale sarà dunque fondamentale arrivare alle trasferte di Austin e Fuji con un margine consistente, poiché il finale europeo offrirà meno opportunità di recuperare terreno rispetto a quanto previsto dal calendario originario.

Dal punto di vista organizzativo, la scelta consente al FIA WEC di mantenere invariato il numero complessivo delle gare della stagione 2026, evitando una riduzione del calendario e preservando gli impegni assunti con costruttori, partner commerciali e televisioni.

Per il campionato si tratta anche di una dimostrazione di notevole capacità di adattamento. In pochi mesi gli organizzatori sono riusciti a individuare due circuiti perfettamente attrezzati e con la dovuta esperienza nell’accogliere manifestazioni internazionali di alto livello, limitando al minimo l'impatto di una situazione internazionale in continua evoluzione.

Il Mondiale Endurance si prepara quindi a un epilogo inedito ma ricco di fascino, che porterà Hypercar e LMGT3 a contendersi i titoli iridati su due tra i circuiti più iconici dell'automobilismo europeo.

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