FIA WEC: prima volta a Barcellona, Toyota vede i titoli, Ferrari chiamata alla rimonta
FIA WEC: prima volta a Barcellona, Toyota vede i titoli, Ferrari chiamata alla rimonta
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- Il FIA WEC approda per la prima volta al Circuit de Barcelona-Catalunya per il penultimo round della stagione 2026.
- Toyota potrebbe conquistare matematicamente entrambi i titoli mondiali già nella gara spagnola.
- Ferrari a caccia di punti preziosi.
- BMW, Alpine, Aston Martin, Genesis, Peugeot e Cadillac cercano conferme e risultati importanti.
- In LMGT3, Corvette punta al titolo a squadre mentre Ferrari spera ancora di interrompere la serie di undici gare senza vittorie.
di Salvatore Taronno
Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI
13 Ottobre 2026. Il FIA World Endurance Championship si prepara al penultimo appuntamento della stagione 2026. Dal 16 al 18 ottobre il campionato farà tappa al Circuit de Barcelona-Catalunya per la prima edizione della 6 Ore di Barcellona, settimo round del calendario che sostituisce la gara originariamente prevista in Qatar. La partenza è fissata per domenica 18 ottobre alle ore 12,00.
Inaugurato nel 1991 e situato a Montmeló, circa 20 chilometri a nord-est di Barcellona, il circuito misura 4,657 chilometri e presenta 14 curve. Il lungo rettilineo principale, alternato a tratti veloci e sezioni più tecniche, metterà alla prova l'efficienza aerodinamica e le velocità di percorrenza delle vetture.
Nonostante la lunga esperienza nell'organizzazione di competizioni internazionali e di gare endurance, l'impianto catalano non ha mai ospitato una prova del FIA WEC. L'evento rappresenta la 50ª gara europea nella storia del Campionato e introduce un nuovo circuito in calendario per la prima volta da due anni e mezzo.
Toyota vicina ai titoli, Ferrari deve recuperare
Toyota arriva in Spagna con la possibilità di chiudere anticipatamente entrambe le classifiche mondiali, dopo aver consolidato il proprio vantaggio grazie al successo conquistato al Fuji.
Nella graduatoria Piloti, la Toyota numero 8 di Ryō Hirakawa, Brendon Hartley e Sébastien Buemi precede di dieci punti la gemella numero 7. Al termine della gara resteranno soltanto 26 punti disponibili. Per Buemi, inoltre, Barcellona coinciderà con la centesima partecipazione al FIA WEC: il pilota svizzero punterà a celebrare il traguardo con il quinto titolo della carriera.
BMW, staccata di 23 punti da Toyota nella classifica Costruttori, cercherà di rilanciare le proprie ambizioni. In particolare, René Rast e Robin Frijns dovranno interrompere una fase negativa che li ha visti raccogliere appena quattro punti nelle ultime tre gare.
Anche Ferrari è chiamata a una prova convincente. Il Cavallino occupa la terza posizione nel Mondiale Costruttori con 115 punti, a 54 lunghezze dalla vetta, e dovrà sfruttare la trasferta catalana per mantenere aperta la sfida in vista della finale di casa a Monza.
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Le tre 499P si presentano in Spagna con obiettivi differenti. La numero 51 ufficiale, affidata ai campioni del mondo in carica Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, vuole riscattare il decimo posto del Fuji. L'equipaggio è settimo nella classifica Piloti, con 30 punti da recuperare sui leader. La Ferrari numero 50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, ritiratasi in Giappone, occupa invece la nona posizione, a 35 punti dalla vetta.
Completa lo schieramento del Cavallino la 499P numero 83 di AF Corse, con Yifei Ye, Phil Hanson e Robert Kubica. Sedicesimo in classifica, l'equipaggio cercherà di tornare nelle posizioni di vertice dopo il risultato deludente ottenuto al Fuji.
I rivali che puntano a inserirsi nella lotta
Aston Martin arriva in Catalogna con segnali incoraggianti: la Valkyrie ha conquistato punti in tutte le gare della stagione 2026. Daniel Juncadella e Alex Riberas, entrambi spagnoli, avranno inoltre una motivazione speciale sul circuito di casa, rispettivamente con Genesis e Aston Martin.
Genesis continua il proprio percorso di crescita nella categoria Hypercar e può contare sui test effettuati a Barcellona alla fine del 2025. Alpine proverà invece a confermare i risultati ottenuti ad Austin e al Fuji, dove entrambe le A424 hanno chiuso nella top five, mentre Peugeot cercherà di dare continuità al proprio miglior risultato degli ultimi undici mesi.
Sulla Peugeot 9X8 numero 93 debutterà anticipatamente Alex Quinn, fresco campione IMSA nella categoria LMP2, al posto di Stoffel Vandoorne, insieme a Nick Cassidy e Paul Di Resta.
Cadillac ritroverà Alex Lynn, assente dall'inizio della stagione per un intervento chirurgico al collo. Il britannico tornerà sulla V-Series.R numero 12 con Will Stevens e Norman Nato, in una gara che segnerà la trentesima partecipazione del prototipo americano al FIA WEC.
LMGT3: Corvette punta al titolo, Ferrari cerca la vittoria
La classe LMGT3 potrebbe assegnare in Catalogna il titolo a squadre. TF Sport e le sue Corvette puntano a chiudere anticipatamente la contesa, ma Aston Martin, Porsche e BMW sono pronte e motivate a sfruttare ogni occasione.
La Vantage numero 27 di Heart of Racing Team è l'avversaria più accreditata, dopo aver conquistato la vittoria ad Austin e il secondo posto al Fuji. Restano in corsa anche le due Porsche del Manthey e le BMW del Team WRT.
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La Ferrari 296 GT3 Evo numero 21 di VISTA AF Corse cercherà invece di interrompere una serie di undici gare senza successi nella categoria, il più lungo digiuno della Casa italiana in una classe GT del campionato. Un risultato positivo a Barcellona potrebbe rilanciare lo spirito e le ambizioni della squadra in vista della finale di Monza.
Il programma del fine settimana
Venerdì 16 ottobre sono previste due sessioni di prove libere, alle 11,30 e alle 16,30, entrambe della durata di 90 minuti. Sabato 17 si svolgeranno le Prove Libere 3, dalle 12,40 alle 13,40, seguite dalle qualifiche LMGT3 alle 11,50 e da quelle Hypercar alle 15,40, con la successiva Hyperpole.
La 6 Ore di Barcellona scatterà domenica 18 ottobre alle ore 12,00. Toyota proverà a chiudere i conti mondiali, mentre Ferrari e BMW cercheranno di rimandare ogni verdetto alla decisiva trasferta italiana.
