Toyota torna regina alla 24 Ore di Le Mans, Ferrari fuori dal podio
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- Toyota conquista la 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans e sfiora la doppietta dopo una gara combattutissima fino all’ultimo giro.
- BMW chiude seconda e torna sul podio assoluto della classica francese a distanza di 27 anni.
- Cadillac sfiora il successo ma paga penalità e problemi tecnici che ne compromettono la corsa alla vittoria.
- Gara drammatica per le Ferrari 499P che non riescono a fare meglio di un quinto e settimo posto.
- In LMGT3 trionfa Corvette con TF Sport al termine di una sfida serrata contro Lexus e Aston Martin.
- Inter Europol Competition domina la LMP2, firmando una storica doppietta nella categoria.
di Salvatore Taronno
Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI
14 giugno 2026. Una delle edizioni più avvincenti degli ultimi anni ha incoronato nuovamente Toyota sul gradino più alto del podio della 24 Ore di Le Mans. Nella 94ª edizione della leggendaria corsa francese, disputata da ieri a oggi davanti a una folla record di 350.105 spettatori, la casa giapponese ha avuto la meglio su BMW e Cadillac al termine di una battaglia mozzafiato, tornando al successo sul circuito della Sarthe dopo quattro anni di attesa.
A rendere ancora più straordinario il risultato è stato il margine finale: appena 10,913 secondi tra la vettura vincitrice e la seconda classificata, il distacco più ridotto mai registrato nella storia del FIA World Endurance Championship.
Le basi del successo Toyota sono state gettate fin dalle prime fasi della gara. Partite soltanto dalla 14ª e 15ª posizione della griglia Hypercar, le due GR010 Hybrid hanno beneficiato di una strategia aggressiva che ha consentito loro di guadagnare rapidamente terreno e inserirsi nella lotta per il vertice.
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La Toyota numero 8, affidata a Brendon Hartley, Ryō Hirakawa e Sébastien Buemi, già vincitrice a Imola, sembrava avere la vittoria in pugno dopo aver superato sia la Cadillac numero 12 sia la BMW numero 20, ed aver preso il comando della gara.
La svolta è arrivata nella mattinata di domenica con il secondo intervento della safety car, resosi necessario dopo il violento incidente che ha coinvolto Ayhancan Güven nella categoria LMGT3. La neutralizzazione ha consentito alla Toyota numero 7 di Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries di rientrare pienamente in corsa nonostante una foratura lenta nelle prime ore e un problema al sensore dell’albero di trasmissione che ne aveva rallentato il recupero.
Da quel momento la sfida si è trasformata in una battaglia a quattro tra le due Toyota, la Cadillac numero 12 e la BMW numero 20. La velocità impressionante di Kobayashi, i sorpassi decisivi di De Vries e una favorevole gestione delle neutralizzazioni hanno infine fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte dell’equipaggio della vettura numero 7.
Kobayashi ha tagliato il traguardo in prima posizione regalando a Toyota il 51° successo nel FIA WEC in 102 partecipazioni, un dato che conferma l’eccezionale rendimento della casa giapponese nel mondiale endurance. Il risultato permette inoltre al marchio di balzare in testa sia alla classifica Costruttori sia a quella Piloti.
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Alle spalle della Toyota vincitrice si è classificata la BMW numero 20 di Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde. Pur non riuscendo a contrastare il ritmo delle vetture giapponesi nelle ultime ore, il secondo posto rappresenta per il marchio bavarese il primo podio assoluto a Le Mans dal celebre successo ottenuto nel 1999.
Terzo gradino del podio per la Toyota numero 8, mentre la Cadillac V-Series.R numero 12 di Norman Nato, Will Stevens e Louis Delétraz ha chiuso in quarta posizione. Per il costruttore americano resta il rammarico di una vittoria sfuggita a causa di una penalità per violazione della “slow zone” e di due soste straordinarie ai box che hanno compromesso una gara fino a quel momento impeccabile.
Più sfortunata la Cadillac numero 38 di Sébastien Bourdais, Jack Aitken ed Earl Bamber, rimasta in lotta per le posizioni di vertice fino a metà gara prima di perdere sette giri per un problema al servosterzo e successivamente ritirarsi.
Delusione invece per Ferrari, vincitrice delle ultime tre edizioni. Le 499P ufficiali non sono mai riuscite a inserirsi concretamente nella lotta per il successo assoluto. La migliore delle vetture di Maranello, la numero 51, ha concluso al quinto posto, mentre la numero 50 è stata costretta al ritiro.
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LMGT3: Corvette conquista la decima vittoria
Nella categoria LMGT3 il successo è andato a Corvette grazie al team TF Sport, protagonista di una prestazione impeccabile che ha permesso di respingere gli attacchi delle Lexus di Akkodis ASP Team e delle Aston Martin di Heart of Racing Team.
Partita dalla 17ª posizione, la Corvette numero 33 ha costruito il proprio successo grazie a una strategia coraggiosa che ha visto il pilota Bronze Ben Keating impegnato per gran parte delle prime ore di gara. Il texano, al debutto stagionale nel FIA WEC dopo il recupero da un infortunio al gomito, ha mantenuto la vettura nelle posizioni di vertice prima di cedere il volante a Nicky Catsburg e Jonny Edgar.
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Una volta in testa, l’equipaggio non ha più lasciato il comando fino alla bandiera a scacchi, regalando al costruttore americano il decimo successo di categoria nella storia della 24 Ore di Le Mans.
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Secondo posto per la Lexus numero 78 di Akkodis ASP Team, con Hadrien David, Tom van Rompuy e Jack Hawksworth protagonisti di una prestazione veloce e priva di errori. Terza posizione per l’Aston Martin numero 23 di Eduardo “Dudu” Barrichello, Jonny Adam e Gray Newell.
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LMP2: doppietta Inter Europol Competition
Nella categoria LMP2 è stata ancora una volta Inter Europol Competition a imporsi. La squadra polacca ha conquistato la terza vittoria negli ultimi quattro anni, dominando la corsa e celebrando una prestigiosa doppietta.
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La Oreca-Gibson numero 43 di Tom Dillmann, Nick Yelloly e Jakub Smiechowski ha preceduto la vettura gemella numero 343 di Nico Müller, Reshad de Gerus e Bijoy Garg. A completare il podio è stato il team Forestier Racing by Panis.
Sfortunato il team Duqueine, a lungo leader della categoria, costretto al ritiro nelle ultime quattro ore a causa di problemi ai freni.
Il FIA World Endurance Championship tornerà in pista tra quattro settimane con la Rolex 6 Ore di San Paolo, in programma dal 10 al 12 luglio, appuntamento che potrebbe già fornire importanti indicazioni nella corsa ai titoli mondiali 2026.
