XMOTORS TEAM PROTAGONISTA ALL'IMOLA CLASSIC
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BOLZONI JR. RITROVA LA FX ITALIAN SERIES AL MUGELLO
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MUGELLO, LA MITO CUP È TERRITORIO DI BOLZA CORSE
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DL Racing si gioca tutto a Monza nelle finalissime Lamborghini
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Campagna combatte finché può al Mugello
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PEDRINI VERSO IL GRAN FINALE: LA GT CUP EUROPE SI CHIUDE A BARCELLONA
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Passerella di Zeller nella Feature del Mugello
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Una schiera di campioni in gara in una competizione con 18 partecipanti.
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Simone Iaquinta “all in” nel gran finale Lamborghini a Monza
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MUGELLO, PAN RESTA IN CORSA PER LA TOP FIVE
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Rovera rimonta fino alla top-5 su Ferrari a Barcellona nel WEC
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GT World Challenge Europe: Mercedes-AMG Team GetSpeed trionfa a Portimão, Ferrari festeggia quattro nuovi titoli
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GT World Challenge Europe: la Porsche del Boutsen VDS conquista la sua prima pole Endurance all’ultimo round di Portimão
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ALL'IMOLA CLASSIC CON BUGANZA, ZOLI E ROMANINI
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RONCONI E GULINELLI, LA COPPIA D'ORO A MONZA
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FRANCESCO FASOLINO VINCE E CONVINCE A MONZA
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BUGANZA E ZOLI BRILLANO AL TEMPIO DELLA VELOCITÀ
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Campionato Italiano GT Sprint: Klingmann campione per un punto, a Monza assegnati gli ultimi titoli
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Kenzo Craigie vince Gara 1 a Monza. Sul podio Martinese e Ruta
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Aci Racing Weekend a Monza: tanto pubblico sulle tribune e nel paddock
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Campionato Italiano GT Sprint a Monza: in Gara 1 successo McLaren e Ferrari, titolo GT3 ancora aperto
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Scattato l'ACI Racing Weekend: assegnate le tre pole della E4
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Buona la prima per Mattia Drudi all’IMSA, vittoria di categoria GTPro con l’Aston Martin
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ELMS Portimão: United Autosports in pole, il titolo LMP2 è più vicino
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Aci Racing Weekend: Monza decisiva per i 12 titoli del Campionato Italiano GT Sprint
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GT World Challenge Europe: Green e Vermeulen firmano la Gara 2 di Barcellona
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GT World Challenge Europe: sotto la pioggia battente Aka e Pereira si aggiudicano Gara 1 a Barcellona
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Raptor Engineering vince anche a Barcellona nel McLaren Trophy
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Tris di podi per DL Racing a Barcellona nel Super Trofeo
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Pole e podio per Simone Iaquinta a Barcellona nel Super Trofeo
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Porsche si aggiudica la doppietta nel GT World Challenge Asia a Pechino, ottenendo ulteriori successi nella SRO GT Cup.
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Campionato Italiano GT Sprint: Klingmann campione per un punto, a Monza assegnati gli ultimi titoli

  • Jens Klingmann conquista il terzo titolo italiano GT3 assoluto con la BMW M4 GT3 Evo.
  • Dimitrov–Riccitelli vincono gara-2 con la Lamborghini VSR, ma chiudono il campionato a pari punti con il pilota tedesco.
  • Braschi–Machiels e Fontana–Gai conquistano i titoli GT3 Pro-Am e Am con le Ferrari 296 GT3 di Spirit of Racing.
  • Nella GT Cup, Giacomo e Matteo Pollini si laureano campioni della 1ª Divisione Pro-Am.
  • Francesco Galli conquista il titolo della 1ª Divisione Am al volante della Ferrari 296 Challenge.

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 ACI Sport

11 Ottobre 2026. Il Campionato Italiano Gran Turismo Sprint 2026 si è deciso negli ultimi metri della Gara-2 di Monza, con Jens Klingmann e Ugo De Wilde al volante della BMW M4 GT3 Evo del BMW Italia-Ceccato Racing Team. Per il pilota tedesco, già campione nel 2023 e nel 2024, è arrivato così il terzo titolo assoluto, al termine di un confronto serratissimo con Georgi Dimitrov e Simone Riccitelli, alla guida della Lamborghini Huracán GT3 Evo2 del team VSR.

Dimitrov e Riccitelli hanno conquistato la vittoria nell'ultima corsa stagionale, precedendo la McLaren 720S GT3 Evo di Raptor Engineering affidata a MacDonald–Cazzaniga e la vettura gemella di Cook–Denning. La BMW di Klingmann e De Wilde ha invece chiuso al decimo posto, risultato sufficiente per conservare il titolo.

Il finale è stato particolarmente combattuto: Clementi Pisani, su Lamborghini Huracán GT3 Evo2 di DL Racing, ha tentato di superare la BMW proprio nelle battute conclusive. Klingmann è riuscito a difendere la posizione con appena 367 millesimi di secondo di margine, conquistando il punto decisivo per il campionato.

La classifica finale ha premiato il pilota tedesco grazie alla discriminante dei piazzamenti: Klingmann e Dimitrov–Riccitelli hanno infatti concluso la stagione entrambi a quota 84 punti, con tre vittorie ciascuno. A fare la differenza è stato il maggior numero di secondi posti ottenuti dal portacolori BMW.

Spirit of Racing festeggia in Pro-Am e Am

La gara brianzola ha assegnato anche gli ultimi titoli GT3. Francesco Braschi e Jef Machiels, quarti assoluti con la Ferrari 296 GT3 di Spirit of Racing, hanno conquistato la vittoria di classe e il titolo italiano Pro-Am. Alle loro spalle, nella graduatoria assoluta, si sono classificati Ebrahim–Ferati e Michelotto–Zanon. Settima posizione per Ferrari–Renmans, secondi nella Pro-Am con la Ferrari 296 GT3 di Double TT Racing, davanti a Malvestiti–Guirreri, quindicesimi assoluti con la Mercedes-AMG GT3 di Antonelli Motorsport.

Spirit of Racing ha completato la propria giornata trionfale nella GT3 Am, dove Fabrizio Fontana e Stefano Gai hanno conquistato sia la vittoria di classe sia il titolo italiano con la Ferrari 296 GT3. La coppia ha concluso il campionato con un solo punto di vantaggio su Colombini–Zonzini, secondi di classe e tredicesimi assoluti con la Mercedes-AMG GT3 di Antonelli Motorsport. Terza posizione per Randazzo–Gilardoni con la Lamborghini Huracán GT3 Evo2 di DL Racing.

GT Cup: i Pollini conquistano la 1ª Divisione Pro-Am

In GT Cup, la vittoria di gara-2 è andata a Matteo Sartori e Mattia Simonini, protagonisti di una corsa condotta al comando fin dalle prime fasi. Al volante della Ferrari 296 Challenge di Zanasi Racing, i due hanno ottenuto la prima affermazione stagionale, gestendo efficacemente una gara condizionata da un incidente alla variante Ascari e da una lunga sospensione con bandiera rossa.

L'uscita di pista di Michal Bartoszuk, su Lamborghini Huracán ST Evo2 di MM Motorsport, ha richiesto l'intervento della safety car e successivamente lo stop della corsa per consentire il ripristino delle barriere. Il pilota è rimasto illeso. Dopo circa mezz'ora, la gara è ripresa dietro la safety car e, una volta effettuato il cambio pilota, Simonini ha mantenuto il comando fino al traguardo.