Campionato Italiano GT Sprint a Monza: in Gara 1 successo McLaren e Ferrari, titolo GT3 ancora aperto
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- Cazzaniga-MacDonald vincono in GT3 con la McLaren di Raptor Engineering, precedendo BMW e Ferrari.
- Klingmann chiude tredicesimo e vede ridursi a 17 punti il vantaggio su Dimitrov-Riccitelli nella corsa al titolo assoluto.
- Postiglione-Comandini conquistano la GT Cup con la Ferrari 296 Challenge di Best Lap grazie a una rimonta di dodici posizioni.
- Braschi-Machiels si aggiudicano la GT3 Pro-Am con la Ferrari 296 GT3 di Spirit of Racing.
- Massimo Abbati conquista matematicamente il titolo italiano GT Cup 2ª Divisione Am con una gara d’anticipo.
di Salvatore Taronno
Photo Credit: ©2026 ACI Sport
10 Ottobre 2026. Riccardo Cazzaniga e Dean MacDonald, al volante della McLaren 720S GT3 Evo di Raptor Engineering, hanno conquistato la vittoria nella prima gara del conclusivo appuntamento del Campionato Italiano Gran Turismo Sprint 2026, in programma all’Autodromo Nazionale Monza. Per l’equipaggio italo-britannico si tratta del secondo successo stagionale, dopo quello ottenuto a Vallelunga.
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Al traguardo la McLaren ha preceduto di 7”756 la BMW M4 GT3 Evo di Mathias Villadsen e Charles Weerts, mentre Francesco Braschi e Jef Machiels hanno completato il podio con la Ferrari 296 GT3 di Spirit of Racing, vincendo anche la classifica GT3 Pro-Am.
La gara si è aperta con Weerts, autore della pole position, al comando davanti a MacDonald. Nelle prime fasi si è accesa la battaglia per la Pro-Am, con Machiels e Thompson protagonisti di diversi duelli e contatti che hanno rimescolato le posizioni.
Dopo i cambi pilota, Villadsen ha mantenuto inizialmente la testa della corsa, ma Cazzaniga ha progressivamente recuperato terreno, portando l’attacco decisivo al ventesimo giro. Una volta superata la BMW, il pilota monzese ha aumentato il ritmo, costruendo un margine superiore ai sette secondi e assicurando il successo alla squadra emiliana.
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Braschi e Machiels hanno chiuso terzi assoluti, davanti all’Audi di Frassineti-Aka e alla BMW di McIntosh-Thompson. La top ten è stata completata da Rodriguez-Forenzi, Ferrari-Renmans, Dimitrov-Riccitelli, Ebrahim-Ferati e Michelotto-Zanon.
La gara ha avuto un peso importante nella corsa al titolo assoluto. Jens Klingmann, in coppia con Ugo De Wilde sulla BMW di BMW Italia Ceccato Racing, ha terminato soltanto tredicesimo, fuori dalla zona punti. Georgi Dimitrov e Simone Riccitelli, ottavi con la Lamborghini Huracan GT3 Evo2 di VSR, hanno così recuperato tre punti, portando a 17 lunghezze il distacco dal leader tedesco. La sfida per il titolo si deciderà nell’ultima gara stagionale.
Nella GT3 Am si sono imposti Piergiacomo Randazzo e Kevin Gilardoni con la Lamborghini di DL Racing, davanti alla Ferrari di Fontana-Gai e alla Mercedes-AMG di Colombini-Zonzini. Anche in questa categoria l’assegnazione del titolo è rimandata alla gara conclusiva.
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GT Cup: rimonta vincente per Postiglione-Comandini
Nella GT Cup, Vito Postiglione e Stefano Comandini hanno conquistato il successo con la Ferrari 296 Challenge di Best Lap, al termine di una gara movimentata fin dalle prime battute.
Al via Pollini ha superato il poleman Ghermandi, prendendo il comando, ma una serie di contatti ha reso necessario l’intervento della safety car e provocato i ritiri di Cecotto, Olivieri e Borelli. Alla ripartenza Pollini ha allungato, mentre Iaquinta si è messo in evidenza risalendo dall’ottava posizione fino al terzo posto. Ottima anche la progressione di Postiglione, partito tredicesimo e capace di guadagnare numerose posizioni.
La finestra dei cambi pilota ha modificato nuovamente gli equilibri. Comandini, subentrato a Postiglione, si è ritrovato al comando e ha gestito efficacemente la seconda parte della corsa. Alle sue spalle Matteo Pollini ha rimontato fino alla seconda posizione, mentre Megna ha conquistato il terzo posto.
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La Ferrari di Best Lap ha così tagliato il traguardo davanti alla Lamborghini di Pollini Racing e alla Ferrari di Spirit of Racing, completando una rimonta complessiva di dodici posizioni rispetto allo schieramento di partenza.
Quarto posto assoluto e vittoria nella 1ª Divisione Am per Ettore Carminati e Bernardo Pellegrini con la Lamborghini di CRM Competition. Quinti Ghermandi e Vittoria Piria sulla Ferrari di Zanasi Racing, seguiti da Frassineti-Pegoraro, Arduini-Bartoszuk e Rytter-Fico.
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Nella 2ª Divisione Pro-Am si sono imposti Marzi-Santi con la Porsche 992 GT3 Cup di APEX Competition, davanti ad Alberto Fulgori e all’equipaggio Contessi-D’Amico, entrambi su Porsche ZRS Motorsport. La 2ª Divisione Am ha invece premiato Naldi-Cianfoni, vincitori con la McLaren Artura Trophy Evo di Raptor Engineering, davanti a Bontempelli-“Linos” e Di Leo-“Poppy”.
La notizia più importante della categoria riguarda Massimo Abbati: quarto di classe con la Porsche 992 GT Cup di SP Racing Team, ha conquistato matematicamente il titolo italiano della 2ª Divisione Am con una gara d’anticipo.
Domenica l’assegnazione dei titoli
La stagione Sprint 2026 si concluderà domenica con le ultime gare, decisive per definire i titoli ancora in palio. Nella GT3 assoluta Klingmann dovrà difendere 17 punti di vantaggio su Dimitrov-Riccitelli, mentre restano aperte anche le sfide nelle classifiche Pro-Am e Am. Nella GT Cup si attendono gli ultimi verdetti nelle categorie ancora da assegnare.
Il programma prevede gara-2 della GT Cup alle 10,30, seguita alle 12,20 dall’ultima gara del GT4 Italy Series. Alle 14,50 scatterà gara-2 della GT3, che chiuderà ufficialmente la stagione Sprint. Le gare saranno trasmesse su ACI Sport TV e in streaming attraverso il sito e i canali social ufficiali del Campionato Italiano Gran Turismo.
