ALESSANDRO BERTANZA: "PER ME LO SPORT SI VIVE CON ONESTÀ E SARÀ SEMPRE COSÌ"
Il pilota bresciano della Ghipard Motorsport respinge le accuse web di irregolarità della sua Breda BRP5C e difende il lavoro del Bonucci Racing Team.

Amarezza e rabbia per Alessandro Bertanza. Il pilota bresciano, nelle ultime ore, è finito al centro di accuse insieme al Bonucci Racing Team, rilanciate da una testata straniera di settore, circa una presunta irregolarità della sua Breda. Accuse che, secondo Bertanza, infangano non solo la sua persona, ma soprattutto la lealtà e la professionalità del Bonucci Racing Team.
"Da quando mi sono appoggiato a loro, non ho mai avuto modo, con prove certe, di constatare la loro cattiva fede. Il lavoro fatto è stato sempre nel rispetto delle regole, come la FIA impone. Ringrazierò sempre il Bonucci Racing Team per l'onestà che mi è stata trasmessa", ha affermato un Alessandro Bertanza molto amareggiato.
Il pilota ha quindi preferito entrare nel merito delle contestazioni, definendole prive di fondamento ed elencando punto per punto alcuni particolari.
Sull'ala posteriore, indicata come in carbonio, precisa: "In realtà è in alluminio verniciato con dentro il polistirolo, come si facevano le ali una volta. Quindi è già la prima cosa errata e detta solo per creare malumori tra piloti, da parte di appassionati che si definiscono tali ma evidentemente non lo sono. Sul motore, invece, ribadisco che è esattamente in fiche per quell'auto, che è stata fatta visionare poco tempo fa da MM Engines, nella persona di Marco Maccagnani, proprio per essere sicuri che fosse completamente in regola e conforme a quanto imposto dalla Federazione. Stessa chiarezza che vorrei avere sugli ammortizzatori, definiti di nuova generazione da gente che non sa nulla e parla a vanvera. Non è vero, sono proprio i Sachs che montava la casa madre, come si può vedere anche dal passaporto ACI di quando correva Mauro Nesti con quell'auto."
Tutti elementi, sottolinea Bertanza, rispettati per rientrare con regolarità nell'Appendice J FIA anno 2000, tanto che senza i giusti parametri la FIA non avrebbe mai rilasciato l'HTP.
Bertanza smentisce categoricamente anche le voci secondo cui avrebbe presentato reclamo contro Cermak in quel di Bistrica: "A Bistrica ho solo contestato ai cronometristi il tempo errato di 2'34" a me assegnato, rispetto al 2'26" che risultava sullo scontrino. Ma tralasciamo questo, perché non è nel mio costume lamentarmi, ma era per puntualizzare. Per quanto riguarda Cermak, non c'è stato alcun reclamo verso di lui, ma solo l'invio di un messaggio in assoluta serenità e rispetto sull'adozione del relativo metalloscopio in vista di Buzet."
C'è molta amarezza nelle parole di Bertanza, che traspare tutta: "Credo che tutti abbiano diritto di dire la propria, ma se questa libertà di parola si trasforma in diffamazione senza prove, allora quella libertà e il rispetto vengono mortificati. La mia persona e il Bonucci Racing Team hanno sempre lavorato nel rispetto delle regole. Poi penso ad Andrea Bonucci, persona estremamente ligia al dovere e alle regole, che si sente offeso da supposizioni diffamatorie. Un'offesa che manca di rispetto anche a tutti i meccanici che hanno dato l'anima per questa macchina. Dovrebbe tornare di moda il rispetto e la passione vera, ma a volte sembra che mettere fuoco nel nostro sport sia una pratica fin troppo facile. È normale che, davanti a tali affermazioni sul web, ci tuteleremo nelle sedi opportune."
Ufficio Stampa Alessandro Bertanza