La sfida più importante riguardava però l'assegnazione del titolo della 1ª Divisione Pro-Am. Giacomo e Matteo Pollini, al volante della Lamborghini Huracán ST Evo2 di Pollini Racing, hanno dovuto rimontare dopo una partenza complicata, che aveva fatto scivolare Giacomo dalla terza alla settima posizione.

A modificare gli equilibri è stato anche l'incidente che ha coinvolto Comandini alla prima variante. I danni riportati dalla Ferrari 296 Challenge di Best Lap hanno costretto l'equipaggio Postiglione–Comandini a una sosta prolungata per le riparazioni, compromettendone la gara.

I cugini Pollini hanno così completato la rimonta necessaria per assicurarsi il titolo, chiudendo il campionato con un solo punto di vantaggio sugli equipaggi di Best Lap. Postiglione–Comandini hanno ottenuto il secondo posto nella classifica finale grazie alla discriminante delle vittorie stagionali, tre contro le due di Frassineti–Pegoraro, anch'essi secondi a pari punti.

Nella 1ª Divisione Am, Francesco Galli, affiancato da Simone Iaquinta, ha conquistato il titolo italiano con la Ferrari 296 Challenge di Krypton by DL Racing, grazie alla vittoria di classe ottenuta nell'ultimo appuntamento.

Si completa così il quadro della GT Cup Sprint 2026, che aveva già assegnato i titoli della 2ª Divisione: la Pro-Am a Luca Attianese e Paul Meijer, su Porsche 992 GT3 Cup di Apex Competition, e la Am a Massimo Abbati, su Porsche 992 GT3 Cup di SP Racing, matematicamente campione già dopo Gara-1.

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A Misano un incidente alla partenza compromette la gara di Rossi, vincono Weerts e Van der Linde

  • Charles Weerts e Kelvin van der Linde conquistano la gara del sabato sera a Misano, tornando al comando della Sprint Cup GT World Challenge Europe.
  • Il Team WRT firma una prestazione di altissimo livello, imponendosi nella classifica assoluta e conquistando anche il successo nella Silver Cup.
  • La Gold Cup sorride all'equipaggio Pereira-Aka con l'Audi di Tresor Attempto Racing, perfetta dalla pole position alla bandiera a scacchi.
  • In Bronze Cup il successo va alla Mercedes-AMG del GetSpeed Team Dubai, al termine di un acceso confronto con Winward Racing.
  • Weerts raggiunge inoltre il primato di 19 vittorie assolute nella Sprint Cup, eguagliando il record detenuto da Dries Vanthoor.

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 Salvatore Taronno / Mattiperlecorse

18 Luglio 2026. Charles Weerts e Kelvin van der Linde sono stati i grandi protagonisti della gara in notturna disputata sul Misano World Circuit, conquistando una vittoria autorevole che rilancia il Team WRT BMW al vertice della classifica della Sprint Cup del GT World Challenge Europe powered by AWS.

Il successo dell'equipaggio della BMW numero 32 è maturato fin dalle prime battute della corsa. Scattato dalla quarta posizione, Weerts è stato autore di una partenza impeccabile, sfruttando lo slancio esterno per portarsi immediatamente nelle posizioni di testa. Nello stesso momento, però, alle sue spalle si verificava un contatto che avrebbe condizionato l'intera gara.

Coinvolte nell'incidente la BMW numero 46 di Valentino Rossi, partita dalla pole position, la Porsche numero 80 del Lionspeed GP guidata da Ricardo Feller e l'Audi numero 66 del Tresor Attempto Racing affidata ad Andrea Frasinetti. La vettura della squadra italiana è finita in testacoda attraversando la pista all'indietro, evitando fortunatamente impatti con il resto del gruppo. A farne le spese è stata invece la Mercedes-AMG numero 3 del Team Verstappen Racing di Dani Juncadella, impossibilitata a evitare il contatto con l'Audi. Entrambe le vetture sono state costrette al ritiro prima ancora di raggiungere la prima curva.

L'ingresso della Safety Car ha ricompattato il gruppo. Alla ripartenza Weerts ha mantenuto il comando davanti alla Mercedes-AMG numero 87 di Winward Racing, condotta da Marvin Dienst, e alla Mercedes-AMG numero 12 del GetSpeed Team Dubai con Fabian Schiller. Alle loro spalle seguivano Valentino Rossi, la Mercedes numero 48 di Winward Racing, la Porsche numero 80 e la Ferrari numero 51 di AF Corse.

Proprio Porsche, Mercedes e Ferrari hanno riproposto il duello già visto nella 24 Ore di Spa dello scorso mese, con Lucas Auer impegnato a contenere gli attacchi di Ricardo Feller mentre Tommaso Mosca restava pronto ad approfittare di qualsiasi errore dei due rivali. Nonostante il ritmo elevato, le posizioni sono rimaste invariate fino all'apertura della finestra dei pit stop.

Ancora una volta il Team WRT si è distinto per rapidità ed efficienza nelle operazioni ai box, consentendo a Kelvin van der Linde di rientrare in pista saldamente al comando. Alle sue spalle, invece, la classifica è cambiata sensibilmente. Le Mercedes numero 87 e numero 12, iscritte alla Bronze Cup, hanno dovuto rispettare il tempo minimo di sosta previsto dal regolamento, perdendo terreno. Inoltre, la BMW numero 46 è stata penalizzata con dieci secondi per partenza anticipata.

La Porsche numero 80, grazie al miglior pit stop della gara, è così risalita fino alla seconda posizione con Bastian Buus al volante, davanti alla Mercedes-AMG numero 48 affidata a Maro Engel. Il tedesco ha ridotto progressivamente il distacco, senza però riuscire a costruire un attacco concreto nei confronti del giovane pilota danese.

A cinque minuti dalla conclusione, la direzione gara ha disposto una Full Course Yellow dopo che la McLaren numero 555 del CSA Racing è rimasta bloccata nella ghiaia. La neutralizzazione è rimasta in vigore fino alla bandiera a scacchi, consentendo a Van der Linde di amministrare senza rischi il vantaggio e conquistare il successo davanti a Buus ed Engel.

Alle spalle del podio ha chiuso la Ferrari numero 69 di Emil Frey Racing, migliore tra le vetture della Casa di Maranello, grazie all'ottima prestazione di Ben Green e Konsta Lappalainen. La quinta posizione assoluta ha invece premiato l'Audi numero 99 del Tresor Attempto Racing, vincitrice della Gold Cup con Dylan Pereira e Alex Aka, protagonisti di una gara perfetta dalla pole di categoria fino al traguardo.

La BMW numero 46 di Rossi e Max Hesse, nonostante la penalità, è riuscita a risalire fino alla sesta posizione assoluta grazie a un brillante secondo stint del pilota tedesco. A seguire hanno concluso la BMW numero 31 del Team WRT, l'Audi numero 84 di Eastalent Racing e la Ferrari numero 50 di AF Corse.

Il Team WRT ha completato una serata praticamente perfetta conquistando anche il successo nella Silver Cup con Matisse Lismont e Ignacio Montenegro sulla BMW numero 30, equipaggio che ha chiuso la gara all'interno della top ten assoluta.