GT World Challenge Europe: Green e Vermeulen firmano la Gara 2 di Barcellona
GT World Challenge Europe: Green e Vermeulen firmano la Gara 2 di Barcellona
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- Le Ferrari 296 GT3 dominano a Barcellona in Gara 2: la vettura n.69 dell’Emil Frey Racing vince precedendo la n.50 di AF Corse
- Il Team WRT conquista per la dodicesima volta il titolo a squadre della Sprint Cup
- Feller e Buus si aggiudicano il Campionato Piloti
- La stagione GT World si concluderà a Portimão con la finale Endurance Cup
di Salvatore Taronno
Photo Credit: ©2026 SRO / JEP
4 Ottobre 2026. Il GT World Challenge ha chiuso la stagione della Sprint Cup sul Circuit de Barcelona-Catalunya con una seconda gara combattuta e ricca di spunti, disputata sotto un sole finalmente tornato a illuminare il tracciato catalano dopo le difficili condizioni meteorologiche di sabato.
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A imporsi in Gara 2 sono stati Ben Green e Thierry Vermeulen, capaci di portare la Ferrari 296 GT3 di Emil Frey Racing davanti a quella di AF Corse, affidata ad Arthur Leclerc e Thomas Neubauer, completando così una prestigiosa doppietta del Cavallino Rampante, al termine di una gara che ha offerto un'intensa sfida tra i protagonisti della Sprint Cup.
Il fine settimana di Barcellona aveva già assegnato nella giornata di sabato uno dei titoli più importanti. Il secondo posto ottenuto dalla Porsche di Lionspeed GP nella prima gara aveva infatti permesso a Ricardo Feller e Bastian Buus di assicurarsi matematicamente il titolo Piloti della Sprint Cup. Nella stessa occasione, la coppia Tommaso Mosca-Matias Zagazeta, al volante della Ferrari di AF Corse, aveva conquistato con una gara d'anticipo il titolo della Gold Cup.
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La Bronze Cup, rimasta invece da assegnare fino alla domenica, è finita nelle mani di Peter Dempsey ed Eddie Cheever. L'equipaggio della Ziggo Sport Tempesta Racing ha completato il proprio capolavoro conquistando la quarta vittoria consecutiva nella categoria, risultato che ha permesso alla squadra di chiudere nel migliore dei modi la propria stagione.
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La domenica ha portato anche l'ultimo verdetto della Sprint Cup 2026. Grazie ai risultati ottenuti a Barcellona, il Team WRT ha conquistato per la dodicesima volta il titolo riservato alle squadre, prolungando ulteriormente il proprio dominio nella competizione. La formazione BMW ha preceduto in classifica Lionspeed GP.
La prima giornata di gara era stata profondamente condizionata dal maltempo. Intense precipitazioni avevano reso particolarmente difficile la disputa della prima corsa e costretto le autorità locali ad adottare specifiche misure di sicurezza. Nonostante le condizioni del tracciato, la Gara 1 aveva comunque regalato uno spettacolo di alto livello, con ben 44 vetture GT3 impegnate in una sfida serrata sul circuito completamente bagnato.
Barcellona ha rappresentato inoltre una tappa speciale per Christopher Haase. Il pilota di Eastalent Racing ha disputato il suo centesimo evento GT World, diventando il primo concorrente a raggiungere questo traguardo. Una carriera interamente legata all'Audi R8, impreziosita dal titolo Endurance Cup conquistato nel 2012 e dalla vittoria alla 24 Ore di Spa del 2017.
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Con la Sprint Cup ormai consegnata agli archivi, il GT World Challenge guarda ora all'ultimo appuntamento della stagione 2026. La serie si trasferirà a Portimão dal 16 al 18 ottobre per la gara conclusiva della Endurance Cup, che si annuncia particolarmente attesa anche per il debutto di Max Verstappen, al volante della propria Mercedes-AMG Team Verstappen Racing. Per l'ultimo round dell'anno è prevista una griglia di circa 60 vetture.
Toyota vince in casa la 6 Ore del Fuji e torna in testa al Mondiale
Toyota vince in casa la 6 Ore del Fuji e torna in testa al Mondiale
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- Toyota conquista la 6 Ore del Fuji e festeggia il decimo successo casalingo
- Hirakawa, Buemi e Hartley balzano al comando del Mondiale Piloti
- L’acuta strategia giapponese permette alla Toyota n.8 di ribaltare una gara dominata da Alpine
- Ferrari in difficoltà: decima la n.51, dodicesima la n.83, ritirata la n.50
- In LMGT3 successo del BMW n.32 del Team WRT, Ferrari Vista AF Corse quarta con la n.54
di Salvatore Taronno
Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI
27 Settembre 2026. La Toyota n.8 di Ryō Hirakawa, Sébastien Buemi e Brendon Hartley ha conquistato la 6 Ore del Fuji, sesto appuntamento del FIA World Endurance Championship 2026, al termine di una gara decisa da una svolta strategica nell'ultima ora. Per Toyota si tratta della decima vittoria sul circuito di casa e del secondo successo stagionale per l'equipaggio della n.8, che grazie ai punti conquistati in Giappone torna anche al comando della classifica Piloti.
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Per gran parte della gara erano state le due Alpine Endurance Team a dettare il ritmo. Partite dalla prima fila, le A424 francesi hanno occupato le prime due posizioni per circa cinque ore, prima che l'ingresso della Safety Car, provocato dal violento incidente della McLaren n.58 di Garage 59, cambiasse completamente lo scenario.
Con il gruppo compatto, Toyota ha scelto una strategia aggressiva: mentre quasi tutti i rivali rientravano ai box, la n.8 ha mantenuto gli pneumatici e si è limitata a un breve rifornimento per Hirakawa. Una scelta analoga è stata compiuta dalla BMW n.15 di Dries Vanthoor, mentre Alpine ha optato per gomme nuove sulla n.36 di Victor Martins e per due pneumatici nuovi sulla n.35 di Charles Milesi.
Al restart Hirakawa si è ritrovato così al comando davanti a Vanthoor, con Martins in terza posizione. Il pilota Alpine ha rapidamente superato gli avversari e, dopo aver conquistato il secondo posto, ha iniziato a ridurre il distacco dalla Toyota.
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Il sorpasso sembrava ormai vicino, ma Hirakawa ha resistito alla pressione fino alla bandiera a scacchi, regalando alla Toyota n.8 la seconda vittoria stagionale e il primo successo a Fuji degli ultimi tre anni. Martins e la Alpine n.36 hanno chiuso al secondo posto, mentre la BMW n.15 ha completato il podio.
Il risultato permette a Hirakawa, Buemi e Hartley di salire in vetta alla classifica Piloti a due gare dalla conclusione del campionato.
Ferrari, un Fuji complicato
La trasferta giapponese si è rivelata invece particolarmente difficile per Ferrari. Le 499P erano partite fuori dalla Top-10 dopo la cancellazione delle qualifiche a causa delle condizioni meteorologiche, con la griglia determinata sulla base dei tempi delle prove libere.
La migliore delle Ferrari è stata la n.51, affidata ai campioni del mondo in carica James Calado, Alessandro Pier Guidi e Antonio Giovinazzi, che hanno concluso al decimo posto, a 26”443 dal vincitore. La vettura ha inoltre ricevuto una penalità di 10 secondi dopo la gara per due contatti avvenuti nelle fasi centrali.
La n.83 AF Corse di Yifei Ye, Phil Hanson e Robert Kubica ha chiuso dodicesima, con un giro di ritardo, maturato nelle fasi centrali della corsa, anche a causa del periodo di Safety Car.
Ancora più sfortunata la Ferrari n.50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, fermata da un inconveniente durante il pit stop nella terza ora e, successivamente, da un problema tecnico che ha costretto Molina a fermare la vettura a bordo pista a meno di due ore dalla fine.
Ferrari aveva cercato di differenziare le strategie sin dalla partenza anche attraverso la scelta degli pneumatici: le n.50 e n.51 hanno adottato una soluzione mista Medium-Soft, mentre la n.83 è partita con quattro gomme Medium. Le diverse strategie non hanno però permesso alle 499P di inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice.
In campionato, l'equipaggio della n.51 è settimo con 59 punti, a 40 lunghezze dalla vetta. La n.50 è nona con 54 punti, mentre la n.83 AF Corse occupa il sedicesimo posto con 31 punti. Nella classifica Costruttori, Ferrari mantiene il terzo posto con 115 punti, a 54 dalla prima posizione.
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LMGT3, Team WRT beffa tutti nel finale
La classe LMGT3 ha regalato un altro finale combattuto, con il Team WRT BMW n.32 di Augusto Farfus, Sean Gelael e Darren Leung capace di conquistare la prima vittoria stagionale.
Partita dalla quattordicesima posizione, la BMW è risalita progressivamente fino alle posizioni di vertice, prima che Farfus completasse la rimonta nelle fasi decisive. La svolta è arrivata dopo l'incidente della McLaren n.58 di Garage 59, che ha provocato l'ingresso della Safety Car e ricompattato il gruppo.
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Al restart, la Corvette Z06 GT3.R di Racing Team Turkey era al comando grazie alla scelta di non montare pneumatici nuovi nell'ultimo pit stop, con Charlie Eastwood davanti alla Corvette n.33 di TF Sport guidata da Nicky Catsburg.
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Farfus, ripartito dalla sesta posizione, ha superato rapidamente diversi avversari e ha poi raggiunto Eastwood, completando il sorpasso decisivo alla curva 10. Alle sue spalle si è portata l'Aston Martin n.27 Heart of Racing di Mattia Drudi, protagonista di una grande rimonta.
Il brasiliano ha resistito alla pressione e ha portato la BMW n.32 alla vittoria con appena 1”062 di vantaggio su Drudi. Terza la Corvette del Racing Team Turkey con Eastwood, Peter Dempsey e Salih Yoluc. Quarta la Ferrari 296 LMGT3 n.54 di Vista AF Corse, con Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Davide Rigon.
La Ferrari n.21 di François Hériau, Simon Mann e Alessio Rovera non ha invece visto il traguardo. Rovera, autore del giro più veloce della classe LMGT3, è stato costretto al ritiro a pochi minuti dalla fine dopo un contatto con una Hypercar mentre era impegnato nella rimonta verso la zona punti.
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La Ferrari n.54 porta l'equipaggio Flohr-Castellacci-Rigon a 13 punti, mentre la n.21 rimane invece ferma a 54 punti, scivolando al settimo posto della classifica, a 32 lunghezze dalla vetta.
Il successo della BMW n.32 conferma inoltre una particolare caratteristica della stagione 2026: dopo sei gare, la LMGT3 ha visto sei vincitori differenti.
Il FIA WEC tornerà in pista il 18 ottobre a Barcellona, per la 6 Ore che rappresenterà il penultimo appuntamento della stagione prima del gran finale di Monza.
GT World Challenge Europe: Lappalainen firma la sua prima pole, le Ferrari di Emil Frey Racing protagoniste a Zandvoort
GT World Challenge Europe: Lappalainen firma la sua prima pole, le Ferrari di Emil Frey Racing protagoniste a Zandvoort
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- Konsta Lappalainen conquista la prima pole assoluta della carriera nel GT World Challenge
- La Ferrari n.14 precede la McLaren n.58 di Louis Prette, vincitore di Gara 1
- L’altra Ferrari di Emil Frey è terza nelle qualifiche con Ben Green
- Lismont e Montenegro vicini al titolo Sprint Cup nella Silver Cup
di Salvatore Taronno
Photo Credit: ©2026 SRO / JEP
20 Settembre 2026. L’Emil Frey Racing si conferma particolarmente competitivo a Zandvoort e conquista la Pole Position nella seconda sessione di qualifiche del weekend. A firmarla è Konsta Lappalainen, autore del miglior tempo in 1’33”192 al volante della Ferrari 296 GT3 EVO n.14.
Per il finlandese si tratta della prima pole position assoluta nel GT World Challenge dopo sei stagioni disputate nella serie. Alle sue spalle, a oltre due decimi, si è classificato Louis Prette con la McLaren n.58 di Garage 59. Il vincitore della gara di sabato ha conquistato anche la pole della Gold Cup, condividendo la vettura con Tom Fleming.
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Ottima prestazione anche per l’altra Ferrari dell’Emil Frey Racing, la n.69 di Ben Green, terza assoluta dopo il podio ottenuto nella gara di sabato. Quarto posto per Max Hesse con la BMW n.46 del Team WRT, mentre Matias Zagazeta ha portato la Ferrari n.51 di AF Corse al quinto posto assoluto e al secondo della Gold Cup. Sesto Ricardo Feller con la Porsche n.80 di Lionspeed GP, seguito da Patric Niederhauser, Christopher Haase, Arthur Leclerc e Gilles Magnus.
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Nelle altre classi, Oliver Söderström ha conquistato la prima pole stagionale nella Silver Cup con l’Aston Martin n.21 di Comtoyou Racing, 19ª assoluta. Nella Bronze Cup il miglior tempo è invece andato a Charles Dawson, 20° assoluto con la Mercedes-AMG n.222 di 2 Seas Motorsport.