Molto combattuta anche la sfida della Bronze Cup. A prevalere è stata la Mercedes-AMG numero 12 del GetSpeed Team Dubai con Gabriel Rindone, capace di precedere la Mercedes numero 87 di Winward Racing guidata da Rinat Salikhov. Quest'ultimo aveva mantenuto il comando della categoria dopo i pit stop, ma un apparente inconveniente tecnico gli è costato secondi preziosi. Nel finale Salikhov ha tentato il recupero senza riuscire a ricucire il divario, difendendosi infine dagli attacchi della Ferrari numero 74 di Kessel Racing condotta da Dustin Blattner.

Grazie a questo risultato, Weerts e Van der Linde raggiungono in testa alla classifica della Sprint Cup Ricardo Feller e Bastian Buus: entrambi gli equipaggi salgono a quota 30,5 punti dopo le prime tre gare stagionali. Il weekend romagnolo proseguirà domenica con la seconda sessione di qualifica e la gara conclusiva del fine settimana, decisive per delineare ulteriormente gli equilibri del campionato.

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FIA WEC: BMW vince la 6 Ore di San Paolo 2026, sul podio Ferrari e Cadillac

  • BMW conquista la 6 Ore di San Paolo con Magnussen, Marciello e Vanthoor.
  • Ferrari seconda dopo un acceso duello, Cadillac completa il podio.
  • In LMGT3 trionfa la Corvette del Racing Team Turkey by TF.
  • Il Mondiale Endurance entra nel vivo con la lotta al titolo sempre più aperta.

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI

12 Luglio 2026. La BMW torna protagonista nel FIA World Endurance Championship 2026 e conquista la 6 Ore di San Paolo, firmando il secondo successo stagionale che riapre con forza la corsa al titolo assoluto. Sul circuito di Interlagos, la BMW M Hybrid V8 numero 15 di Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor ha saputo imporsi al termine di una gara intensa e combattuta, precedendo la Ferrari 499P numero 51 di AF Corse e la Cadillac V-Series.R numero 12 del team Hertz JOTA.

La gara brasiliana ha offerto un confronto serrato tra i tre costruttori, ai quali si è aggiunta anche l’Alpine per buona parte della gara, con distacchi minimi fino alla bandiera a scacchi. Meno di sette secondi hanno separato i primi tre classificati al termine di una corsa caratterizzata da grande equilibrio, interrotta soltanto da un breve periodo di Full Course Yellow nella seconda ora e conclusa da tutti i 35 equipaggi partiti.

Cadillac aveva monopolizzato la prima fila nella sessione di Hyperpole del sabato, ma allo spegnimento dei semafori Kevin Magnussen ha subito sferrato il primo attacco con la BMW numero 15. Il pilota danese ha dapprima superato Earl Bamber e, all'undicesimo giro, ha conquistato la seconda posizione alla celebre curva Ferradura, lanciandosi quindi all'inseguimento del leader Will Stevens.

L'episodio chiave è arrivato durante la prima tornata di soste ai box, quando un problema al dado di una ruota ha rallentato la Cadillac numero 12, consentendo alla BMW di assumere il comando della corsa. Da quel momento il team WRT ha gestito con precisione strategia e cambi pilota, sfruttando le ottime prestazioni di Magnussen e Raffaele Marciello, prima del doppio stint conclusivo affidato a Dries Vanthoor.

Nonostante le condizioni fisiche non ottimali, il pilota belga ha mantenuto sangue freddo negli ultimi chilometri, resistendo agli attacchi della Ferrari numero 51 di James Calado, Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi e alla rimonta finale della Cadillac di Will Stevens e Norman Nato. Un finale ad alta tensione che ha premiato la solidità dell'equipaggio BMW, autore di una prova praticamente perfetta.

Per la casa bavarese si tratta della seconda vittoria stagionale, un risultato che rilancia con decisione le ambizioni iridate in vista delle quattro prove ancora in calendario.

Grande soddisfazione anche per Ferrari AF Corse, che con il secondo posto mantiene ancora un ruolo di primo piano nella corsa al campionato, mentre Cadillac conferma la competitività dimostrata fin dalle qualifiche completando il podio con la vettura partita dalla pole position.

Spettacolo anche nella categoria LMGT3, dove la lotta per la vittoria ha coinvolto numerosi costruttori, tra cui Ford, Corvette, Mercedes e BMW. A prevalere è stata la Corvette numero 34 del Racing Team Turkey by TF, affidata a Salih Yoluç, Charlie Eastwood e Peter Dempsey, che ha regalato al marchio americano il secondo successo consecutivo dopo quello ottenuto dalla vettura gemella alla 24 Ore di Le Mans. Alle sue spalle hanno chiuso la BMW numero 69 del Team WRT con Parker Thompson, Anthony McIntosh e Daniel Harper, mentre il terzo gradino del podio è andato alla Porsche numero 92 del team The Bend Manthey, portata in gara da Richard Lietz, Riccardo Pera e Yasser Shahin.

Dopo il giro di boa di Interlagos, il Mondiale Endurance 2026 entra nella sua fase decisiva. BMW rilancia le proprie ambizioni iridate, Ferrari resta pienamente in corsa e Cadillac conferma di poter recitare un ruolo da protagonista. Le quattro gare rimanenti promettono una sfida sempre più serrata per la conquista del titolo. Prossimo appuntamento: la Lone Star Le Mans negli Stati Uniti il 6 settembre.

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Toyota torna regina alla 24 Ore di Le Mans, Ferrari fuori dal podio

  • Toyota conquista la 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans e sfiora la doppietta dopo una gara combattutissima fino all’ultimo giro.
  • BMW chiude seconda e torna sul podio assoluto della classica francese a distanza di 27 anni.
  • Cadillac sfiora il successo ma paga penalità e problemi tecnici che ne compromettono la corsa alla vittoria.
  • Gara drammatica per le Ferrari 499P che non riescono a fare meglio di un quinto e settimo posto.
  • In LMGT3 trionfa Corvette con TF Sport al termine di una sfida serrata contro Lexus e Aston Martin.
  • Inter Europol Competition domina la LMP2, firmando una storica doppietta nella categoria.

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI

14 giugno 2026. Una delle edizioni più avvincenti degli ultimi anni ha incoronato nuovamente Toyota sul gradino più alto del podio della 24 Ore di Le Mans. Nella 94ª edizione della leggendaria corsa francese, disputata da ieri a oggi davanti a una folla record di 350.105 spettatori, la casa giapponese ha avuto la meglio su BMW e Cadillac al termine di una battaglia mozzafiato, tornando al successo sul circuito della Sarthe dopo quattro anni di attesa.

A rendere ancora più straordinario il risultato è stato il margine finale: appena 10,913 secondi tra la vettura vincitrice e la seconda classificata, il distacco più ridotto mai registrato nella storia del FIA World Endurance Championship.

Le basi del successo Toyota sono state gettate fin dalle prime fasi della gara. Partite soltanto dalla 14ª e 15ª posizione della griglia Hypercar, le due GR010 Hybrid hanno beneficiato di una strategia aggressiva che ha consentito loro di guadagnare rapidamente terreno e inserirsi nella lotta per il vertice.

La Toyota numero 8, affidata a Brendon Hartley, Ryō Hirakawa e Sébastien Buemi, già vincitrice a Imola, sembrava avere la vittoria in pugno dopo aver superato sia la Cadillac numero 12 sia la BMW numero 20, ed aver preso il comando della gara.

La svolta è arrivata nella mattinata di domenica con il secondo intervento della safety car, resosi necessario dopo il violento incidente che ha coinvolto Ayhancan Güven nella categoria LMGT3. La neutralizzazione ha consentito alla Toyota numero 7 di Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries di rientrare pienamente in corsa nonostante una foratura lenta nelle prime ore e un problema al sensore dell’albero di trasmissione che ne aveva rallentato il recupero.