Matisse Lismont e Ignacio Montenegro scatteranno dalla 28ª posizione assoluta e dalla sesta della Silver Cup. Il duo è ormai vicino alla conquista del titolo Sprint Cup, che potrebbe essere matematicamente assicurato proprio nella gara odierna.
Ancora una volta alcuni dei principali protagonisti del campionato hanno faticato sul giro secco: Maro Engel partirà 13° con la Mercedes-AMG n.48, Chris Lulham 15° con la vettura di Mercedes-AMG del Team Verstappen Racing, mentre Kelvin van der Linde è soltanto 22° con la BMW n.32 WRT, che dovrà inoltre scontare cinque posizioni di penalità per il contatto di Magny-Cours.
La seconda gara di Zandvoort scatterà dunque alle 14,15, con Lappalainen in pole davanti alla McLaren di Prette.
FIA WEC: Ferrari torna al successo al COTA, Toyota si arrende a dieci minuti dal termine
FIA WEC: Ferrari torna al successo al COTA, Toyota si arrende a dieci minuti dal termine
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- La 499P numero 50 di Fuoco, Molina e Nielsen conquista la prima vittoria Ferrari del 2026
- Toyota domina a lungo, ma la numero 7 si ritira a dieci minuti dalla fine per un problema idraulico
- Cadillac JOTA seconda, Alpine sul terzo gradino del podio
- In LMGT3 successo di Heart of Racing con l’Aston Martin numero 27
- Quarto posto per la Ferrari-Vista AF Corse di Hériau, Mann e Rovera, ora terzi in campionato
- Il WEC torna in pista a fine settembre con la 6 Ore del Fuji
di Salvatore Taronno
Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI
7 Settembre 2026. La Ferrari torna sul gradino più alto del podio nel FIA World Endurance Championship. Al termine delle sei ore della Lone Star Le Mans, disputata sul Circuit of The Americas di Austin davanti a quasi 70.000 spettatori, la 499P numero 50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen ha conquistato la prima vittoria stagionale, approfittando nel finale del ritiro della Toyota numero 7.
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La vettura giapponese di Nyck de Vries, Kamui Kobayashi e Mike Conway aveva infatti condotto gran parte della gara, con il pilota olandese autore di una prestazione particolarmente convincente. Quando mancavano poco più di dieci minuti alla bandiera a scacchi, però, la Toyota, in vantaggio di sei secondi sulla Ferrari, è stata costretta al ritiro per un problema alla pressione idraulica.
La Ferrari numero 50 era rimasta costantemente nelle posizioni di vertice grazie anche a una strategia aggressiva. Molina, partito quinto, era risalito fino al terzo posto nelle fasi iniziali, prima che un pit-stop anticipato, dopo circa 50 minuti, permettesse alla 499P di guadagnare ulteriormente terreno. Nel corso della gara, caratterizzata da due Safety Car e tre Full Course Yellow, Fuoco e Nielsen hanno mantenuto il ritmo necessario per rimanere in corsa per il successo.
Nella fase conclusiva Nielsen è salito al secondo posto superando l’Alpine di Charles Milesi e, dopo il ritiro della Toyota, ha ereditato la leadership portando la Ferrari alla vittoria.
Per la 499P si tratta dell’ottavo successo dal debutto nel 2023, il secondo ad Austin dopo quello del 2024 e il primo della stagione 2026. Per l’equipaggio composto da Fuoco, Molina e Nielsen è invece il terzo successo insieme, dopo Le Mans 2024 e Qatar 2025.
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Cadillac seconda, Alpine terza
Alle spalle della Ferrari ha concluso la Cadillac dell’Hertz Team JOTA numero 38 di Jack Aitken, Sébastien Bourdais ed Earl Bamber, protagonista di una gara costante dopo la partenza dalla prima fila.
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Terza l’Alpine numero 35 di Charles Milesi, António Félix da Costa e Ferdinand Habsburg, penalizzata nel finale per un unsafe release durante una sosta ai box. Per Alpine si tratta comunque del primo podio stagionale.
Quarta l’Aston Martin Valkyrie di Harry Tincknell e Tom Gamble, che eguaglia così il miglior risultato ottenuto finora dal prototipo britannico nel WEC. Seguono la seconda Alpine e la Toyota numero 8 di Sébastien Buemi, protagonista di una rimonta nel finale. La top-10 è completata da Genesis, BMW, Cadillac e Peugeot.
Giornata decisamente più difficile per le altre Ferrari. La 499P numero 51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, partita dalla pole e al comando nelle prime due ore con il pilota italiano, è stata rallentata da un inconveniente durante la seconda sosta ai box e ha concluso undicesima. La numero 83 di AF Corse, affidata a Yifei Ye, Phil Hanson e Robert Kubica, ha invece dovuto sostituire il frontale dopo un contatto, chiudendo tredicesima.
Il risultato texano modifica sensibilmente la situazione in campionato. L’assenza di punti della Toyota numero 7 e della BMW numero 20 lascia infatti appaiati in vetta alla classifica Piloti il trio della Toyota De Vries-Kobayashi-Conway e i due della BMW René Rast-Robin Frijns, mentre la Ferrari si inserisce nella lotta per il titolo Costruttori passando al terzo posto della classifica.
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In LMGT3 due Aston Martin sul podio
In LMGT3 la vittoria è andata alla Aston Martin Vantage LMGT3 Evo numero 27 di Heart of Racing, condotta da Ian James, Zacharie Robichon e Mattia Drudi. Il team statunitense torna al successo nel WEC dopo due anni e festeggia anche una significativa doppietta sul podio, con la numero 23 di Gray Newell, Eduardo Barrichello e Jonny Adam al terzo posto.
La gara sembrava inizialmente controllata dalle Ford Mustang GT3 Evo di Proton Competition, protagoniste di un avvio in 1-2. La numero 77 di Eric Powell è però stata penalizzata con un drive-through per un'infrazione durante una Full Course Yellow, mentre la numero 88 di Stefano Gattuso è stata costretta ai box dopo un contatto con la Corvette numero 34 di Salih Yoluc.
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Successivamente è stata la Porsche numero 91 di Manthey DKR Engineering, con James Cottingham, Timur Boguslavskiy e Ayhancan Güven, a prendere il comando. Una penalità di cinque secondi per aver tratto vantaggio da un'uscita di pista ha però restituito la leadership alla Aston Martin.
Nel finale Mattia Drudi ha imposto un ritmo molto elevato, riuscendo a costruire un margine sufficiente per controllare la Porsche. Il pilota italiano ha dovuto anche fare i conti con il malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione dell’abitacolo, ma ha comunque portato la vettura al successo.
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Per Drudi e Robichon è la prima vittoria nel WEC, mentre Ian James festeggia la seconda dopo quella del 2024.