Da quel momento la sfida si è trasformata in una battaglia a quattro tra le due Toyota, la Cadillac numero 12 e la BMW numero 20. La velocità impressionante di Kobayashi, i sorpassi decisivi di De Vries e una favorevole gestione delle neutralizzazioni hanno infine fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte dell’equipaggio della vettura numero 7.

Kobayashi ha tagliato il traguardo in prima posizione regalando a Toyota il 51° successo nel FIA WEC in 102 partecipazioni, un dato che conferma l’eccezionale rendimento della casa giapponese nel mondiale endurance. Il risultato permette inoltre al marchio di balzare in testa sia alla classifica Costruttori sia a quella Piloti.

Alle spalle della Toyota vincitrice si è classificata la BMW numero 20 di Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde. Pur non riuscendo a contrastare il ritmo delle vetture giapponesi nelle ultime ore, il secondo posto rappresenta per il marchio bavarese il primo podio assoluto a Le Mans dal celebre successo ottenuto nel 1999.

Terzo gradino del podio per la Toyota numero 8, mentre la Cadillac V-Series.R numero 12 di Norman Nato, Will Stevens e Louis Delétraz ha chiuso in quarta posizione. Per il costruttore americano resta il rammarico di una vittoria sfuggita a causa di una penalità per violazione della “slow zone” e di due soste straordinarie ai box che hanno compromesso una gara fino a quel momento impeccabile.

Più sfortunata la Cadillac numero 38 di Sébastien Bourdais, Jack Aitken ed Earl Bamber, rimasta in lotta per le posizioni di vertice fino a metà gara prima di perdere sette giri per un problema al servosterzo e successivamente ritirarsi.

Delusione invece per Ferrari, vincitrice delle ultime tre edizioni. Le 499P ufficiali non sono mai riuscite a inserirsi concretamente nella lotta per il successo assoluto. La migliore delle vetture di Maranello, la numero 51, ha concluso al quinto posto, mentre la numero 50 è stata costretta al ritiro.

LMGT3: Corvette conquista la decima vittoria

Nella categoria LMGT3 il successo è andato a Corvette grazie al team TF Sport, protagonista di una prestazione impeccabile che ha permesso di respingere gli attacchi delle Lexus di Akkodis ASP Team e delle Aston Martin di Heart of Racing Team.

Partita dalla 17ª posizione, la Corvette numero 33 ha costruito il proprio successo grazie a una strategia coraggiosa che ha visto il pilota Bronze Ben Keating impegnato per gran parte delle prime ore di gara. Il texano, al debutto stagionale nel FIA WEC dopo il recupero da un infortunio al gomito, ha mantenuto la vettura nelle posizioni di vertice prima di cedere il volante a Nicky Catsburg e Jonny Edgar.

Una volta in testa, l’equipaggio non ha più lasciato il comando fino alla bandiera a scacchi, regalando al costruttore americano il decimo successo di categoria nella storia della 24 Ore di Le Mans.

Secondo posto per la Lexus numero 78 di Akkodis ASP Team, con Hadrien David, Tom van Rompuy e Jack Hawksworth protagonisti di una prestazione veloce e priva di errori. Terza posizione per l’Aston Martin numero 23 di Eduardo “Dudu” Barrichello, Jonny Adam e Gray Newell.

LMP2: doppietta Inter Europol Competition

Nella categoria LMP2 è stata ancora una volta Inter Europol Competition a imporsi. La squadra polacca ha conquistato la terza vittoria negli ultimi quattro anni, dominando la corsa e celebrando una prestigiosa doppietta.

La Oreca-Gibson numero 43 di Tom Dillmann, Nick Yelloly e Jakub Smiechowski ha preceduto la vettura gemella numero 343 di Nico Müller, Reshad de Gerus e Bijoy Garg. A completare il podio è stato il team Forestier Racing by Panis.

Sfortunato il team Duqueine, a lungo leader della categoria, costretto al ritiro nelle ultime quattro ore a causa di problemi ai freni.

Il FIA World Endurance Championship tornerà in pista tra quattro settimane con la Rolex 6 Ore di San Paolo, in programma dal 10 al 12 luglio, appuntamento che potrebbe già fornire importanti indicazioni nella corsa ai titoli mondiali 2026.

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Le Mans 2026: la Ferrari vincitrice dello scorso anno già eliminata nella prima sessione di qualifiche, Alpine e Cadillac in testa

  • Clamorosa eliminazione in qualifica per la Ferrari n.83 AF Corse, vincitrice della 24 Ore di Le Mans 2025.
  • Alpine fa segnare il miglior tempo davanti a Cadillac in una sessione caratterizzata da distacchi minimi.
  • Le Ferrari ufficiali n.50 e n.51 si salvano in extremis con la 14° e 15° posizione
  • Delusione anche per Peugeot, che resta fuori dalle sessioni Hyperpole con entrambe le vetture.
  • Genesis Magma Racing porta entrambe le vetture tra i migliori quindici.
  • In LMGT3 brillano Corvette e nuovi protagonisti, mentre alcuni nomi di peso restano esclusi. 

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI

10 Giugno 2026. La prima sessione di qualifiche che ha aperto il programma della 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans, in programma il 13 e 14 giugno, ha portato immediatamente ad un risultato inatteso: la Ferrari 499P numero 83 di AF Corse, vincitrice dell'edizione 2025, è stata eliminata già al primo turno e non prenderà parte alle sessioni Hyperpole previste per domani.

Nei 30 minuti di qualifica, che assegnavano i 15 posti disponibili per l'Hyperpole 1, la classifica è cambiata continuamente grazie all'utilizzo di pneumatici nuovi e ai miglioramenti progressivi del tracciato. L'attenzione si è però concentrata soprattutto sulle posizioni di fondo, dove si consumava la lotta per evitare l'eliminazione.

Per la Ferrari gialla numero 83, il fine settimana si rivela particolarmente complicato. Dopo l'uscita di pista di Yifei Ye alla curva di Mulsanne durante la prima sessione di prove libere, Phil Hanson non è riuscito a risollevare le sorti dell'equipaggio. Il pilota britannico ha spinto al limite, arrivando persino a mettere le ruote sull’erba all'uscita delle Forest Esses, ma il suo miglior giro è valso soltanto il 17° posto su 18 Hypercar iscritte.

Insieme alla Ferrari campione in carica restano escluse dall'Hyperpole anche le due Peugeot 9X8 del Team Peugeot TotalEnergies. La Casa francese, già in difficoltà sul Circuit de la Sarthe nelle ultime stagioni, non è riuscita a mostrare progressi significativi neppure nell'appuntamento casalingo.

In cima alla classifica, invece, è festa per Alpine. Ferdinand Habsburg ha ottenuto il miglior tempo precedendo di appena 13 millesimi di secondo Louis Delétraz sulla Cadillac. Un margine minimo che conferma l'estremo equilibrio della categoria Hypercar: nel corso della sessione, infatti, le prime cinque vetture sono state racchiuse in meno di un decimo di secondo.

Cadillac ha ulteriormente confermato la propria competitività grazie al terzo posto conquistato da Jordan Taylor con la V-Series.R numero 101 del team WTR. Molto vicino anche il francese Sébastien Bourdais, quinto con la Cadillac numero 38, mentre tra i due si è inserita la BMW numero 20 di René Rast, già vincitore a Spa e per alcuni minuti leader della graduatoria.

Sesta posizione per Kevin Magnussen sulla BMW M Hybrid V8 numero 15. Ottima anche la prova delle Aston Martin Valkyrie, entrambe stabilmente nella top ten dopo aver occupato temporaneamente le prime due posizioni. Tra le sorprese della giornata spicca Genesis Magma Racing: al debutto assoluto a Le Mans, la squadra è riuscita a qualificare entrambe le GMR-001 per l'Hyperpole 1, precedendo tutte e tre le Ferrari presenti in pista.

LMGT3: Corvette protagonista, ma non mancano le sorprese

Nella categoria LMGT3 è stato Peter Dempsey a imporsi nella sessione riservata ai piloti Bronze. L'irlandese, al volante della Corvette numero 34 del Racing Team Turkey by TF, ha confermato l'ottimo stato di forma già mostrato a Imola, chiudendo con due decimi di vantaggio su Eric Powell, con la Ford Mustang della Proton Competition.

Alle loro spalle si è messo in evidenza Gray Newell sulla Aston Martin Vantage numero 23 del team Heart of Racing. Un dato curioso accomuna i primi tre classificati: tutti stanno disputando la loro prima 24 Ore di Le Mans.

James Cottingham ha conquistato il quarto posto grazie a un eccellente giro finale dopo essere stato a lungo in zona eliminazione, mentre Darren Leung ha completato la top five con la BMW numero 32 del Team WRT.

Accedono all'Hyperpole anche entrambe le Ferrari VISTA AF Corse, le due Lexus dell'Akkodis ASP Team, una seconda Ford Mustang Proton Competition, un'altra Aston Martin Heart of Racing, una BMW Team WRT e la Mercedes-AMG numero 61 di Iron Lynx. Una terza Ferrari 296, la numero 74 del team Kessel, fa meglio delle due ufficiali, classificandosi sesta.

Per appena 65 millesimi di secondo riesce a qualificarsi Yasser Shahin sulla Porsche Manthey numero 92, vincitrice della scorsa edizione. Grande delusione, al contrario, per Ben Keating: il due volte vincitore della classe LMGTE Am non supera il taglio e conclude soltanto 18° con la Corvette gemella della vettura più veloce della sessione.

Sorprende inoltre l'eliminazione di entrambe le McLaren del team Garage 59, che saranno costrette a partire rispettivamente dalla 17ª e dalla 23ª posizione di categoria.

LMP2: continua a brillare Doriane Pin

Nella classe LMP2 prosegue l'ottimo momento di Doriane Pin. La pilota del Team Duqueine ha fatto registrare il miglior tempo precedendo di poco più di mezzo secondo il giovane talento Ian Aguilera, impegnato con la Oreca-Gibson del team CLX Motorsport.

Restano invece esclusi dall'Hyperpole gli equipaggi delle vetture numero 44 Proton Competition, numero 25 Algarve Pro Racing, numero 48 RD Limited e numero 3 DKR Engineering.

Il programma proseguirà questa sera con la seconda sessione di prove libere (FP2), in calendario dalle 22,00 alle 24,00 ora locale.

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FIA WEC 6 Ore di Spa: sorpresa Peugeot in qualifica ma exploit BMW in gara

  • BMW torna al successo assoluto nel Mondiale Endurance dopo 27 anni conquistando una storica doppietta alla 6 Ore di Spa-Francorchamps.
  • Strategia perfetta, ritmo impeccabile e gestione magistrale della gara hanno permesso al team WRT di dominare davanti al pubblico di casa.
  • Ferrari e Toyota costrette a inseguire in una corsa spettacolare e ricca di colpi di scena ma anche di incidenti che hanno portato in pista quattro safety car.
  • Una penalità inflitta nel post-gara alla Ferrari AF Corse n.21 di Hériau – Mann – Rovera spalanca le porte al successo della McLaren n.10 di Garage59.
  • Rimonta straordinaria per Fleming, Kirchhöfer e Antares Au, che erano partiti dalla quindicesima posizione in griglia.

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI

9 Maggio 2026. BMW ha scritto oggi una pagina importante della propria storia sportiva tornando sul gradino più alto del podio nel FIA World Endurance Championship grazie al successo ottenuto nella 6 Ore di Spa-Francorchamps, secondo appuntamento stagionale del Mondiale Endurance 2026.

Sul celebre tracciato belga delle Ardenne, davanti a oltre 100 mila spettatori accorsi per il weekend, il BMW M Team WRT – squadra di casa con sede nei pressi di Liegi – ha costruito una vittoria destinata a restare nella memoria. Partite soltanto dalla decima e undicesima posizione della griglia Hypercar, le due BMW M Hybrid V8 sono riuscite a ribaltare completamente gli equilibri della corsa grazie a una strategia aggressiva e a una gestione impeccabile delle varie fasi di gara.

Determinante si è rivelata la scelta effettuata dal team durante la prima tornata di pit-stop, al termine della prima ora: la BMW numero 20 è stata rifornita con una quantità ridotta di carburante, consentendo a René Rast di guadagnare la leadership. Il pilota tedesco ha poi consolidato il vantaggio facendo segnare anche il giro più veloce in gara prima di cedere il volante a Sheldon van der Linde dopo circa un quarto di gara.

Con pista libera davanti a sé, il sudafricano ha mantenuto un ritmo elevatissimo, permettendo alla vettura di restare saldamente al comando anche nelle fasi successive. Una delle quattro safety car entrate in pista nel corso delle sei ore ha poi favorito ulteriormente la strategia BMW, consentendo alla squadra di riallinearsi ai rivali senza perdere la prima posizione.

Nel finale Robin Frijns ha gestito il margine sugli inseguitori mentre alle sue spalle infuriava la battaglia per il podio. Fondamentale anche il lavoro svolto da Kevin Magnussen sulla BMW numero 15 condivisa con Dries Vanthoor e Raffaele Marciello: il danese ha difeso con grande determinazione la seconda posizione dagli attacchi feroci di Ferrari e Toyota, regalando così al marchio bavarese una straordinaria doppietta.

Per BMW si tratta del primo successo assoluto in una gara endurance internazionale dal trionfo ottenuto alla 24 Ore di Le Mans del 1999, un risultato che rilancia il costruttore anche nelle classifiche iridate. Grazie alla vittoria di Spa, infatti, Rast e Frijns salgono in vetta al campionato piloti, mentre BMW conquista il primato nella graduatoria costruttori.

Se la BMW numero 20 ha costruito il proprio successo attraverso una strategia perfetta, la gara della vettura gemella è stata decisamente più movimentata. La numero 15 è infatti sopravvissuta anche a due contatti con la Ferrari numero 51, mentre Magnussen si è reso protagonista di una prestazione estremamente combattiva sia nelle prime fasi sia nel finale, resistendo agli attacchi delle Hypercar rivali equipaggiate con pneumatici più freschi.

Alle spalle delle BMW, la Ferrari numero 50 di Antonio Fuoco, Nicklas Nielsen e Miguel Molina ha conquistato il terzo gradino del podio dopo una gara complessa. L’equipaggio ufficiale Ferrari AF Corse ha dovuto infatti fare i conti con un problema durante un pit-stop nella seconda ora di gara, quando un inconveniente a un dado ruota è costato circa venti secondi preziosi.