Quarto posto per la Ferrari 296 LMGT3 Evo numero 21 di VISTA AF Corse, con François Hériau, Simon Mann e Alessio Rovera. Partita ottava, la vettura ha disputato una gara regolare nelle posizioni di vertice, con Rovera autore della rimonta finale che ha portato la Ferrari a soli cinque decimi dal podio.
Il risultato è particolarmente importante per il campionato: Hériau, Mann e Rovera salgono infatti al terzo posto con 56 punti, a 20 lunghezze dalla vetta.
La Ferrari numero 54 di Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Davide Rigon ha invece concluso decima, conquistando il primo punto stagionale. La Mercedes-AMG numero 61 di Iron Lynx, nonostante un buon ritmo, è stata condizionata da una serie di penalità e ha terminato sesta.
Fuji, prossimo appuntamento
La Lone Star Le Mans ha dunque restituito alla Ferrari la vittoria e riaperto gli equilibri del Mondiale. Il FIA WEC tornerà in pista dal 25 al 27 settembre per la 6 Ore del Fuji, sesto degli otto appuntamenti della stagione. Il campionato proseguirà poi con le gare di Barcellona, il 18 ottobre, e Monza, l’8 novembre.
FIA WEC: Giovinazzi conquista una pole da record ad Austin segnando il medesimo tempo della Cadillac
FIA WEC: Giovinazzi conquista una pole da record ad Austin segnando il medesimo tempo della Cadillac
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- Antonio Giovinazzi conquista la pole della Lone Star Le Mans con la Ferrari 499P n.51
- Stesso identico tempo per Jack Aitken e la Cadillac n.38 ma l’Hyperpole è della Ferrari per aver segnato per prima il tempo
- Per Giovinazzi è la seconda pole ad Austin dopo quella ottenuta nel 2024
- La Ferrari n.50 di Nicklas Nielsen aveva dominato la precedente fase di qualificazione
- In LMGT3 seconda pole stagionale per l’Aston Martin Heart of Racing n.23
di Salvatore Taronno
Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI
5 Settembre 2026. Sarà la Ferrari AF Corse n.51 di Antonio Giovinazzi a partire dalla pole position nella Lone Star Le Mans, quinto appuntamento del FIA World Endurance Championship 2026 in programma domani al Circuit of the Americas. Il pilota italiano ha firmato una delle qualifiche più spettacolari nella storia del campionato, imponendosi al termine di una Hyperpole caratterizzata da un incredibile ex aequo.
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Giovinazzi ha fermato il cronometro sul tempo di 1'52”445, replicando così la pole position conquistata sul circuito texano nel 2024. Ma il dato più sorprendente è arrivato dalla Cadillac Hertz Team JOTA n.38: Jack Aitken ha infatti fatto registrare esattamente lo stesso tempo, fino all’ultimo millesimo.
A determinare la pole della Ferrari è stato quindi il regolamento, che premia il pilota ad aver realizzato per primo il tempo identico. Giovinazzi scatterà dunque davanti ad Aitken, regalando alla 499P n.51 una posizione di partenza particolarmente importante in vista della gara.

Alle loro spalle si annuncia invece una rimonta decisamente impegnativa per la coppia al comando del campionato. L’equipaggio della BMW M Hybrid V8 n.20, Robin Frijns, René Rast e Sheldon Van Der Linde, hanno vissuto delle qualifiche particolarmente difficili e saranno costretti a prendere il via soltanto dalla 13ª posizione.
Prima della Hyperpole, la prima sessione di qualifiche che ha determinato i dieci partecipanti alla fase decisiva aveva visto prevalere un'altra Ferrari: Nicklas Nielsen, al volante della 499P AF Corse n.50, aveva infatti stabilito il miglior tempo in 1'52”020, conquistando così il primo posto nella fase preliminare.
Il risultato della Hyperpole ha però completamente rimescolato le carte, con Giovinazzi capace di sfruttare al meglio la fase decisiva e di portare la Ferrari n.51 davanti a tutti.
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Barrichello regala ad Aston Martin la pole LMGT3
In LMGT3 la pole position è andata invece alla Aston Martin del team Heart of Racing n.23, grazie a una prestazione maiuscola di Eduardo Barrichello.
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Il brasiliano ha completato il suo giro in 2'05”160, precedendo di 0”124 la vettura gemella, la Aston Martin Vantage n.27 affidata a Zacharie Robichon. Un risultato che permette alla Casa britannica di proseguire la propria striscia positiva in qualifica: Aston Martin ha infatti conquistato tre pole consecutive nella categoria, con la n.27 a Le Mans e la n.23 protagonista a São Paulo prima del nuovo acuto texano.

Nella prima sessione di qualifiche LMGT3 la vettura più veloce era stata però la Ford Mustang n.88: Stefano Gattuso aveva infatti ottenuto il miglior crono in 2'06”331, precedendo di circa tre decimi la Mercedes-AMG LMGT3 n.61 di Iron Lynx, guidata da Martin Berry.
La Lone Star Le Mans scatterà dunque con una prima fila Hypercar caratterizzata dall’evento statisticamente raro di due vetture con il medesimo tempo di qualifica. La gara si preannuncia molto incerta con risultati che lasceranno il segno nell’andamento del Campionato.
FIA WEC: BMW vince la 6 Ore di San Paolo 2026, sul podio Ferrari e Cadillac
FIA WEC: BMW vince la 6 Ore di San Paolo 2026, sul podio Ferrari e Cadillac
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- BMW conquista la 6 Ore di San Paolo con Magnussen, Marciello e Vanthoor.
- Ferrari seconda dopo un acceso duello, Cadillac completa il podio.
- In LMGT3 trionfa la Corvette del Racing Team Turkey by TF.
- Il Mondiale Endurance entra nel vivo con la lotta al titolo sempre più aperta.
di Salvatore Taronno
Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI
12 Luglio 2026. La BMW torna protagonista nel FIA World Endurance Championship 2026 e conquista la 6 Ore di San Paolo, firmando il secondo successo stagionale che riapre con forza la corsa al titolo assoluto. Sul circuito di Interlagos, la BMW M Hybrid V8 numero 15 di Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor ha saputo imporsi al termine di una gara intensa e combattuta, precedendo la Ferrari 499P numero 51 di AF Corse e la Cadillac V-Series.R numero 12 del team Hertz JOTA.
La gara brasiliana ha offerto un confronto serrato tra i tre costruttori, ai quali si è aggiunta anche l’Alpine per buona parte della gara, con distacchi minimi fino alla bandiera a scacchi. Meno di sette secondi hanno separato i primi tre classificati al termine di una corsa caratterizzata da grande equilibrio, interrotta soltanto da un breve periodo di Full Course Yellow nella seconda ora e conclusa da tutti i 35 equipaggi partiti.