Toyota ha invece visto sfumare il podio nel finale: Kamui Kobayashi è stato superato a sei giri dalla conclusione dall’Aston Martin Valkyrie guidata da Tom Gamble e Harry Tincknell, che hanno così ottenuto il miglior risultato finora conquistato dalla Hypercar britannica nel FIA WEC con il quarto posto finale.

Buona prestazione anche per Genesis Magma Racing, che alla sua seconda apparizione nella categoria Hypercar è riuscita già a entrare in zona punti grazie all’ottavo posto conquistato dalla vettura affidata a Pipo Derani, André Lotterer e Mathys Jaubert.

Weekend amaro, invece, per i costruttori francesi Alpine e Peugeot. Entrambi i marchi erano in piena lotta per le posizioni di vertice prima di vedere svanire ogni possibilità di podio. L’Alpine numero 35 è uscita di scena dopo il violento incidente di António Félix da Costa a meno di trenta minuti dalla conclusione, mentre la Peugeot numero 94 – reduce dalla storica pole position conquistata da Malthe Jakobsen – ha perso terreno in seguito a un contatto con la Mercedes-AMG LMGT3 del team Iron Lynx.

Classe LMGT3

La 6 Ore di Spa-Francorchamps ha regalato una giornata indimenticabile al team Garage 59, che nella classe LMGT3 ha conquistato una prestigiosa vittoria con la McLaren GT3 Evo numero 10 affidata a Tom Fleming, Marvin Kirchhöfer e Antares Au. Per il costruttore britannico si tratta del secondo successo nella categoria nel FIA World Endurance Championship, arrivato appena tre settimane dopo la grande amarezza vissuta a Imola.

Sul circuito italiano, infatti, lo stesso equipaggio era stato costretto al ritiro quando mancavano soltanto 35 minuti al termine mentre occupava la testa della corsa. A Spa, invece, il trio ha completato una splendida rimonta partendo addirittura dalla quindicesima posizione della griglia LMGT3 e costruendo il successo grazie a una gara intelligente e perfettamente gestita.

Determinanti sono stati i primi stint molto solidi e regolari di Antares Au, seguiti da una fase centrale particolarmente brillante da parte di Tom Fleming, autore di un ritmo elevatissimo che ha consentito alla McLaren di risalire progressivamente la classifica. Nel finale Marvin Kirchhöfer ha poi amministrato la situazione con lucidità nelle ultime decisive ore di gara.

La vittoria in gara sembrava però destinata alla Ferrari 296 GT3 Evo numero 21 di AF Corse guidata da Alessio Rovera insieme a François Hériau e Simon Mann. L’equipaggio italiano, solidamente in testa nelle ultime frazioni di gara, aveva tagliato il traguardo davanti a tutti nella categoria, ma una penalità di cinque secondi inflitta per una “unsafe release” (una immissione pericolosa in pit lane) durante l’ultima sosta ai box ha completamente modificato la classifica finale.

La neutralizzazione provocata dall’ultima delle quattro safety car, a meno di 40 minuti dal termine, non ha inoltre consentito alla Ferrari di accumulare un margine sufficiente sulla McLaren per assorbire la penalità, consegnando così la vittoria al team Garage 59 con un vantaggio finale di 2”148.

Alle spalle della McLaren ha chiuso l’Aston Martin Vantage LMGT3 numero 27 del team Heart of Racing con Ian James, Zacharie Robichon e Mattia Drudi, mentre il terzo gradino del podio è andato alla Porsche 911 GT3 R Evo numero 92 del team Manthey guidata da Yasser Shahin, Riccardo Pera e Richard Lietz.

Nelle prime fasi della corsa si erano messi in evidenza anche le due Ford Mustang del team Proton Competition; Eric Powell aveva addirittura portato in testa la vettura numero 77 con un sorpasso deciso ai danni della Lexus RC F GT3 numero 78 del team Akkodis ASP a Eau Rouge. Tuttavia, pochi giri più tardi, un testacoda alla curva Stavelot ha compromesso la sua gara provocando anche il primo ingresso della safety car.

La Ford Mustang gemella numero 88 di Stefano Gattuso, Giammarco Levorato e Logan Sargent aveva poi preso il comando dopo il primo ciclo di soste, candidandosi seriamente alla vittoria, prima di essere penalizzata con due drive-through per ripetute violazioni dei limiti della pista, retrocedendo così fino alla dodicesima posizione finale.

Sfortunata anche la Lexus numero 78, partita dalla pole position con Tom Van Rompuy, Hadrien David ed Esteban Masson. La vettura è rimasta in lotta per il podio fino all’ultima ora di gara, quando un problema tecnico l’ha rallentata definitivamente.

A parziale consolazione per Proton Competition è arrivato il prestigioso Goodyear Wingfoot Award assegnato a Stefano Gattuso, riconoscimento votato dai tifosi del FIA WEC per premiare la prestazione più apprezzata del weekend.

Il FIA World Endurance Championship tornerà ora protagonista con l’appuntamento più atteso della stagione: la leggendaria 24 Ore di Le Mans, in programma in Francia dal 10 al 14 giugno.

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BMW trionfa a Valencia e si aggiudica il titolo Sprint Cup del GT World Challenge Europe

  • Il team BMW WRT supera il rivale Grasser in un epilogo emozionante della stagione
  • Emil Frey incoronato campione Gold grazie al successo decisivo di Vermeulen/Lulham
  • Boutsen VDS chiude in bellezza con la vittoria in Silver e il 4º posto assoluto di Panis/Gazeau
  • Blattner/Marschall conquistano il titolo Bronze con Kessel, successo di Buus/Mardini per Lionspeed

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2025 SRO / JEP

21 settembre 2025 – Charles Weerts e Kelvin van der Linde hanno conquistato il titolo GT World Challenge Europe powered by AWS Sprint Cup 2025 per il Team WRT, grazie al trionfo nella sfida decisiva andata in scena oggi al Circuit Ricardo Tormo di Valencia.

La BMW n.32 ha avuto la meglio al termine di una delle stagioni più combattute di sempre, in cui i pretendenti al titolo erano divisi da un margine minimo prima dell’ultimo confronto, una gara da 60 minuti che non ha deluso le aspettative.

In avvio, sembrava che la Lamborghini n.63 di Grasser Racing fosse destinata a laurearsi campione: Jordan Pepper era scattato dalla pole mantenendo la leadership, mentre il rivale diretto Marvin Kirchhöfer portava la McLaren n.59 di Garage 59 al secondo posto con una manovra decisa su Aurélien Panis (Mercedes-AMG n.10 Boutsen VDS) alla prima curva.

La BMW n.32 si trovava inizialmente in quarta posizione, ma ha mostrato il suo vero potenziale intorno al decimo minuto: Van der Linde ha superato la Mercedes-AMG n.10 sul rettilineo principale, per poi replicare poco dopo con un sorpasso altrettanto incisivo sulla McLaren.

Rimaneva da scalzare la Lamborghini di Pepper, connazionale e amico d’infanzia di Van der Linde: un duello spettacolare, ruota a ruota, che il sudafricano della BMW ha risolto proprio all’apertura della finestra dei pit stop.

Dopo i cambi pilota, Weerts si è ritrovato al volante della n.32 davanti a Luca Engstler, subentrato sulla n.63. Entrambi hanno mantenuto un passo molto simile fino al termine, ma la BMW ha dovuto resistere a un ultimo assalto: il traffico dei doppiaggi ha permesso a Engstler di ridurre il distacco a meno di un secondo.
Alla fine, Weerts ha tagliato il traguardo con 0.885 secondi di margine, conquistando la vittoria, il suo quarto titolo Sprint Cup personale e regalando a Team WRT l’undicesimo titolo di categoria. Per Van der Linde, invece, si tratta del primo alloro nel GT World Challenge al debutto come pilota ufficiale BMW.