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Cadillac aveva monopolizzato la prima fila nella sessione di Hyperpole del sabato, ma allo spegnimento dei semafori Kevin Magnussen ha subito sferrato il primo attacco con la BMW numero 15. Il pilota danese ha dapprima superato Earl Bamber e, all'undicesimo giro, ha conquistato la seconda posizione alla celebre curva Ferradura, lanciandosi quindi all'inseguimento del leader Will Stevens.
L'episodio chiave è arrivato durante la prima tornata di soste ai box, quando un problema al dado di una ruota ha rallentato la Cadillac numero 12, consentendo alla BMW di assumere il comando della corsa. Da quel momento il team WRT ha gestito con precisione strategia e cambi pilota, sfruttando le ottime prestazioni di Magnussen e Raffaele Marciello, prima del doppio stint conclusivo affidato a Dries Vanthoor.
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Nonostante le condizioni fisiche non ottimali, il pilota belga ha mantenuto sangue freddo negli ultimi chilometri, resistendo agli attacchi della Ferrari numero 51 di James Calado, Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi e alla rimonta finale della Cadillac di Will Stevens e Norman Nato. Un finale ad alta tensione che ha premiato la solidità dell'equipaggio BMW, autore di una prova praticamente perfetta.
Per la casa bavarese si tratta della seconda vittoria stagionale, un risultato che rilancia con decisione le ambizioni iridate in vista delle quattro prove ancora in calendario.
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Grande soddisfazione anche per Ferrari AF Corse, che con il secondo posto mantiene ancora un ruolo di primo piano nella corsa al campionato, mentre Cadillac conferma la competitività dimostrata fin dalle qualifiche completando il podio con la vettura partita dalla pole position.
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Spettacolo anche nella categoria LMGT3, dove la lotta per la vittoria ha coinvolto numerosi costruttori, tra cui Ford, Corvette, Mercedes e BMW. A prevalere è stata la Corvette numero 34 del Racing Team Turkey by TF, affidata a Salih Yoluç, Charlie Eastwood e Peter Dempsey, che ha regalato al marchio americano il secondo successo consecutivo dopo quello ottenuto dalla vettura gemella alla 24 Ore di Le Mans. Alle sue spalle hanno chiuso la BMW numero 69 del Team WRT con Parker Thompson, Anthony McIntosh e Daniel Harper, mentre il terzo gradino del podio è andato alla Porsche numero 92 del team The Bend Manthey, portata in gara da Richard Lietz, Riccardo Pera e Yasser Shahin.
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Dopo il giro di boa di Interlagos, il Mondiale Endurance 2026 entra nella sua fase decisiva. BMW rilancia le proprie ambizioni iridate, Ferrari resta pienamente in corsa e Cadillac conferma di poter recitare un ruolo da protagonista. Le quattro gare rimanenti promettono una sfida sempre più serrata per la conquista del titolo. Prossimo appuntamento: la Lone Star Le Mans negli Stati Uniti il 6 settembre.
Alessio Rovera e la Ferrari dominano la Superpole della 24 Ore di Spa
Alessio Rovera e la Ferrari dominano la Superpole della 24 Ore di Spa
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- Alessio Rovera conquista una netta pole position nella Superpole della 24 Ore di Spa dominando tutte le fasi delle qualifiche
- Ferrari torna in pole a Spa per la prima volta dal 2017.
- Quattro Ferrari 296 GT3 EVO nei primi sette posti confermano un ottimo rendimento della vettura del Cavallino sui saliscendi delle Ardennes.
- La gara scatterà sabato 27 giugno alle 16,30.
di Salvatore Taronno
Photo Credit: ©2026 SRO / JEP
26 Giugno 2026. Alessio Rovera firma una prestazione impeccabile e regala ad AF Corse la pole position per la CrowdStrike 24 Hours of Spa. Al volante della Ferrari 296 GT3 EVO, il pilota italiano è stato il riferimento assoluto della Superpole, risultando il più veloce in ogni fase della nuova formula a eliminazione fino al decisivo giro conclusivo.
Il nuovo format ha progressivamente ridotto il gruppo dei 32 qualificati a 16, poi a otto e infine ai quattro contendenti della sfida finale. Tra gli eliminati eccellenti già nella prima fase figurano tutte le BMW, con Jordan Pepper (Team WRT) fermatosi al 18° posto, appena fuori dalla qualificazione.
Anche il vincitore della Superpole 2024, Marvin Kirchhöfer, non è riuscito a difendere il successo dello scorso anno. Il pilota della McLaren Garage 59 ha superato il primo taglio, ma si è fermato al nono posto nella seconda sessione, mentre Ricardo Feller (Lionspeed GP Porsche) ha concluso 16°.
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Tra gli otto finalisti Ferrari sembrava destinata a monopolizzare la scena, ma le ottime prestazioni di Tom Fleming con la Mc Laren di Garage e Jules Gounon con la Mercedes-AMG del Team Verstappen Racing, hanno impedito un poker del Cavallino, qualificandosi insieme alle due AF Corse.
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Frederik Schandorff con la Ferrari del Selected Car Racing ha ottenuto il quinto tempo davanti ad Ariel Levi sull’Audi del Tresor Attempto, autore della pole nella Silver Cup dopo il recente successo assoluto conquistato dalla squadra a Monza. La Ferrari di Dennis Marschall, unica vettura Bronze Cup arrivata tra i 32 migliori, ha chiuso settima, seguito da Lucas Auer con la Mercedes-AMG Team Mann-Filter.
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Nella sfida finale Rovera ha confermato il proprio dominio. Dopo il primo riferimento fatto segnare dal compagno di squadra Arthur Leclerc con la Ferrari n.50, l'italiano ha abbassato il tempo di oltre mezzo secondo, fermando il cronometro in 2'18"613. Tom Fleming ha poi conquistato la seconda posizione, impedendo una prima fila tutta Ferrari e assicurandosi anche la pole della Gold Cup, mentre Jules Gounon ha chiuso quarto con un ritardo superiore al secondo.
Per Ferrari si tratta della prima pole position alla 24 Ore di Spa dal 2017, quando James Calado portò davanti a tutti la vettura AF Corse schierata da Kaspersky Motorsport. La Ferrari n.51 arriva così alla partenza forte anche dei due podi consecutivi ottenuti nelle ultime edizioni, entrambi con Alessio Rovera tra i protagonisti dell'equipaggio.
La partenza della 24 Ore di Spa è in programma domani, sabato 27 giugno, alle ore 16,30.
Toyota torna regina alla 24 Ore di Le Mans, Ferrari fuori dal podio
Toyota torna regina alla 24 Ore di Le Mans, Ferrari fuori dal podio
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- Toyota conquista la 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans e sfiora la doppietta dopo una gara combattutissima fino all’ultimo giro.