Sul podio sono saliti, nell’ordine, la Lamborghini n.63 di Grasser Racing e la McLaren n.59 di Garage 59, rispecchiando la classifica finale di campionato.

Il quarto posto assoluto e la vittoria in Silver Cup sono andati alla Mercedes-AMG n.10 di Boutsen VDS, condotta da Aurélien Panis e Cesar Gazeau. Un risultato di rilievo per la squadra francese, che nonostante aver perso la possibilità di vincere il titolo sabato, ha comunque portato a casa punti preziosi per la classifica generale della Silver Cup.

In quinta e sesta posizione hanno concluso gli altri due contendenti sconfitti: la Porsche n.96 di Rutronik Racing e la Mercedes-AMG n.48 di Winward Racing. Quest’ultima ha rimontato dalla 16ª casella in griglia, ma non è mai stata realmente in lizza per difendere il titolo conquistato da Engel/Auer un anno fa.
Subito dietro sono arrivate due BMW che hanno completato il podio Silver: la n.992 di Paradine Competition, davanti alla n.30 di Team WRT.

Il nono posto assoluto è valso il trionfo in Gold Cup all’Emil Frey Racing, grazie alla Ferrari n.69 di Thierry Vermeulen e Chris Lulham. Dopo aver rischiato grosso nella prima parte di gara, con la McLaren n.58 di Garage 59 davanti e virtualmente campione, una penalità di 10 secondi inflitta a quest’ultima ha spianato la strada alla squadra svizzera, che ha preso il comando al pit stop.

La Bronze Cup ha visto la vittoria di tappa della Porsche n.89 Lionspeed GP di Bashar Mardini e Bastian Buus, insufficiente però per conquistare il titolo. Il campionato è infatti andato alla Ferrari n.74 Kessel Racing, terza al traguardo, guidata da Dustin Blattner e Dennis Marschall.

Con la Sprint Cup 2025 ufficialmente conclusa, resta da assegnare l’ultimo trofeo stagionale: la Endurance Cup, che si deciderà al Circuit de Barcelona-Catalunya nel weekend del 10–12 ottobre, con la tradizionale gara finale di tre ore.

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GT World Challenge Europe: BMW trionfa al Nürburgring con ROWE Racing

  • BMW ha avuto la meglio su Mercedes-AMG e Porsche in una giornata che ha visto i marchi tedeschi protagonisti assoluti.
  • Ferrari sfortunate: la N.51 di AF Corse Francorchamps Motors si è rtirata al penultimo giro quando era in lotta per il terzo posto; la n.74 del Kessel Racing ritirata per un incidente quando era al comando della Bronze Cup.
  • AlManar Racing by WRT conquista la vittoria in classe Gold e tiene vive le speranze per il titolo.
  • Boutsen VDS si aggiudica il successo in Silver dopo un finale al cardiopalma.
  • 2 Seas Motorsport vince in Bronze, approfittando della sfortuna della Ferrari n.74 del Kessel Racing.

di Salvatore Taronno

Photo Credit: ©2025 SRO / JEP

31 agosto 2025. Il team ROWE Racing ha centrato una storica vittoria nella gara Endurance Cup di tre ore al Nürburgring, regalando a BMW il primo trionfo assoluto in Germania nella serie GT World Challenge powered by AWS.
Il successo è arrivato grazie all’equipaggio della BMW n.98 composto da Raffaele Marciello, Augusto Farfus e Jesse Krohn, capaci di convertire la pole in vittoria davanti a oltre 25.000 spettatori presenti per un weekend ricco di emozioni e sorpassi tra le 61 vetture in griglia.

A poco più di un’ora dalla fine, la BMW n.98 si trovava in seconda posizione dietro all’Aston Martin n.7 di Comtoyou Racing, balzata al comando all’inizio del secondo stint. La situazione si è ribaltata a favore di ROWE Racing durante una fase di full-course yellow, che ha colto di sorpresa l’Aston Martin costretta a rientrare ai box proprio in quel momento. Il pit stop in regime di neutralizzazione è costato carissimo, lasciando via libera alla BMW. Al rientro della safety car, Marciello ha preso il volante e ha gestito senza problemi fino al traguardo.

“Questa vittoria significa tantissimo per la squadra,” ha commentato Krohn. “È la nostra gara di casa e questo circuito ci ha portato fortuna quest’anno. Augusto e Lello hanno fatto un lavoro incredibile, così come tutto il team e BMW. È un successo enorme.”
Il risultato arriva a distanza di poco più di due mesi dal trionfo nella 24 Ore del Nürburgring e dal successivo quinto posto alla 24 Ore di Spa.

Alle spalle della BMW si è piazzata la Mercedes-AMG n.48 di Mann-Filter (Auer/Cairoli/Engel), capace di rimontare dalla settima posizione in griglia fino al podio grazie anche al timing favorevole della neutralizzazione. Un risultato che rafforza la loro leadership in classifica Endurance Cup.

Terzo gradino del podio per la Porsche n.96 di Rutronik Racing (Niederhauser/Müller/Picariello), partita male e scivolata fuori dalla top 10, ma abile a recuperare nella fase centrale della corsa e a sfruttare anch’essa la neutralizzazione. Con questo piazzamento, il trio rimane a soli cinque punti dal vertice in vista della decisiva tappa di Barcellona.

In quarta posizione la Porsche n.22 Schumacher CLRT, protagonista di continui duelli per tutto l’arco della gara. Quinta la Ford Mustang GT3 n.64 di HRT Ford Performance, che aveva tagliato il traguardo addirittura in terza posizione dopo una prestazione eccellente, salvo poi retrocedere per una penalità di 10 secondi legata a un’infrazione durante il full-course yellow. Resta comunque il miglior risultato ottenuto finora dalla nuova Mustang GT3.

In classe Gold, sembrava che Verstappen.com Racing avesse conquistato vittoria e titolo, ma una penalità di 10 secondi ha ribaltato il verdetto, consegnando il successo alla BMW n.777 di AlManar Racing by WRT (Al Zubair/Klingmann/Tuck). La lotta per il campionato si deciderà quindi all’ultima prova.

La classe Silver ha visto prevalere la Mercedes-AMG n.10 di Boutsen VDS (Panis/Gazeau/Cabirou), capace di issarsi fino alla quinta posizione assoluta nell’ultima ora. Nonostante avesse perso la leadership a favore della McLaren n.188 di Garage 59, una penalità inflitta alla vettura britannica ha restituito il primato al team belga.

Colpo di scena in classe Bronze: la Ferrari n.74 di Kessel Racing stava dominando e sembrava destinata a chiudere i conti per il titolo, ma un contatto che ha mandato Conrad Laursen nella ghiaia a meno di un’ora dal termine ha compromesso tutto. La vittoria è andata così a 2 Seas Motorsport con la Mercedes-AMG n.222 affidata a Charles Dawson, Ben Barnicoat e al debuttante Tom Lebbon, davanti alle Porsche di Lionspeed GP e UNX Racing.

Le sorti dei titoli Endurance Cup 2025 si decideranno dal 10 al 12 ottobre al Circuit de Barcelona-Catalunya, teatro della gara conclusiva di tre ore della stagione.