- BMW chiude seconda e torna sul podio assoluto della classica francese a distanza di 27 anni.
- Cadillac sfiora il successo ma paga penalità e problemi tecnici che ne compromettono la corsa alla vittoria.
- Gara drammatica per le Ferrari 499P che non riescono a fare meglio di un quinto e settimo posto.
- In LMGT3 trionfa Corvette con TF Sport al termine di una sfida serrata contro Lexus e Aston Martin.
- Inter Europol Competition domina la LMP2, firmando una storica doppietta nella categoria.
di Salvatore Taronno
Photo Credit: ©2026 FIA WEC / DPPI
14 giugno 2026. Una delle edizioni più avvincenti degli ultimi anni ha incoronato nuovamente Toyota sul gradino più alto del podio della 24 Ore di Le Mans. Nella 94ª edizione della leggendaria corsa francese, disputata da ieri a oggi davanti a una folla record di 350.105 spettatori, la casa giapponese ha avuto la meglio su BMW e Cadillac al termine di una battaglia mozzafiato, tornando al successo sul circuito della Sarthe dopo quattro anni di attesa.
A rendere ancora più straordinario il risultato è stato il margine finale: appena 10,913 secondi tra la vettura vincitrice e la seconda classificata, il distacco più ridotto mai registrato nella storia del FIA World Endurance Championship.
Le basi del successo Toyota sono state gettate fin dalle prime fasi della gara. Partite soltanto dalla 14ª e 15ª posizione della griglia Hypercar, le due GR010 Hybrid hanno beneficiato di una strategia aggressiva che ha consentito loro di guadagnare rapidamente terreno e inserirsi nella lotta per il vertice.
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La Toyota numero 8, affidata a Brendon Hartley, Ryō Hirakawa e Sébastien Buemi, già vincitrice a Imola, sembrava avere la vittoria in pugno dopo aver superato sia la Cadillac numero 12 sia la BMW numero 20, ed aver preso il comando della gara.
La svolta è arrivata nella mattinata di domenica con il secondo intervento della safety car, resosi necessario dopo il violento incidente che ha coinvolto Ayhancan Güven nella categoria LMGT3. La neutralizzazione ha consentito alla Toyota numero 7 di Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries di rientrare pienamente in corsa nonostante una foratura lenta nelle prime ore e un problema al sensore dell’albero di trasmissione che ne aveva rallentato il recupero.
Da quel momento la sfida si è trasformata in una battaglia a quattro tra le due Toyota, la Cadillac numero 12 e la BMW numero 20. La velocità impressionante di Kobayashi, i sorpassi decisivi di De Vries e una favorevole gestione delle neutralizzazioni hanno infine fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte dell’equipaggio della vettura numero 7.
Kobayashi ha tagliato il traguardo in prima posizione regalando a Toyota il 51° successo nel FIA WEC in 102 partecipazioni, un dato che conferma l’eccezionale rendimento della casa giapponese nel mondiale endurance. Il risultato permette inoltre al marchio di balzare in testa sia alla classifica Costruttori sia a quella Piloti.
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Alle spalle della Toyota vincitrice si è classificata la BMW numero 20 di Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde. Pur non riuscendo a contrastare il ritmo delle vetture giapponesi nelle ultime ore, il secondo posto rappresenta per il marchio bavarese il primo podio assoluto a Le Mans dal celebre successo ottenuto nel 1999.
Terzo gradino del podio per la Toyota numero 8, mentre la Cadillac V-Series.R numero 12 di Norman Nato, Will Stevens e Louis Delétraz ha chiuso in quarta posizione. Per il costruttore americano resta il rammarico di una vittoria sfuggita a causa di una penalità per violazione della “slow zone” e di due soste straordinarie ai box che hanno compromesso una gara fino a quel momento impeccabile.
Più sfortunata la Cadillac numero 38 di Sébastien Bourdais, Jack Aitken ed Earl Bamber, rimasta in lotta per le posizioni di vertice fino a metà gara prima di perdere sette giri per un problema al servosterzo e successivamente ritirarsi.
Delusione invece per Ferrari, vincitrice delle ultime tre edizioni. Le 499P ufficiali non sono mai riuscite a inserirsi concretamente nella lotta per il successo assoluto. La migliore delle vetture di Maranello, la numero 51, ha concluso al quinto posto, mentre la numero 50 è stata costretta al ritiro.
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LMGT3: Corvette conquista la decima vittoria
Nella categoria LMGT3 il successo è andato a Corvette grazie al team TF Sport, protagonista di una prestazione impeccabile che ha permesso di respingere gli attacchi delle Lexus di Akkodis ASP Team e delle Aston Martin di Heart of Racing Team.
Partita dalla 17ª posizione, la Corvette numero 33 ha costruito il proprio successo grazie a una strategia coraggiosa che ha visto il pilota Bronze Ben Keating impegnato per gran parte delle prime ore di gara. Il texano, al debutto stagionale nel FIA WEC dopo il recupero da un infortunio al gomito, ha mantenuto la vettura nelle posizioni di vertice prima di cedere il volante a Nicky Catsburg e Jonny Edgar.
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Una volta in testa, l’equipaggio non ha più lasciato il comando fino alla bandiera a scacchi, regalando al costruttore americano il decimo successo di categoria nella storia della 24 Ore di Le Mans.
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Secondo posto per la Lexus numero 78 di Akkodis ASP Team, con Hadrien David, Tom van Rompuy e Jack Hawksworth protagonisti di una prestazione veloce e priva di errori. Terza posizione per l’Aston Martin numero 23 di Eduardo “Dudu” Barrichello, Jonny Adam e Gray Newell.
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LMP2: doppietta Inter Europol Competition
Nella categoria LMP2 è stata ancora una volta Inter Europol Competition a imporsi. La squadra polacca ha conquistato la terza vittoria negli ultimi quattro anni, dominando la corsa e celebrando una prestigiosa doppietta.
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La Oreca-Gibson numero 43 di Tom Dillmann, Nick Yelloly e Jakub Smiechowski ha preceduto la vettura gemella numero 343 di Nico Müller, Reshad de Gerus e Bijoy Garg. A completare il podio è stato il team Forestier Racing by Panis.
Sfortunato il team Duqueine, a lungo leader della categoria, costretto al ritiro nelle ultime quattro ore a causa di problemi ai freni.
Il FIA World Endurance Championship tornerà in pista tra quattro settimane con la Rolex 6 Ore di San Paolo, in programma dal 10 al 12 luglio, appuntamento che potrebbe già fornire importanti indicazioni nella corsa ai titoli mondiali 2026.

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