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Vittoria BMW nel primo round del GT World Challenge Europe

  • La BMW ha conquistato la prima vittoria del GT World Challenge Europe 2025, con il Team WRT che si è aggiudicato la gara di sei ore al Circuit Paul Ricard
  • McLaren in vetta alla Gold Cup grazie alla vettura di CSA Racing condotta da Gachet/Rougier/Kell
  • Vittoria in Silver Cup per la BMW di Paradine Competition con Kellett/Clark/Ebrahim
  • La Ferrari di Kessel Racing rimonta e conquista la Bronze Cup con Blattner/Laursen/Marschall

di Salvatore Taronno

Foto: ©2025 SRO / JEP

13 Aprile 2025. La vettura n.32 della scuderia belga non era apparsa in qualifica come una seria contendente, ma in gara, subito dopo la partenza, ha subito iniziato a recuperare posizioni. Al momento dell’apertura della prima finestra di pit stop era quinta, mentre a metà gara era già in seconda posizione, con Charles Weerts e Ugo De Wilde che si erano alternati alla guida. Kevin van der Linde ha preso il volante e condotto la vettura nelle ultime due ore di gara raggiungendo ben presto la Porsche n. 96 del team Rutronik Racing, che era in testa dalla quarta ora. Il pilota sudafricano è passato subito all'attacco, avvicinandosi a Patric Niederhauser nell'ultima sequenza di curve per poi affiancarlo e completare il sorpasso in curva 1.

Niederhauser è inizialmente riuscito a mantenersi dietro alla BMW del Team WRT, ma con il progredire della gara Van der Linde si è allontanato, tagliando il traguardo con 4,3 secondi di vantaggio. Questo risultato regala a BMW il tredicesimo trionfo assoluto nella Endurance Cup e il terzo al Circuit Paul Ricard, assicurando inoltre un debutto vittorioso alla nuova M4 GT3 EVO.

Pur non riuscendo a conquistare la vittoria assoluta, Porsche ha comunque potuto festeggiare due gradini del podio: il secondo con la vettura n.96 del team Rutronik, il terzo con la n.22 del team Schumacher CLRT. Altri quattro marchi diversi hanno occupato le successive posizioni: la Mercedes-AMG n. 48 del Team Mann-Filter, quarta, seguita dall'Aston Martin n.7 del Comtoyou Racing, dalla BMW n. 98 del Rowe Racing e dalla McLaren n. 111 del CSA Racing.

La McLaren del team francese ha anche conquistato la vittoria nella Gold Cup in casa grazie al suo equipaggio composto da Simon Gachet, Arthur Rougier e James Kell. Il team Verstappen.com Racing ha conquistato un podio al suo debutto nella serie, piazzandosi al secondo posto con la sua Aston Martin dopo che Harry King ha completato un sorpasso in extremis sulla BMW n.777 dell'AlManar Racing by WRT.

Il risultato della Silver Cup è cambiato a poco più di un'ora dal termine, quando la BMW n. 992 del Paradine Competition ha superato la Lamborghini n.60 del VSR. Charles Clark ha compiuto la mossa vincente prima di cedere il volante a James Kellett per il traguardo, mentre Pedro Ebrahim era al volante nelle prime fasi. La Corvette n.24 della Steller Motorsport è riuscita a conquistare un superbo secondo posto al suo debutto nella serie, con l'Audi n.26 della Saintéloc Racing al terzo posto.

Kessel Racing ha vinto la Bronze Cup, gara inaugurale della stagione, per il secondo anno consecutivo. In questa occasione, è stata la Ferrari 296 n.74 a trionfare grazie a Dustin Blattner, Conrad Laursen e Dennis Marschall che, nonostante alcune difficoltà, si sono aggiudicati la vittoria. Hanno preceduto sul traguardo la BMW n.991 della Paradine Competition di soli 2,7 secondi, mentre la Ferrari gemella n.8 della Kessel Racing si è classificata terza.

La prima gara della stagione è stata straordinariamente pulita e priva di incidenti, con la nuova Safety Car Maserati GT2 Stradale che non ha avuto modo di essere inaugurata nel suo ruolo stagionale. Vi sono stati solo alcuni, brevi periodi di full-course yellow. Anche il tasso di abbandono è stato notevolmente basso, con 55 piloti classificati e solo quattro ritiri ufficiali. La grande competitività della serie è stata pienamente confermata, con sette marchi diversi che sono andati a podio al termine della gara. L'evento ha riscosso un grande successo, attirando un pubblico eccezionale che ha potuto immergersi nell'atmosfera del Circuit Paul Ricard grazie anche al Fan Village, punto di ritrovo centrale con maxi schermi che trasmettevano la gara, stand di cibo e bevande e un DJ set che ha animato la giornata. Il GT World Challenge tornerà in azione tra tre settimane con la partenza della Sprint Cup a Brands Hatch il 3 e 4 maggio, mentre l'Endurance Cup tornerà in pista a Monza dal 30 maggio al 1° giugno.

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Doppietta BMW alla 12 ore di Bathurst, Valentino Rossi secondo

di Salvatore Taronno

Foto: ©2025 Bathurst 12 Hour; ©2025 BMW M Motorsport

2 febbraio 2025. Il Team BMW WRT ha conquistato una splendida doppietta alla 12 Ore di Bathurst, tradizionale gara di durata australiana che si corre sullo spettacolare ed originalissimo tracciato di Mount Panorama.

Il trio composto da Kelvin van der Linde, il fratello Sheldon van der Linde ed Augusto Farfus, sulla BMW M4 GT3 n.32, ha completato 306 giri di pista validi per la vittoria, la prima dell’era GT3 per il brand tedesco su questa pista.

L'ultima ora è stata decisiva per l’esito della gara con la Ferrari di Arise Racing, la Porsche di Absolute Racing e i pole-sitter con la Mercedes-AMG di Craft-Bamboo Racing tutti ancora in lizza per il podio. Alla fine Kelvin van der Linde ha tagliato il traguardo con 10,2 secondi di vantaggio sulla BMW M4 gemella condotta da Raffaele Marciello, Valentino Rossi e Charles Weerts; la Mercedes-AMG n.75 del team 75 Energy di Jules Gounon/Luca Stolz/Kenny Habul, giunta terza, si è assicurata il quarto podio consecutivo, dopo le vittorie nel 2022 e nel 2023 e il secondo posto nel 2024. Quarto posto per la Ferrari 296 GT3 di Arise Racing condotta da Mostert / Brown / Serra.

La gara è stata molto tirata e combattuta, come sempre spettacolare ed emozionante con le vetture che sfrecciano sui saliscendi sfiorando i muretti dell’insidioso circuito dalla carreggiata ridotta. Numerosi gli incidenti, spesso distruttivi per le vetture coinvolte con il pilota australiano Stephen Grove finito all’ospedale dopo il volo spaventoso della sua Mercedes-AMG.

Da citare l’ardito sorpasso di Valentino Rossi ai danni della Mercedes di Jules Gounon, completato con due ruote fuori pista. La Ferrari n. 36 Arise Racing di Jaxon Evans/Alessio Rovera/Elliott Schutte/Brad Schumacher ha conquistato il titolo Pro-Am con l'ottavo posto assoluto, mentre la Lamborghini n. 93 Wall Racing di Tony D'Alberto/Brendon Leitch/Grant Denyer/Adrian Deitz ha ottenuto la vittoria della Silver Cup al nono posto.

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